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 25/11/2003  Controlli del ministero sull'applicazione della 93/42

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E' ormai iniziata l'attività di vigilanza per l'applicazione della direttiva europea 93/42, varie le segnalazioni arrivate da più parti d'Italia da parte di associati FENAODI, la presidenza nazionale e le regionali hanno predisposto un'attività di assistenza alle aziende associate che lo richiedano, in quest'ottica eravamo presenti in uno dei primi controlli avvenuti. In un prossimo futuro saremo presenti ad altre attività di verifica e vi aggiorneremo qualora le nostre conoscenze si arricchiscano di contenuti.
 
La visita
Il giorno 20-11-2003 abbiamo assistito ad una delle prime visite di controllo per la 93/42.
Il ministero della salute, per questa attività di vigilanza, ha stabilito un accordo con l’Istituto Superiore di Sanità il quale si impegna, con i propri ispettori, allo svolgimento delle attività di verifica; i nominativi delle aziende controllate sono forniti dal ministero .In questa fase di vigilanza sembra che in tutta Italia il numero dei laboratori controllati non dovrebbe superare le 50 unità.
Il laboratorio controllato il giorno 20 è composto da due persone, aveva in precedenza ricevuto un semplice questionario conoscitivo e a seguito di questo era stato fissato il giorno per l’ispezione. Il laboratorio si è avvalso della possibilità di farsi assistere da un esperto durante la visita. Al momento concordato si è presentato un gruppo di tre ispettori che in breve tempo hanno iniziato le attività di controllo, gli ispettori hanno spiegato che i gruppi di controllo non sono fissi ma bensì ricomposti ogni settimana in modo che i componenti abbiano tra loro maggiori possibilità di scambio di conoscenze migliorando l’efficacia delle visite. L’ispezione si è svolta in un clima disteso e non inquisitorio, ma comunque serio ed approfondito, gli ispettori, con probabilità tutti ingegneri, hanno dimostrato una grande conoscenza della norma e della sua applicazione, per loro era la prima volta che controllavano un laboratorio odontotecnico ma hanno dimostrato una grande abilità di interpretazione dei processi. La visita è cominciata con la verbalizzazione delle presenze e mentre due incaricati elaboravano le prime domande un terzo cominciava a registrare su computer gli esiti del colloquio.
Le parti sottolineate riportano alcune affermazioni degli ispettori.
  

Il fascicolo tecnico

Sono stati presi a caso alcuni fascicoli tecnici di altrettanti lavori e si è cominciato a sfogliarli per verificare nei particolari il contenuto di ogni foglio. Partendo dalla prescrizione medica fino alla dichiarazione di conformità, etichetta ed istruzioni hanno verificato oltre ai contenuti anche la presenza di un "codice lavoro" che faciliti ed assicuri la rintracciabilità del dispositivo e di tutta la documentazione.

  

I materiali
Particolare attenzione è stata data alla rintracciabilità delle materie prime, per lo meno di tutte quelle che vanno in bocca, controllando la registrazione regolare dei numeri di lotto dei materiali: metalli, resine, ceramiche ecc… Dei materiali è stata richiesto di visionare oltre alla marcatura CE, le rispettive istruzioni d’uso e il certificato di conformità che solo a richiesta viene consegnato dal fornitore. "Per il fabbricante possedere il certificato di conformità è una garanzia in più".

 
I controlli
Alla verifica della scheda di costruzione e controllo è stato chiesto se i procedimenti di lavoro sono standard o specifici per ogni lavoro, è stato richiesto in che momento viene l’esito dei controlli e il comportamento tenuto in caso si accertasse una non conformità, è stato chiesto anche dove questo viene registrato e di vedere un caso in cui è stato registrato. "se lei si trova a rifare tre volte un passaggio di lavoro per una non conformità e questo dispositivo a distanza di tempo si rompe, la registrazione le permette di risalire alla possibile causa, se invece lei non lo segna nello storico risulterebbe un dispositivo come molti altri in cui non era avvenuta nessuna non conformità".
Allo stesso modo è stato richiesto se capita che un dispositivo dopo la consegna può venire nuovamente modificato dal laboratorio e, anche in questo caso, è stato richiesto dove vengono annotate le modifiche fatte e di vedere un caso in cui sono state registrate.

 

Il processo di produzione e la manutenzione
Sono stati poi visionati, girando per il laboratorio, i vari passaggi del processo di produzione e soffermati più volte per richiedere informazioni, nel caso della fonditrice è stato richiesto il libretto di istruzioni per verificare le modalità di manutenzione e se queste venivano fatte.

 

L’igienicità

Molte domande sono state fatte a riguardo dell’igienicità, se il medico sterilizza i materiali che ci invia, se li disinfetta oppure se non avviene nessun trattamento. All’interno del laboratorio è stato richiesto come avviene la disinfezione, quali materiali vengono disinfettati dove e con che cosa, ed infine quali manufatti potrebbero mantenere un rischio residuo di infezione.

  
L’analisi dei rischi

Dell’analisi dei rischi sono state richieste le categorie di rischio prese in considerazione, con che riferimenti è stata sviluppata. I quella sede non vi è stato un controllo approfondito su questo argomento.

  
Le fasi finali di confezionamento e la creazione della documentazione
E’ stato poi chiesto di simulare le fasi finali di lavorazione, la creazione della documentazione, l’imballaggio, il posizionamento dell’etichettatura e le modalità di consegna.

   
La riparazione o rimessa a nuovo
Nelle fasi di verifica è stato richiesto se vengono fatte delle riparazioni e in questo caso è stata illustrata la differenza per la direttiva tra ciò che è una riparazione semplice e una rimessa a nuovo di un dispositivo.

  

Gli incidenti post vendita
E’ stato poi richiesto nel caso si verificassero incidenti gravi, legati all’uso del dispositivo, che potrebbero creare morte o gravi rischi per la salute del paziente come si sarebbe comportato il laboratorio. In questo caso la norma prevede che il fabbricante comunichi l’incidente al ministero tramite apposito modulo reperibile nel sito del ministero

  
Chiusura del verbale
Alla fine gli ispettori hanno chiesto di essere lasciati soli una ventina di minuti per la conclusione del verbale.

  

Le nostre considerazioni
Il laboratorio controllato è apparso ai nostri occhi ben attrezzato, organizzato ed aveva lavorato molto per adattare il proprio ciclo produttivo alle esigenze della norma, il titolare ha una buona preparazione sulla norma che ha acquisito nel corso di un paio di cicli formativi nel ’98.Gli ispettori sono nell’attività di verifica andati oltre il controllo formale e burocratico della documentazione cartacea andando alla ricerca della credibilità del sistema produttivo che gli veniva proposto. La credibilità è stata a nostro parere l’oggetto principale delle loro richieste di chiarimento.Da parte degli ispettori vi è stata una grande disponibilità al confronto ed al verificare di volta in volta la giusta applicazione della norma nel laboratorio odontotecnico.
Da quello che fino ad ora si sa, la visita non era finalizza all’emissione di sanzioni ma all’acquisizione di conoscenza sul grado di applicazione della direttiva. Gran parte del materiale visionato è stato fotocopiato ed inviato insieme al verbale al ministero il quale solo nei casi più gravi dovrebbe decidere di applicare eventuali sanzioni. Nel caso il ministero verifichi punti in cui l’applicazione della norma dev’essere migliorata, dovrebbe essere richiesto un adeguamento del sistema aziendale.E’ nostra opinione che il proseguire delle verifiche permetterà l’acquisizioni dei dati necessari all’affinamento dell’attività di verifica su quei punti che oggi abbiamo maggiore difficoltà a tenere sotto controllo.