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Fino a qualche anno fa il mercato italiano era un mercato interessante
per quei paesi come la Germania dove il prezzo medio dei manufatti era
superiore al nostro del 10-15%.
Alcuni laboratori italiani per anni hanno lavorato come fornitori di
manufatti per strutture sanitarie o in subappalto per laboratori
odontotecnici tedeschi. Oggi in conseguenza anche dell’entrata in
vigore e della sua cattiva applicazione della 93/42 il mercato italiano
ha perso di competitività e sono entrate nello scenario realtà
straniere come ad esempio la Slovenia e l’Ungheria a cui ora si
rivolgono non solo alcuno strutture tedesche ma anche italiane.
La forte spinta che vi è ora in Italia verso gli ECM, dal 2006
verranno richiesti 50 crediti formativi per addetto (circa 8-10 giornate
lavorative), farà ulteriormente perdere di competitività i nostri
laboratori che si troveranno ad essere gli unici in Europa a dover
sostenere tale aggravio, facilmente calcolabile, tra tempo di mancata
produzione e costi effettivi della formazione, in una significativa
percentuale di aumento di costi.
Tale aumento di costi porterà inevitabilmente ad un aumento dei
prezzi alla vendita o, nell’ipotesi più probabile, ad una minore
liquidità e quindi minore investimento in tecnologia ed innovazione.
Due fattori che in ogni caso ridurranno in modo permanente la
competitività dei laboratori italiani.
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