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Da tempo ormai sentiamo parlare di check -list e controlli del NAS,
anche se di fatto non ci risulta vi sia stata alcuna attività di
verifica da parte del NAS sugli adempimenti riguardanti la 93/42, ci
siamo adoperati, non tanto per costruire la nostra check -list che poco
poteva differire da quelle già diffuse dalle varie associazioni, ma
piuttosto, consapevoli del tipo di documentazione presente in tutti i
laboratori abbiamo creato un gruppo di lavoro con l’obbiettivo di
fornire delle risposte alle principale domande presenti nelle varie
check -list.
Cominciamo col ricordare sarebbe opportuno tenere a disposizione la
documentazione riguardante la nostra iscrizione, come fabbricanti,
presso il ministero della salute.
Domanda:L’azienda ha individuato i requisiti essenziali applicabili
al proprio Settore?
Risposta: Si, la direttiva riporta nell’allegato I e nell’allegato
VIII i principali requisiti a cui i nostri prodotti sono soggetti.
D. Esiste un documento su cui ciò è formalizzato?
R. Evidentemente Si, nel documento sopra riportato
D. Esiste un mansionario
R. L’organizzazione è formalizzata con la nomina di un
responsabile ai controlli ed all’immissione in commercio dei
dispositivi, "il titolare"
D. Tutti i dispositivi medici presenti nel laboratorio sono coperti
da apposita prescrizione medica?
R. Si, tutti i dispositivi presenti in laboratorio devono essere
accompagnati dalla prescrizione medica contenente le caratteristiche progettuali del dispositivo. La
presenza della prescrizione firmata dal medico è un documento
importante anche se la sua assenza non può essere sanzionata.
D. Nei fascicoli inerenti la fabbricazione dei dispositivi medici
archiviati, è sempre presente la prescrizione medica ?
R. Ovviamente Si
D. Sono stati documentati i principali processi produttivi ?
R. Ritornando alla documentazione creata nel ’98 da un gruppo di
lavoro in associazione, vi sono dei documenti riportanti dei
diagrammi di flusso che descrivono i principali processi produttivi
D. Esistono procedure e/o istruzioni operative?
R. Anche in questo caso ci rifacciamo ai diagrammi di flusso e
per chi lo avesse fatto sono presenti delle istruzioni scritte di
come sono eseguite i lavorazioni in laboratorio.
D. Sono state identificate le principali categorie di rischio
associabili ai propri prodotti?
R. Si riconduce questa domanda all’analisi dei rischi che deve
riportare i rischi attribuibili ai dispositivi da noi prodotti. L’analisi
dei rischi, formalizzata in un documento, è una per ogni
famiglia di prodotti (es. fissa, mobile, scheletrati ecc.) e deve
riportare i rischi: di progettazione, produzione e del prodotto
finito. Deve inoltre riportare le misure da noi adottate per
ricondurre il rischio a livelli accettabili
D. I rischi residui sono comunicati all’utilizzatore finale?
R. Si, qualora vi sono rischi residui che non possiamo eliminare
dobbiamo elencarli nella dichiarazione di conformità o nelle
istruzioni d’uso
D. Esiste un sistema di documentazione per ogni singolo dispositivo?
R. Si, il fascicolo tecnico. Tale fascicolo è composto almeno da:
prescrizione medica, progettazione o indicazioni progettuali, scheda
lavorazione e controlli, dichiarazione di conformità, etichetta,
istruzioni d’uso ed eventuali altri documenti riguardanti le
lavorazioni esterne.
D. Sono stati definiti i criteri di sicurezza nella scelta delle
materie prime?
R Le materie prime devono essere con marcatura CE, abbiamo inoltre
fatto riferimento a dei criteri di sicurezza nell’analisi dei
rischi
D. Sono stati definiti requisiti e metodi di valutazione per
lavorazioni esterne?
R. La nostra richiesta d’ordine per lavorazioni esterne deve
riportare le caratteristiche necessarie perché la lavorazione
esterna sia "sicura". In alternativa chi esegue la
lavorazione esterna dovrà documentare le motivazioni delle scelte
fatte.
D. Esiste un elenco dei fornitori?
R. L’elenco dei fornitori è una richiesta anche contabile e quindi
tutti abbiamo un elenco dei fornitori, i fornitori sono comunque
presenti anche nelle fatture d’acquisto.
D. La documentazione tecnica relativa ai prodotti acquistati
(istruzioni d’uso) è conservata e catalogata?
R. La documentazione riguardante i prodotti da noi acquistati deve
essere conservata (Istruzioni d’uso, depliant, ecc..) per esempio
conservata con il prodotto o in raccoglitori purché sia ordinata.
D. Sono state identificate le apparecchiature critiche?
R. Le apparecchiature critiche (es. forno per ceramica, forno
preriscaldo ecc. ) quelle quindi che in caso di anomalie influenzano
la sicurezza del dispositivo da noi prodotto.
D. Per le apparecchiature critiche, esistono piani di manutenzione e
taratura periodici?
R. Per le apparecchiature critiche dobbiamo controllare
periodicamente il grado di precisione ed affidabilità, le verifiche
che noi facciamo devono essere registrate e magari tenute con la
macchina o in raccoglitori in ordine.
D. Il dispositivo viene imballato in modo da preservarne le
caratteristiche e a garantirne l’igiene?
R. Sta a noi scegliere il tipo di imballaggio adatto
D. Esiste un sistema di rintracciabilità dei materiali che vanno in
bocca e che compongono il dispositivo?
R. Dobbiamo tenere traccia nel nostro fascicolo tecnico del tipo di
materiale utilizzato e del suo numero di lotto di produzione.
D. Il dispositivo finito viene corredato da tutta la documentazione
prevista dalla direttiva?
R. Si, il dispositivo come tutti sappiamo deve essere accompagnato
una volta finito da: dichiarazione di conformità, etichetta ed
istruzioni d’uso. Ci teniamo a ricordare che la mancanza della
dichiarazione di conformità è la cosa più sanzionata dalla
direttiva (dai 30 ai 180 milioni di lire) Tale dichiarazione
deve essere redatta in conformità all’allegato VIII dalla
direttiva.
D. La documentazione è organizzata in modo da consentire verifiche a
posteriori?
R. Tutta la documentazione relativa sia ai metodi di fabbricazione
sia al singolo dispositivo deve essere organizzata in modo da poter
essere esibita a richiesta agli organi competenti, per dimostrare
che tali dispositivi erano conformi alla direttiva e quindi
"sicuri". Tale documentazione dev’essere conservata per
5 anni.
Gruppo di lavoro:
per l'associazione :
Pier Luigi De Pretto
Fabrizio Paolin
Gli odontotecnici:
Germano Gritti
Claudio Miotto
Enrico Tolio
Giorgio Zen |