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Referenze: La credibilità, il riconoscimento della
capacità, onestà di una persona o dell'operare e della bontà delle sue
azioni. Un credito riconosciuto da terzi.
Autoreferenzialità, ovvero un valore e la bontà di un'azione millantata.
Se qualcosa di nuovo poteva ancora avvenire e per cui
valesse la pena di disquisire, attinente all'argomento Corsi E.C.M., lo ravviso
nel apprendere il nuovo aspetto di autoreferenzialità ultimamente
manifestato nel perverso meccanismo della interminabile novella che dal
1999 con l'emanazione della legge 229 ed in particolare dal 2001, quando
in modo improprio, arbitrario e senza la prevista delega la Commissione
Nazionale E.C.M. inseriva in un elenco di figure che erano tenute al
rispetto della norma ( è la legge che definisce chi è tenuto al suo
rispetto) due figure, fabbricanti di dispositivi medici, ma non operatori
sanitari. Gli Ottici e gli Odontotecnici.
Ricordo questo passaggio anomalo,( al quale ancora oggi
non è dato riconoscere la paternità o eventuali improvvide
sensibilizzazioni affinché ciò fosse possibile), senza del quale a
odontotecnici ed ottici le E.C.M. avrebbero avuto tanto interesse quanto
verso la filosofia che si prefigge di approfondire e definire se è nato
prima l'uovo o la gallina.
La semplice lettura della norma avrebbe dovuto evitare
di ingenerare tanta confusione e tensione emotiva, oltre che ad inutili
esborsi economici che nulla hanno prodotto.
Certamente altri non avrebbero potuto cogliere "l'opportunità"
di far crescere le categorie con le tessere punti, tipo carburante, con
premio finale integrato da congruo e relativo contributo.
Seguendo il filo della riflessione, ora scopriamo e
impariamo che la Regione Lombardia, ( delibera del 5 agosto 2004) in
applicazione delle deleghe specifiche legifera in attinenza alla
Formazione in medicina e stabilisce che è una obbligo per gli operatori
sanitari che lavorano per il Servizio Sanitario pubblico, e questa non è
una novità, e un impegno morale e deontologico per gli operatori sanitari
liberi professionisti. E anche questa non è una grande novità, ma
chiarisce delle possibili interpretazioni, laddove il distinguo non è
solamente l'essere operatore sanitario, ma essere o non essere in
relazione al Servizio Sanitario pubblico, alle dipendenze o in
convenzione.
La novità più interessante e data dalla frase in
premessa al documento redatto dalla Commissione regionale e che la Giunta
Regionale della Lombardia ha inserito nella delibera per le Linee di
indirizzo della formazione E.C.M. in Lombardia e che trova spiegazione
solo con l'autoreferenzialità del sistema.
Testualmente: …"Riguardo alle categorie di ottico e odontotecnico
che pur non essendo profili professionali individuati secondo la norma (
D.L. 502 / 92) ma inclusi tra le professioni necessitanti
dell'assolvimento del debito formativo E.C.M., si accolgono le indicazioni
previste in materia a livello nazionale."…
La delibera regionale ha descritto, normando ed
elencando tutte le professioni sanitarie, ma non ha potuto inserire nella
propria delibera le figure degli odontotecnici e ottici perché non
inseribili, non essendo essi operatori sanitari.
Ma, essendo inserite nel famoso elenco redatto dalla Comissione Nazionale
( la quale non aveva il mandato di decidere chi è tenuto all'osservanza
della legge ma solo quello di stabilire gli indirizzi formativi) ha
pensato di fatto di restarsene fuori, rimandando il tutto al livello
nazionale.
Un vero peccato.
Attenzione, la delibera regionale ha valore di legge e
pertanto impugnabile presso il T.A.R. se afferma e attribuisce un ruolo
difforme dalle leggi esistenti ad una figura, divenendo norma
incongruente.
Mentre l'elenco della Commissione Nazionale non ha valore di legge.
Magari lo avesse, si sarebbe potuto fare ricorso al T.A.R. .
Come tutte le storie vi è sempre un lato divertente.
La delibera regionale ora viene anche utilizzata dai cavalcatori di
"opportunità", i quali vedendo scritto in modo esplicito nella
norma, che, di fatto esclude i medici liberi professionisti dall'obbligo
di formazione per legge, non riguardare gli odontotecnici e gli ottici, la
ritengono una affermazione di obbligo per gli stessi di formazione
obbligatoria di E.C.M. .
Ed eccoci all'autoreferenzialità di una circolare che
referenzia se stessa e viene usata per quanto in essa affermato, lasciando
ad essa di diritto di esistere, anche se non attinente e riconosciuta.
A questo punto si impone un'altra riflessione.
Assodato che Odontotecnici ed Ottici oggi sono dei
fabbricanti di dispositivi medici e non sono operatori sanitari, quale
autorevolezza ne ricava chi continua a sostenere l'autoreferenzialità?
Come potrà essere percepita la credibilità e bontà delle azioni di chi
si propone in rappresentanza delle imprese e dei loro interessi?
Probabilmente nessuno o pochi avranno il tempo e la voglia di chiedere a
loro conto?
Continueranno ad autoreferenziarsi a vicenda, forse perderanno la loro
credibilità, probabilmente avranno poco seguito, il legislatore cosciente
della loro debolezza non terrà in debito conto le istanze e il ruolo di
rappresentanza sarà sminuito ed indebolito.
Cosi la forza che le piccole imprese traevano dall'associazionismo sarà
ulteriormente indebolita se non cancellata.
Ma contenti di essere "quasi operatori sanitari" che hanno 50
crediti formativi individuali e complessivamente con credibilità zero.
Dalla lettura della delibera della Regione Lombardia si
evince quanto nel corso degli anni abbiamo affermato, ossia che la strada
della formazione del Servizio Sanitari pubblico doveva reperire i fondi
attraverso la contrattazione collettiva, che in questo caso parte da una
base di 21 milioni di euro, che dovranno essere ulteriormente aumentati e
ovviamente a carico della pubblica azienda.
Così abbiamo imparato il perché dell'approccio morbido e senza sanzioni.
E bello, dopo anni di serena solitudine nell'affermare
con documentazione analitica delle leggi che gli odontotecnici e gli
ottici non sono attinenti al programma Corsi E.C.M., trovarsi ora si in buona
compagnia.
Peccato per il tempo e le risorse perse.
Anche se ogni dibattito e confronto, per il fatto stesso di avere avuto
esistenza, è stato"vera opportunità" di reciproca conoscenza,
di crescita e maturazione.
Claudio Miotto
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