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27/06/2003    E.C.M. IL TORMENTONE ESTIVO CONTINUA

 

Da qualche giorno ho letto un articolo, inviatomi a mezzo fax da un collega, pubblicato a cura dell’Antlo Veneto, non riporta il nome dell’autore, dove si riprende una circolare della nostra Associazione di Vicenza, a mia firma, e commentandone il contenuto lo si giudica giusto in alcune affermazioni ed in altre meno giusto.

Apprezzando l’attenzione riservata, trovo generoso attribuire alla mia persona di avere affermato delle cose giuste. Eventualmente posso avere riportato delle cose in modo esatto o errato.

Quanto, al primo dei due aspetti ritenuti non esatti, non avrei tenuto conto che la Commissione Nazionale ECM ha inserito anche gli odontotecnici nell’elenco degli operatori sanitari tenuti al rispetto della legge 229/99. Riforma tir della sanità ed attuativa sulle ECM.

E’ vero, non ne ho tenuto conto per il semplice fatto che la legge istituiva della Commissione Nazionale ECM, art. 16-ter D.L.229/99, attribuisce come materia di competenza alla stessa la definizione della programmazione pluriennale, gli obiettivi formativi di interesse nazionale, le linee guida e i relativi percorsi diagnostico-terapeutici. Definisce i crediti formativi ed i tempi per la loro maturazione, gli indirizzi per la formazione predisposti a livello regionale ed i criteri per la loro valutazione. La Commissione definisce i requisiti per l’accreditamento delle società di formazione e la sussistenza degli stessi.

Non ravviso che alla Commissione sia stato dato potere legislativo. E’ la legge che definisce che la formazione è un obbligo per il SSN, per accreditati con il SSN e per i liberi professionisti.

E questo sarebbe il secondo aspetto che avrei sottovalutato.

Certamente sarei noioso a ripetere ancora le cose che in altri contesti ho potuto sottolineare, ma credo di avere tenuto in debito conto che gli odontotecnici non sono liberi professionisti e non sono operatori sanitari. Possono solo esistere dei casi di collaborazione con il SSN, e a quelli compete di rispondere all’obbligo di formazione continua in medicina. Solo in quello specifico ed unico caso.

La Confartigianato di Vicenza e del Veneto hanno autonomia intellettuale e di confronto democratico verso "il loro capo nazionale" e possono far circolare il proprio pensiero con l’intento di arricchire il dibattito, di portare il proprio contributo, che potrà anche assumere l’aspetto del confronto duro quando il punto del contendere non è solo filosofico, ma possibile origine di difficoltà verso le imprese. Quella base che ci ha dato mandato di operare in loro vece per difendere il loro diritto di esistere e di essere libere nelle loro scelte, comprese quelle formative, in una società liberale.

Questo a noi è concesso fare. In questo l’orgoglio di essere soci della nostra associazione.

 

Claudio Miotto

P.S. La frase "il capo di Miotto" è stata estrapolata dal succitato articolo. Nel frattempo "il nostro capo nazionale " è cambiato. Non è cambiato lo spirito di collaborazione, la voglia di costruire assieme per il bene dell’impresa, nel rispetto del mandato ricevuto e nell’interesse del socio.

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