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L’ecm è già sorpassata, così affermano gli esponenti delle nazioni del consiglio delle società scientifiche europee (Euract)

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In Europa l’educazionecontinua  in medicina è sorpassata ancor prima di entrare a regime. Lo affermano gli esponenti delle nazioni del consiglio delle società scientifiche europee (Euract) braccio didattico dell’organizzazione mondiale dei medici di famiglia (Wonca).

Al Trinity College il council di Euract ha sancito che, malgrado il forte dibattito in Italia, alcuni paesi come l’Olanda ci hanno già "doppiati" adottando un sistema di controllo di qualità dei medici imperniato su avanzamenti di carriera per i "bravi" e non su crediti per rimanere là dove si è già. In un documento l’Euract council ha considerato come una ecm all’italiana, fatta di eventi e punti-credito, "sia ormai da considerare, a livello degli studi di didattica internazionale europea, un’esperienza superata e "professionalmente stupida". Infatti essa non è chiaramente in grado di evidenziare qual è il progresso professionale dei medici-discenti sotto il profilo della conoscenza, e ancora più sotto quello della certificazione di competenza". "E’ tra l’altro evidente – continua il documento – come l’organizzazione di tale educazione medica continua sia fortemente dominata da interessi commerciali e come le valutazioni in punti di credito siano assolutamente arbitrarie".

Quale il possibile  rimedio?
E' stato più volte scientificamente pubblicato come la stessa definizione e il concetto dei corsi ecm siano internazionalmente superati da elementi ben più moderni, agili, professionalmente flessibili e gratificanti una progressione professionale: si tratta della integrazione fra hpe (higher professional education) e cpd (continuous professional development).

Per higher professional education si intende la necessità di ideare e gestire dei "tempi professionali" post specializzazione in medicina di famiglia come periodi di master su temi di specifico interesse e sviluppo professionale. Si offre ai generalisti tra l’altro la possibilità di riqualificare la propria carriera, scegliendo magari di dedicarsi alla ricerca o alla didattica: cosa che l'ecm non è in grado di garantire. Sull’esperienza positiva già attuata in Olanda dal ’95, a Dublino Euract ha riproposto l'hpe su scala europea, con lo sviluppo di diplomi internazionali che dovrebbero essere finanziati da college, dipartimenti, associazioni, compagnie assicurative, aziende farmaceutiche e ministeri, per favorire lo sviluppo professionale e personale del medico, migliorandone le competenze in specifiche aree cliniche e metodologiche, con un indubbio riflesso positivo sulla qualità delle cure. Per il medico, poi, si crea un'opportunità per diventare leader ed esperto su specifiche tematiche della propria area geografica o nel proprio ambito professionale.

Il sistema hpe risponde inoltre ad un’esigenza che tutti paesi si troveranno ad affrontare se a Bruxelles passasse una direttiva "rivista" per il riconoscimento dei titoli per esercitare sul territorio. Se si dovesse un domani diventare specialisti in medicina di famiglia, non basterà allungare il biennio di tirocinio a tre anni, come pure ci apprestiamo a fare in Italia, ma si dovrà passare, come le altre specialità a quattro-cinque anni.

Di che cosa riempire tutto questo tempo?

Certo non di ripetizioni cliniche o di soggiorni prolungati negli studi dei medici ma, appunto, di periodi flessibili gestiti secondo interessi e inclinazioni, magari che si concludano con una tesi specifica o un lavoro di ricerca, ferma restando la pratica in studio.

Secondo Euract, nella vita professionale deve essere possibile un cambiamento di funzioni e ruoli, concetto "sposato" anche nell’accezione di sviluppo professionale continuo, e riconoscile anche nel nuovo statuto della Società italiana di medicina generale, basato su accreditamento dei soci con due livelli: membership e fellowship.

L’Euract sta adesso elaborando "the educational agenda", uno stato dell'arte di supporto alla qualità didattica, per un curriculum didattico, tenendo conto di pre e post laurea e sviluppo professionale continuo o hpe, con un occhio ai contesti nazionali. Ma di ECM non si parla più.


Corriere Medico

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