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02/11/2004  Corsi ECM Lombardia: CREDITI FORMATIVI E CREDIBILITA’

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Referenze: La credibilità, il riconoscimento della capacità, onestà di una persona o dell'operare e della bontà delle sue azioni. Un credito riconosciuto da terzi.
Autoreferenzialità, ovvero un valore e la bontà di un'azione millantata.

  

Se qualcosa di nuovo poteva ancora avvenire e per cui valesse la pena di disquisire, attinente all'argomento Corsi E.C.M., lo ravviso nel apprendere il nuovo aspetto di autoreferenzialità ultimamente manifestato nel perverso meccanismo della interminabile novella che dal 1999 con l'emanazione della legge 229 ed in particolare dal 2001, quando in modo improprio, arbitrario e senza la prevista delega la Commissione Nazionale E.C.M. inseriva in un elenco di figure che erano tenute al rispetto della norma ( è la legge che definisce chi è tenuto al suo rispetto) due figure, fabbricanti di dispositivi medici, ma non operatori sanitari. Gli Ottici e gli Odontotecnici.

 

Ricordo questo passaggio anomalo,( al quale ancora oggi non è dato riconoscere la paternità o eventuali improvvide sensibilizzazioni affinché ciò fosse possibile), senza del quale a odontotecnici ed ottici le E.C.M. avrebbero avuto tanto interesse quanto verso la filosofia che si prefigge di approfondire e definire se è nato prima l'uovo o la gallina.

 

La semplice lettura della norma avrebbe dovuto evitare di ingenerare tanta confusione e tensione emotiva, oltre che ad inutili esborsi economici che nulla hanno prodotto.
Certamente altri non avrebbero potuto cogliere "l'opportunità" di far crescere le categorie con le tessere punti, tipo carburante, con premio finale integrato da congruo e relativo contributo.

 

Seguendo il filo della riflessione, ora scopriamo e impariamo che la Regione Lombardia, ( delibera del 5 agosto 2004) in applicazione delle deleghe specifiche legifera in attinenza alla Formazione in medicina e stabilisce che è una obbligo per gli operatori sanitari che lavorano per il Servizio Sanitario pubblico, e questa non è una novità, e un impegno morale e deontologico per gli operatori sanitari liberi professionisti. E anche questa non è una grande novità, ma chiarisce delle possibili interpretazioni, laddove il distinguo non è solamente l'essere operatore sanitario, ma essere o non essere in relazione al Servizio Sanitario pubblico, alle dipendenze o in convenzione.

 

La novità più interessante e data dalla frase in premessa al documento redatto dalla Commissione regionale e che la Giunta Regionale della Lombardia ha inserito nella delibera per le Linee di indirizzo della formazione E.C.M. in Lombardia e che trova spiegazione solo con l'autoreferenzialità del sistema.
Testualmente: …"Riguardo alle categorie di ottico e odontotecnico che pur non essendo profili professionali individuati secondo la norma ( D.L. 502 / 92) ma inclusi tra le professioni necessitanti dell'assolvimento del debito formativo E.C.M., si accolgono le indicazioni previste in materia a livello nazionale."…

La delibera regionale ha descritto, normando ed elencando tutte le professioni sanitarie, ma non ha potuto inserire nella propria delibera le figure degli odontotecnici e ottici perché non inseribili, non essendo essi operatori sanitari.
Ma, essendo inserite nel famoso elenco redatto dalla Comissione Nazionale ( la quale non aveva il mandato di decidere chi è tenuto all'osservanza della legge ma solo quello di stabilire gli indirizzi formativi) ha pensato di fatto di restarsene fuori, rimandando il tutto al livello nazionale.
Un vero peccato.

Attenzione, la delibera regionale ha valore di legge e pertanto impugnabile presso il T.A.R. se afferma e attribuisce un ruolo difforme dalle leggi esistenti ad una figura, divenendo norma incongruente.
Mentre l'elenco della Commissione Nazionale non ha valore di legge.
Magari lo avesse, si sarebbe potuto fare ricorso al T.A.R. .

 

Come tutte le storie vi è sempre un lato divertente.
La delibera regionale ora viene anche utilizzata dai cavalcatori di "opportunità", i quali vedendo scritto in modo esplicito nella norma, che, di fatto esclude i medici liberi professionisti dall'obbligo di formazione per legge, non riguardare gli odontotecnici e gli ottici, la ritengono una affermazione di obbligo per gli stessi di formazione obbligatoria di E.C.M. .

 

Ed eccoci all'autoreferenzialità di una circolare che referenzia se stessa e viene usata per quanto in essa affermato, lasciando ad essa di diritto di esistere, anche se non attinente e riconosciuta.

 

A questo punto si impone un'altra riflessione.

Assodato che Odontotecnici ed Ottici oggi sono dei fabbricanti di dispositivi medici e non sono operatori sanitari, quale autorevolezza ne ricava chi continua a sostenere l'autoreferenzialità?
Come potrà essere percepita la credibilità e bontà delle azioni di chi si propone in rappresentanza delle imprese e dei loro interessi?
Probabilmente nessuno o pochi avranno il tempo e la voglia di chiedere a loro conto?
Continueranno ad autoreferenziarsi a vicenda, forse perderanno la loro credibilità, probabilmente avranno poco seguito, il legislatore cosciente della loro debolezza non terrà in debito conto le istanze e il ruolo di rappresentanza sarà sminuito ed indebolito.
Cosi la forza che le piccole imprese traevano dall'associazionismo sarà ulteriormente indebolita se non cancellata.
Ma contenti di essere "quasi operatori sanitari" che hanno 50 crediti formativi individuali e complessivamente con credibilità zero.

 

Dalla lettura della delibera della Regione Lombardia si evince quanto nel corso degli anni abbiamo affermato, ossia che la strada della formazione del Servizio Sanitari pubblico doveva reperire i fondi attraverso la contrattazione collettiva, che in questo caso parte da una base di 21 milioni di euro, che dovranno essere ulteriormente aumentati e ovviamente a carico della pubblica azienda.
Così abbiamo imparato il perché dell'approccio morbido e senza sanzioni.

 

E bello, dopo anni di serena solitudine nell'affermare con documentazione analitica delle leggi che gli odontotecnici e gli ottici non sono attinenti al programma Corsi E.C.M., trovarsi ora si in buona compagnia.
Peccato per il tempo e le risorse perse.
Anche se ogni dibattito e confronto, per il fatto stesso di avere avuto esistenza, è stato"vera opportunità" di reciproca conoscenza, di crescita e maturazione.

 

Claudio Miotto