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Formazione Educazione in medicina ed evidenze scientifiche:
dalla parte del malato
di Paolo Cornaglia Ferraris
Regola prima (ed unica): i medici devono agire secondo EBM ed appprendere
secondo ECM.
Se si rifiuteranno di farlo,l'assicuratore, (pubblico o privato che sia), si
rifiuterà di pagare.
Entriamo nelle due sigle e cerchiamo di capire.
EBM significa Evidence Based Medicine, ovvero medicina basata sulle evidenze.
Scientifiche, ovviamente, ma quali? Molte delle evidenze
scientifiche realizzate grazie a studi clinici condotti su malati, aprono e
chiudono mercati miliardari: nuovi farmaci, nuovi diagnostici, nuovi
apparecchi, enormi consumi. Tutte le università e perfino gli ospedali sono
pervase da ricerche pagate dall'industria. Il danaro pubblico a sostegno della
ricerca, per contro, è ridotto al lumicino. Il risultato? Nessuno può più
fidarsi ciecamente che un farmaco agisca davvero meglio di un altro o che un
nuovo apparecchio diagnostico (costoso) sia veramente innovativo.
Passiamo alla seconda delle due sigle. Per ECM si intende Educazione Continua
in Medicina. In Camici e Pigiami scrissi, nel 1998, che un medico italiano
poteva laurearsi "a vita" e che nessuno ne avrebbe mai verificato
aggiornamento e preparazione. Scandaloso ma reale, sino a quando l'obbligo di
aggiornamento è, finalmente, entrato nella legge italiana. Ogni
professionista della sanità deve aggiornarsi, conquistando un punteggio
annuale. I punti ECM sono acquisibili tramite corsi di aggiornamento. Ce ne
vogliono decine ogni anno per dimostrare d'essere adeguati al Servizio
Sanitario e non perdere i vantaggi di stipendi e convenzioni. Così, si va
alla caccia delle offerte migliori, proprio come al mercato. Internet è uno
dei veicoli, ma il più suadente resta sempre in mano dell'informatore
farmaceutico: punti gratis e qualche viaggetto gratificante, non mancano quasi
mai. Chi sancisce quanti punti valga che cosa è il "provider", su
delega del Ministero, che ha rinunciato a seguire direttamente la cosa. I
provider accreditati competono sul mercato, stabiliscono alleanze, vendono
prodotti alle aziende e creano pacchetti formativi a prezzi non proprio
popolari. La formazione diventa business: si vende per EBM, tramite Corsi
ECM, ciò
che interessa i produttori. Chi vende poco si cura di sprechi, consumi,
controlli del rischio. La corsa è inarrestabile, ma crea robuste reazioni. La
Medicina è arte del curare e del prendersi cura; le emozioni sono passaggio
obbligato della relazione e, quindi, del modo con cui il malato crederà alla
cura prescritta. Per arrivare ad una EBM veritiera ed attenta, per conquistare
una ECM adeguata al controllo dello spreco e del rischio, ci vorrà ancora
tempo. Suggerirei di spenderlo per educare il pubblico ai segreti interessi di
chi, cosa e come si muove dietro ai consumi sanitari.
da "La repubblica"
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