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Croazia,
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Si possono fare missioni all’estero per sondare nuovi mercati e con l’intento
di capire se da tali realtà possono scaturire delle opportunità di
collaborazione o dei semplici contatti per eventuali nuove commesse. Ma si
possono anche organizzare delle missioni per conoscere realtà diverse, al
fine di meglio capire il proprio contesto, essere aiutati ad interpretare
il mercato in cui si opera.
Il mercato territoriale del Triveneto è da tempo interessato da
influenze che arrivano dalla vicina Croazia. Azioni di mercato con l’importazione
di protesi o da fenomeni che vengono definiti di " turismo
sanitario".
Con l’intento di capire, il Consiglio Provinciale del mestiere degli
Odontotecnici, ha pensato e progettato una missione in Croazia che ha
visto la partecipazione di quattro dirigenti, del funzionario esperto,
dottor Paolin Fabrizio e con la collaborazione dell’Ufficio Area
Balcanica di Vicenza, struttura della CCIAA e della Provincia di Vicenza,
nella persona della signora Kanilic Barbara, che oltre al contributo
organizzativo, ha prestato la preziosa opera di traduzione, ma ancora più
importante di interpretazione per quello che è oltre le parole, perché
intrinseco del modo di vivere, degli usi e del contesto ambientale, senza
la conoscenza del quale si rischia di conoscere i fatti ma non capirne la
sostanza.
I due fenomeni che da tempo si notavano e che influenzano in modo
rilevante l’operatività del comparto si presentano con connotati in
parte comprensibili per quanto attiene all’importazione, che ovviamente
si propone con prezzi notevolmente inferiori ma porta con se le
difficoltà della distanza e conseguentemente di tutte quelle prestazioni
di servizio che da tale cotesto sono rese più complicate.
Il fenomeno che maggiormente si registra e che presenta delle modalità
di espressione e operative incomprensibili al nostro modo di operare e all’incidenza
che questo comporta nei costi finali del servizio è quello del cosiddetto
" turismo sanitario", ovvero persone singole o sempre più
spesso in gruppi organizzati, e come logicamente immaginabile da referenti
nel territorio, che in uno o due fine settimana vanno in Croazia a farsi
prestare degli interventi curativi e applicazioni di protesi dentali.
Ovviamente questo porta con se degli aspetti che interessano anche il
mondo medico. Noi lo abbiamo preso in esame dal momento che, anche se
interessa il mondo medico, di fatto ogni intervento clinico viene prestato
quale preparatorio all’applicazione della ricostruzione protesica.
Protesi che non sarà poi costruita in Italia.
Ci siamo posti dei quesiti ai quali non si è riusciti a dare logica
risposta, sul come questo potesse avvenire, quali erano gli spazi dei
costi che potessero giustificare le differenze economiche finali che ci
venivano riportate. Dato che a nostro avviso non era sufficiente la solita
motivazione del costo più basso della manodopera o di probabili costi di
approvvigionamento delle materie prime più vantaggiosi, visto e risaputo
che in quel territorio non hanno sede aziende di produzione e
conseguentemente debbono importare tutto dalla Germania, dall’Austria e
dall’Italia.
Per capire e darsi delle risposte esiste una sola strada da percorrere,
conoscere.
Ed ecco il progetto "Cliniche e Protesi Croate" degli
odontotecnici dell’Associazione artigiani della provincia di Vicenza.
Ad una prima analisi dei numeri generali si possono notare delle
incongruenze con il nostro mondo.
Con una popolazione di circa 4,5 milioni di abitanti, esiste una
realtà con 800 medici dentisti, 1200 laboratori odontotecnici, cinque
scuole di odontotecnica con 120 diplomati e abilitati anno e la presenza
di circa 200 aziende di rivendita di attrezzature e materie prime per il
settore.
Nella sola Zagabria sono dichiarati circa quattrocento medici e
quattrocento odontotecnici diplomati disoccupati. Nonostante questo si è
respirato un’aria di entusiasmo nelle scuole che non è pensabile in chi
si sta formando, per ingrossare le file dei disoccupati.
Il Veneto presenta la stessa popolazione, un similare numero di imprese
di odontotecnica, una presenza di studi professionali di oltre quattromila
unità, ( in tutta l’Italia il rapporto fra studi medici e laboratori è
mediamente di 3 a1), le scuole di formazione nel Veneto di fatto sono
ridotte a due ed entrambe stanno languendo con il numero basso degli
iscritti, oggi i nostri ragazzi non coltivano il sogno di fare gli
odontotecnici, ed il numero dei depositi dentali per la rivendita delle
materie prime e attrezzature si contano nelle famose dieci dita delle
mani. E continuano a diminuire.
Il nostro non vuole essere un giudizio di merito, ma lo standard dei
redditi e della capacità di spesa, visto che lo stipendio medio ci è
stato riferito essere l’equivalente fra i 350 – 400 euro mese, non è
paragonabile alle capacità di spesa derivante dal reddito medio di una
famiglia del Veneto, anche dopo il diminuito potere d’acquisto degli
ultimi anni.
Tralasciando tutte quelle considerazioni che si basano su conoscenze
tecniche, informazioni ragionieristiche, senza dimenticare le logiche
deduzioni, per cui il cerchio è sempre rotondo, anche quando i numeri
reali dimostrano che è una figura poliedrica, abbiamo trovato nel corso
delle tre giornate di visita, delle realtà aziendali con una buona
dotazione di attrezzature moderne, tutte acquistate all’estero compreso
arredamento e mobilio di supporto specifico del settore, di cui molto
importato dall’Italia e per quello che abbiamo visto, anche una valida
capacità di operare e produrre.
Si è notato una sostanziale differenza fra le due macroaree, quella
dell’Istria e quella del territorio interno attorno alla capitale. La
nostra visita si è sviluppata con una mattinata di informazioni e scambio
di conoscenze nella sede della Camera dell’Artigianato a Zagabria con i
rappresentanti locali del settore, proseguita con la visita di due
cliniche universitarie con annesse le varie strutture tecniche, di realtà
private composte da cliniche, laboratori, più o meno strutturati,
passando attraverso realtà che operano in convenzione con le strutture
pubbliche o con il solo privato. Lo stato garantisce a tutti i cittadini
un minimo di assistenza per il dentale.
Al termine della missione si è constatato che le motivazioni del basso
costo praticato in Croazia rimane motivazione sufficiente a creare il
fenomeno del "turismo sanitario", certamente non siamo riusciti
a darci spiegazione con rigore logico e contabile la struttura dei costi
di produzione della protesi anche in conseguenza del fatto che le materie
prime a loro costano mediamente il 20% in più rispetto ai costi praticati
in Italia. Tanto che noi si era ipotizzato che si consorziassero per
acquistare all’estero direttamente, ma l’idea non ha trovato grandi
consensi.
La via per darci una risposta ai quesiti di inizio missione è quella,
se vogliamo è solo una risposta filosofica – teorica, che viene dal
quel gestire in modo pratico, all’interno di spazi tra le norme che
sfugge alla nostra logica di ragionare con le regole.
Basti pensare che per molti cittadini Croati l’unica strada
percorribile per potersi ripristinare l’apparato masticatorio è quella
di fare "turismo sanitario" in Ungheria, e questo fini a poco
tempo addietro, ma ora che l’Ungheria si sta organizzando e dandosi
delle regole derivanti dalla scelta di aderire all’Unione Europea, per
il prossimo anno, non risulta più così economicamente vantaggioso
rivolgersi all’Ungheria ma si spostano verso la Romania.
Amara o dolce che possa essere la realtà, rimane la constatazione che
per tutte le economie è presente una economia più a Est, una economia
che probabilmente trae la propria forza dalla volontà di riscattarsi da
una condizione forse non più condivisa e verso la quale le nostre regole,
quelle europee, non si rivelano quali armi di penetrazione, ma spesso
gabbie burocratiche a vantaggio di chi di queste gabbie per ora non ne
sente il bisogno.
Probabilmente ci sarà sempre una realtà che gioca con regole diverse.
Del resto non stiamo assistendo nel nostro territorio al gioco al
massacro, dove il più aggressivo, o disperato, anche se comprensibilmente
da un punto di vista della soppravivenza, si propone in competizione del
meno disperato del giorno prima e che inconsciamente, ma inevitabilmente
produce il terreno fertile per creare il maggior disperato del giorno
dopo.
Tempo addietro si scriveva + di ieri – di domani.
Era una frase per giocare con le umane emozioni e i biologici ormoni.
Che possa divenire una eufemismo per parafrasare l’indice della
disperazione rischia di trasformarla in una battuta dal macabro spirito.
Con questo scritto esprimo tutto l’apprezzamento per la
collaborazione data nella preparazione della missione dal signor Paolin e
dalla signora Kanilic per essere andati oltre al loro compito e
permettendo con la loro grande disponibilità di ottenere dei risultati e
delle conoscenze che possono permettere di pensare strategie o progetti
per le prossime attività sindacali a sostegno o promozione per le aziende
nostre associate. Inoltre è piacevole ricordare la gentile e propositiva
ospitalità offerta della Camera dell’Artigianato Croata ed avere potuto
apprezzare la collaborazione di quanti abbiamo incontrato e verso i quali
il nostro operare e chiedere è spesso stato e manifestato in forma che
definire diretta o poco diplomatica è un eufemismo per dire poco gentile.
Abbiamo la tenue scusante del poco tempo a disposizione.
Claudio Miotto
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