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20/11/2003     MISSIONE PROTESI E CLINICHE CROATE

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Vedi anche: 

Turismo odontoiatrico
Croazia la legislazione

Croazia, la scuola

Croazia, livello tecnologico

Croazia, Economia del settore

 

Si possono fare missioni all’estero per sondare nuovi mercati e con l’intento di capire se da tali realtà possono scaturire delle opportunità di collaborazione o dei semplici contatti per eventuali nuove commesse. Ma si possono anche organizzare delle missioni per conoscere realtà diverse, al fine di meglio capire il proprio contesto, essere aiutati ad interpretare il mercato in cui si opera.

Il mercato territoriale del Triveneto è da tempo interessato da influenze che arrivano dalla vicina Croazia. Azioni di mercato con l’importazione di protesi o da fenomeni che vengono definiti di " turismo sanitario".

Con l’intento di capire, il Consiglio Provinciale del mestiere degli Odontotecnici, ha pensato e progettato una missione in Croazia che ha visto la partecipazione di quattro dirigenti, del funzionario esperto, dottor Paolin Fabrizio e con la collaborazione dell’Ufficio Area Balcanica di Vicenza, struttura della CCIAA e della Provincia di Vicenza, nella persona della signora Kanilic Barbara, che oltre al contributo organizzativo, ha prestato la preziosa opera di traduzione, ma ancora più importante di interpretazione per quello che è oltre le parole, perché intrinseco del modo di vivere, degli usi e del contesto ambientale, senza la conoscenza del quale si rischia di conoscere i fatti ma non capirne la sostanza.

I due fenomeni che da tempo si notavano e che influenzano in modo rilevante l’operatività del comparto si presentano con connotati in parte comprensibili per quanto attiene all’importazione, che ovviamente si propone con prezzi notevolmente inferiori ma porta con se le difficoltà della distanza e conseguentemente di tutte quelle prestazioni di servizio che da tale cotesto sono rese più complicate.

Il fenomeno che maggiormente si registra e che presenta delle modalità di espressione e operative incomprensibili al nostro modo di operare e all’incidenza che questo comporta nei costi finali del servizio è quello del cosiddetto " turismo sanitario", ovvero persone singole o sempre più spesso in gruppi organizzati, e come logicamente immaginabile da referenti nel territorio, che in uno o due fine settimana vanno in Croazia a farsi prestare degli interventi curativi e applicazioni di protesi dentali. Ovviamente questo porta con se degli aspetti che interessano anche il mondo medico. Noi lo abbiamo preso in esame dal momento che, anche se interessa il mondo medico, di fatto ogni intervento clinico viene prestato quale preparatorio all’applicazione della ricostruzione protesica.

Protesi che non sarà poi costruita in Italia.

Ci siamo posti dei quesiti ai quali non si è riusciti a dare logica risposta, sul come questo potesse avvenire, quali erano gli spazi dei costi che potessero giustificare le differenze economiche finali che ci venivano riportate. Dato che a nostro avviso non era sufficiente la solita motivazione del costo più basso della manodopera o di probabili costi di approvvigionamento delle materie prime più vantaggiosi, visto e risaputo che in quel territorio non hanno sede aziende di produzione e conseguentemente debbono importare tutto dalla Germania, dall’Austria e dall’Italia.

Per capire e darsi delle risposte esiste una sola strada da percorrere, conoscere.

Ed ecco il progetto "Cliniche e Protesi Croate" degli odontotecnici dell’Associazione artigiani della provincia di Vicenza.

Ad una prima analisi dei numeri generali si possono notare delle incongruenze con il nostro mondo.

Con una popolazione di circa 4,5 milioni di abitanti, esiste una realtà con 800 medici dentisti, 1200 laboratori odontotecnici, cinque scuole di odontotecnica con 120 diplomati e abilitati anno e la presenza di circa 200 aziende di rivendita di attrezzature e materie prime per il settore.

Nella sola Zagabria sono dichiarati circa quattrocento medici e quattrocento odontotecnici diplomati disoccupati. Nonostante questo si è respirato un’aria di entusiasmo nelle scuole che non è pensabile in chi si sta formando, per ingrossare le file dei disoccupati.

Il Veneto presenta la stessa popolazione, un similare numero di imprese di odontotecnica, una presenza di studi professionali di oltre quattromila unità, ( in tutta l’Italia il rapporto fra studi medici e laboratori è mediamente di 3 a1), le scuole di formazione nel Veneto di fatto sono ridotte a due ed entrambe stanno languendo con il numero basso degli iscritti, oggi i nostri ragazzi non coltivano il sogno di fare gli odontotecnici, ed il numero dei depositi dentali per la rivendita delle materie prime e attrezzature si contano nelle famose dieci dita delle mani. E continuano a diminuire.

Il nostro non vuole essere un giudizio di merito, ma lo standard dei redditi e della capacità di spesa, visto che lo stipendio medio ci è stato riferito essere l’equivalente fra i 350 – 400 euro mese, non è paragonabile alle capacità di spesa derivante dal reddito medio di una famiglia del Veneto, anche dopo il diminuito potere d’acquisto degli ultimi anni.

Tralasciando tutte quelle considerazioni che si basano su conoscenze tecniche, informazioni ragionieristiche, senza dimenticare le logiche deduzioni, per cui il cerchio è sempre rotondo, anche quando i numeri reali dimostrano che è una figura poliedrica, abbiamo trovato nel corso delle tre giornate di visita, delle realtà aziendali con una buona dotazione di attrezzature moderne, tutte acquistate all’estero compreso arredamento e mobilio di supporto specifico del settore, di cui molto importato dall’Italia e per quello che abbiamo visto, anche una valida capacità di operare e produrre.

Si è notato una sostanziale differenza fra le due macroaree, quella dell’Istria e quella del territorio interno attorno alla capitale. La nostra visita si è sviluppata con una mattinata di informazioni e scambio di conoscenze nella sede della Camera dell’Artigianato a Zagabria con i rappresentanti locali del settore, proseguita con la visita di due cliniche universitarie con annesse le varie strutture tecniche, di realtà private composte da cliniche, laboratori, più o meno strutturati, passando attraverso realtà che operano in convenzione con le strutture pubbliche o con il solo privato. Lo stato garantisce a tutti i cittadini un minimo di assistenza per il dentale.

Al termine della missione si è constatato che le motivazioni del basso costo praticato in Croazia rimane motivazione sufficiente a creare il fenomeno del "turismo sanitario", certamente non siamo riusciti a darci spiegazione con rigore logico e contabile la struttura dei costi di produzione della protesi anche in conseguenza del fatto che le materie prime a loro costano mediamente il 20% in più rispetto ai costi praticati in Italia. Tanto che noi si era ipotizzato che si consorziassero per acquistare all’estero direttamente, ma l’idea non ha trovato grandi consensi.

La via per darci una risposta ai quesiti di inizio missione è quella, se vogliamo è solo una risposta filosofica – teorica, che viene dal quel gestire in modo pratico, all’interno di spazi tra le norme che sfugge alla nostra logica di ragionare con le regole.

Basti pensare che per molti cittadini Croati l’unica strada percorribile per potersi ripristinare l’apparato masticatorio è quella di fare "turismo sanitario" in Ungheria, e questo fini a poco tempo addietro, ma ora che l’Ungheria si sta organizzando e dandosi delle regole derivanti dalla scelta di aderire all’Unione Europea, per il prossimo anno, non risulta più così economicamente vantaggioso rivolgersi all’Ungheria ma si spostano verso la Romania.

Amara o dolce che possa essere la realtà, rimane la constatazione che per tutte le economie è presente una economia più a Est, una economia che probabilmente trae la propria forza dalla volontà di riscattarsi da una condizione forse non più condivisa e verso la quale le nostre regole, quelle europee, non si rivelano quali armi di penetrazione, ma spesso gabbie burocratiche a vantaggio di chi di queste gabbie per ora non ne sente il bisogno.

Probabilmente ci sarà sempre una realtà che gioca con regole diverse.

Del resto non stiamo assistendo nel nostro territorio al gioco al massacro, dove il più aggressivo, o disperato, anche se comprensibilmente da un punto di vista della soppravivenza, si propone in competizione del meno disperato del giorno prima e che inconsciamente, ma inevitabilmente produce il terreno fertile per creare il maggior disperato del giorno dopo.

Tempo addietro si scriveva + di ieri – di domani.

Era una frase per giocare con le umane emozioni e i biologici ormoni. Che possa divenire una eufemismo per parafrasare l’indice della disperazione rischia di trasformarla in una battuta dal macabro spirito.

Con questo scritto esprimo tutto l’apprezzamento per la collaborazione data nella preparazione della missione dal signor Paolin e dalla signora Kanilic per essere andati oltre al loro compito e permettendo con la loro grande disponibilità di ottenere dei risultati e delle conoscenze che possono permettere di pensare strategie o progetti per le prossime attività sindacali a sostegno o promozione per le aziende nostre associate. Inoltre è piacevole ricordare la gentile e propositiva ospitalità offerta della Camera dell’Artigianato Croata ed avere potuto apprezzare la collaborazione di quanti abbiamo incontrato e verso i quali il nostro operare e chiedere è spesso stato e manifestato in forma che definire diretta o poco diplomatica è un eufemismo per dire poco gentile.

Abbiamo la tenue scusante del poco tempo a disposizione.

Claudio Miotto