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20/11/2003   LA LEGISLAZIONE PER LE IMPRESE DI ODONTOTECNICA

Torna su Croazia
La legislazione vigente prevede un profilo professionale uguale a quello per gli odontotecnici italiani. L’odontotecnico croato entra nel mercato dopo avere conseguito il diploma di abilitazione che è previsto con un corso di scuola superiore di quattro anni.

All’imprenditore odontotecnico, che gestisce un’impresa artigiana è fatto divieto di assumere più di un collaboratore odontotecnico diplomato. All’imprenditore che struttura la propria impresa con una forma giuridica di società di capitale non è imposto nessun limite di assunzione di diplomati.

Al professionista medico che organizza all’interno del proprio studio un laboratorio per la costruzione di protesi dentali non viene imposto nessun limite di assunzione.

Possiamo immaginare che il titolare di impresa odontotecnica assuma un solo diplomato in odontotecnica e altri diplomati o non diplomati per le consegne, pulizie e quanto altro utili al funzionamento dell’attività.

Lo stato prevede un livello minimo di assistenza al cittadino per l’apparato masticatorio e per la sua riabilitazione. Ne consegue che praticamente tutte le imprese lavorano in convenzione con l’ente pubblico. Lo stato paga il corrispettivo di 50 € per una corona in metallo ceramica e di 70 € per una protesi mobile superiore o inferiore. La protesi fissa viene garantita soltanto alle persone che superino una certa età e per un numero limitato di elementi.

Esistono di fatto all’interno delle aziende di odontotecnica tre diverse tipologie di laboratori.

Una grossa percentuale di convenzionati, che operano all’interno delle strutture pubbliche e dalle quali hanno in affitto i locali, all’interno delle cliniche, con pagamento di un canone relativamente basso per i locali e molte delle attrezzature. Lo stato è presente anche nell’acquisto delle materie prime.

E’ presente una seconda categoria di laboratori privati esterni, con propri locali e attrezzature che lavorano in convenzione con lo stato, per gli stessi importi sopra descritti. E qui sorge il primo quesito sulla disparità dei costi di partenza.

La terza realtà, circa 200 in tutta la Croazia, sono i laboratori privati che oprano esclusivamente per professionisti privati, fuori dalle convenzioni, e dalle espressioni ascoltate sono quelli in maggiore sofferenza. Esistono inoltre i dipendenti delle strutture pubbliche, che lavorano all’interno delle cliniche, per i pazienti delle stesse, con una strutturazione e dotazione di attrezzature per una capacità di produzione di protesi significativamente superiore a quella delle struttura sanitarie viste.