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17/02/2003 (da Dentalweb) Dentisti, il doppio elenco non è più una certezza

Malcontenti e tensioni c'erano già da tempo ma sembra che la battaglia vera all'interno dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri debba ancora iniziare. La modifica alla legge 409 del 1985 attualmente in discussione al Senato potrebbe aprire le ostilità. Tale provvedimento, di cui esistono diverse interpretazioni, potrebbe mettere in crisi l'istituto della doppia iscrizione, che consente ai medici dentisti di esercitare la professione medica e contemporaneamente anche quella odontoiatrica.

Un solo Ordine
La questione è abbastanza complicata: attualmente odontoiatri e medici chirurghi sono uniti in uno stesso ordine. Questo perchè in Italia, a differenza del resto d'Europa, esiste un doppio iter formativo per l'esercizio dell'odontoiatria: possono accedervi infatti i medici con laurea specialistica in odontoiatria, i laureati in medicina immatricolati fino al 1985 e naturalmente i più recenti laureati in odontoiatria. A questa confusione nella formazione corrisponde altrettanta confusione all'interno dell'ordine e dei vari albi. Ci sono medici specialisti in odontoiatria, iscritti al solo albo dei medici (ma con "annotazione" che gli permette di esercitare anche come odontoiatra), ci sono medici non specialisti iscritti ad entrambe gli albi professionali e ci sono poi gli odontoiatri puri iscritti al loro albo.

Per dare le dimensioni del problema utilizziamo i dati Fnomceo (Federazione nazionale ordine medici chirurghi e odontoiatri) relativi alla regione Marche: sono 8.042 i medici e odontoiatri iscritti ai due ordini nella regione, di questi sono ben 7.026 gli iscritti all'albo dei medici, 435 all'albo degli odontoiatri e 581 coloro che hanno doppia iscrizione. Due professioni
Questi ultimi, che possono esercitare le due professioni, sono quindi più degli odontoiatri puri. Anche le cifre relative alle quattro province rispecchiano questo quadro: unica eccezione in provincia di Ancona, dove i 173 odontoiatri puri sovrastano i 153 medici con doppia iscrizione. A Pesaro invece le doppie iscrizioni (155) sono addirittura il doppio del numero degli iscritti al solo albo odontoiatrico (87). E si noti che le dimensioni regionali rispettano l'andamento del fenomeno che si manifesta in tutto il centro-nord Italia.

Dunque oggi la discussione è inevitabile, sono diversi gli schieramenti e non facile e felice per tutti sarà la soluzione: c'è chi vorrebbe i medici dentisti all'interno dell'albo degli odontoiatri e ci sono poi medici dentisti che vogliono rimanere con i colleghi medici chirurghi senza doversi iscrivere all'altro albo per esercitare anche come odontoiatri.
Bisogna specificare che la modifica alla legge 409 in un primo momento colpirà solo i medici specialisti che sono iscritti al solo albo dei medici ma con annotazione per esercitare come odontoiatri: nel caso la modifica passi l'annotazione non sarà più sufficiente e chi vorrà applicarsi anche come dentista dovrà iscriversi anche al relativo albo.

Cosa cambierà
"La modifica passerà - dice Giovanni Del Gaiso, medico specialista dentista e presidente della Commissione odontoiatrica della provincia di Pesaro-Urbino - ma non creerà grossi problemi: al massimo i medici che vorranno fare anche i dentisti dovranno iscriversi ad entrambe gli albi, se la caveranno pagando circa 80 euro per l'iscrizione al secondo albo. Sono i possibili risvolti che questo processo di adeguamento alle direttive europee porteranno che preoccupano. La stessa doppia iscrizione è in forse, potrebbe essere il prossimo passo richiesto. In realtà la questione vera riguarda la possibile separazione dei due ordini. Ci si prova dal '89, ma ogni volta che ci si avvicina ad una possibile soluzione capita qualcosa ad interrompere il processo. Ci sono in ballo questioni molto delicate, equilibri fra i due ordini difficili da rispettare. Ma questo passo è necessario: quando, ad esempio, si discute in sede di Federazione nazionale, i problemi degli odontoiatri rimangono sempre in secondo piano rispetto a quelli dei medici. Sarebbe ora che, come esiste per architetti, ingegneri e altre categorie professionali, anche gli odontoiatri avessero un loro ordine, all'interno del quale seguire e difendere gli interessi e le questioni proprie di questa categoria".
(Fonte: Il Resto del Carlino)

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