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 13/07/2005  93-42: Successo delle proposte italiane in Europa

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 Nei giorni scorsi, una delegazione di UEAPME, l’organizzazione che rappresenta a livello europeo l’artigianato e le piccole imprese, ha incontrato - nell’ambito delle consultazioni sul processo di revisione della direttiva “dispositivi medici” - il responsabile per i dispositivi medici della Direzione Generale per l’Impresa della Commissione Europea. La delegazione di UEAPME ha richiesto la modifica l’allegato VIII della Direttiva al fine di garantire al paziente, utilizzatore finale del dispositivo, la trasmissione di una copia della dichiarazione di conformità per accrescere la trasparenza, la sicurezza e la tracciabilità. Richiesta questa che sembra avere avuto il consenso della Commissione.

Al contrario, malgrado le insistenze, sembra tuttora poco probabile che si riesca a convincere la Commissione sull’opportunità di prevedere l’inserimento a pieno titolo dei dispositivi su misura nell’ambito della Banca Dati Europea (Eudamed). In materia di sorveglianza del mercato, la delegazione UEAPME ha sostenuto la necessità di potenziare e migliorare il sistema in vigore, basato sulla vigilanza da parte delle Autorità Nazionali, ma, al contempo, ha escluso che tale importante obiettivo possa essere raggiunto attraverso il più volte ventilato ricorso alla certificazione ISO 9000, giustamente considerata non adatta alle specificità del settore e troppo onerosa in termini economici. Il ricorso alla certificazione ISO 9000 ha costituito negli ultimi mesi la causa delle divisioni tra le AAOO italiane e la FEPPD, Federazione Europea degli Odontotecnici, divisioni che sembrano essere positivamente superate dalla presa di posizione ufficiale di UEAPME che di fatto ha accolto le posizioni italiane in materia. UEAPME ha infatti dichiarato che i fabbricanti di dispositivi su misura potranno ottemperare meglio al requisito della Direttiva che impone loro di implementare un sistema di qualità quando potranno basarsi su una norma armonizzata elaborata sulla base delle loro specificità ed ha pertanto invitato la Commissione Europea a dare l’apposito mandato al CEN perché la metta a punto.

La Commissione Europea sembra orientata a prendere in considerazione questa possibilità, anche se la riunione del MDEG, svoltasi pochi giorni dopo l’incontro di UEAPME con la DG Imprese, non ha portato nuovi elementi e, tanto meno, decisioni conseguenti su tale materia. Da un lato non possiamo quindi che esprimere legittima soddisfazione: finalmente le piccole imprese ed in particolare le imprese odontotecniche parlano un’unica lingua, sostenendo le medesime proposte, lasciando alle spalle le lacerazioni del recente passato e convergendo su richieste ragionevoli. Dall’altro, però, sembra persistere una certa sordità da parte della Commissione Europea che continua a manifestare un’inadeguata attenzione al comparto del “su misura”, sebbene sia stato ripetutamente riconosciuto che i dispositivi a basso rischio rappresentino la stragrande maggioranza dei dispositivi medici complessivamente immessi sul mercato europeo.

Siamo comunque particolarmente soddisfatti perché la richiesta di una norma armonizzata che si attagli alle specifiche esigenze dei fabbricanti di dispositivi su misura è stata avanzata dalle AAOO italiane le quali, in molteplici occasioni, avevano sottolineato come questa proposta non potesse e non dovesse essere confusa con quelle di chi pensava di poter risolvere il problema semplicemente imponendo una certificazione obbligatoria basata su uno schema modificato di ISO 9000.

Viene così premiato e riconosciuto l’impegno di FENAODI-Confartigianato e di SNO-CNA che anche con ANTLO hanno combattuto le richieste della certificazione obbligatoria per i laboratori odontotecnici.