Malcontenti e tensioni c'erano già da tempo ma sembra che la battaglia
vera all'interno dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri
debba ancora iniziare. La modifica alla legge 409 del 1985 attualmente
in discussione al Senato potrebbe aprire le ostilità. Tale
provvedimento, di cui esistono diverse interpretazioni, potrebbe mettere
in crisi l'istituto della doppia iscrizione, che consente ai medici
dentisti di esercitare la professione medica e contemporaneamente anche
quella odontoiatrica.
Un solo Ordine
La questione è abbastanza complicata: attualmente odontoiatri e medici
chirurghi sono uniti in uno stesso ordine. Questo perchè in Italia, a
differenza del resto d'Europa, esiste un doppio iter formativo per
l'esercizio dell'odontoiatria: possono accedervi infatti i medici con
laurea specialistica in odontoiatria, i laureati in medicina
immatricolati fino al 1985 e naturalmente i più recenti laureati in
odontoiatria. A questa confusione nella formazione corrisponde
altrettanta confusione all'interno dell'ordine e dei vari albi. Ci sono
medici specialisti in odontoiatria, iscritti al solo albo dei medici (ma
con "annotazione" che gli permette di esercitare anche come
odontoiatra), ci sono medici non specialisti iscritti ad entrambe gli
albi professionali e ci sono poi gli odontoiatri puri iscritti al loro
albo.
Per dare le dimensioni del problema utilizziamo i dati Fnomceo
(Federazione nazionale ordine medici chirurghi e odontoiatri) relativi
alla regione Marche: sono 8.042 i medici e odontoiatri iscritti ai due
ordini nella regione, di questi sono ben 7.026 gli iscritti all'albo dei
medici, 435 all'albo degli odontoiatri e 581 coloro che hanno doppia
iscrizione. Due professioni
Questi ultimi, che possono esercitare le due professioni, sono quindi
più degli odontoiatri puri. Anche le cifre relative alle quattro
province rispecchiano questo quadro: unica eccezione in provincia di
Ancona, dove i 173 odontoiatri puri sovrastano i 153 medici con doppia
iscrizione. A Pesaro invece le doppie iscrizioni (155) sono addirittura
il doppio del numero degli iscritti al solo albo odontoiatrico (87). E
si noti che le dimensioni regionali rispettano l'andamento del fenomeno
che si manifesta in tutto il centro-nord Italia.
Dunque oggi la discussione è inevitabile, sono diversi gli
schieramenti e non facile e felice per tutti sarà la soluzione: c'è
chi vorrebbe i medici dentisti all'interno dell'albo degli odontoiatri e
ci sono poi medici dentisti che vogliono rimanere con i colleghi medici
chirurghi senza doversi iscrivere all'altro albo per esercitare anche
come odontoiatri.
Bisogna specificare che la modifica alla legge 409 in un primo momento
colpirà solo i medici specialisti che sono iscritti al solo albo dei
medici ma con annotazione per esercitare come odontoiatri: nel caso la
modifica passi l'annotazione non sarà più sufficiente e chi vorrà
applicarsi anche come dentista dovrà iscriversi anche al relativo albo.
Cosa cambierà
"La modifica passerà - dice Giovanni Del Gaiso, medico specialista
dentista e presidente della Commissione odontoiatrica della provincia di
Pesaro-Urbino - ma non creerà grossi problemi: al massimo i medici che
vorranno fare anche i dentisti dovranno iscriversi ad entrambe gli albi,
se la caveranno pagando circa 80 euro per l'iscrizione al secondo albo.
Sono i possibili risvolti che questo processo di adeguamento alle
direttive europee porteranno che preoccupano. La stessa doppia
iscrizione è in forse, potrebbe essere il prossimo passo richiesto. In
realtà la questione vera riguarda la possibile separazione dei due
ordini. Ci si prova dal '89, ma ogni volta che ci si avvicina ad una
possibile soluzione capita qualcosa ad interrompere il processo. Ci sono
in ballo questioni molto delicate, equilibri fra i due ordini difficili
da rispettare. Ma questo passo è necessario: quando, ad esempio, si
discute in sede di Federazione nazionale, i problemi degli odontoiatri
rimangono sempre in secondo piano rispetto a quelli dei medici. Sarebbe
ora che, come esiste per architetti, ingegneri e altre categorie
professionali, anche gli odontoiatri avessero un loro ordine,
all'interno del quale seguire e difendere gli interessi e le questioni
proprie di questa categoria".
(Fonte: Il Resto del Carlino) |