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Odontotecnici, un anno ricco di novità   11.10.2002

L’anno 2002 per gli odontotecnici è stato caratterizzato da una serie di eventi, tra cui due particolarmente significativi: la vicenda legata al profilo professionale e l’introduzione dell’obbligo di formazione, le cosiddette E.C.M. (educazione continua in medicina).

Entrambi gli argomenti, che tra l’altro sono fortemente concatenati, rappresentano passaggi chiave per il mestiere di odontotecnico, in quanto la ridefinizione del profilo professionale (l’attuale definizione risale ad un Regio Decreto del 1928) potrebbe, se venisse accolta una delle tesi in ballo, prevedere poi a cascata l’obbligo di formazione continua.

Ma andiamo per ordine. Il rinnovo del profilo professionale è passato attraverso una serie di tappe: la bozza di regolamento ministeriale proposta dal Ministro della Salute On. Sirchia prevedeva una serie di novità tra cui la più rilevante è da considerare senz’altro l’obbligo di frequentare un corso universitario della durata di tre anni per poter diventare odontotecnici. Il parere del Consiglio Superiore della Sanità su questa bozza di regolamento ha introdotto ulteriori modifiche, limitando tra l’altro notevolmente gli ambiti di discrezionalità dell’odontotecnico con il divieto, ad esempio, di eseguire interventi che abbiano un contenuto "terapeutico" indipendentemente da fatto che siano incruenti, e con il divieto di effettuare la progettazione esecutiva in quanto considerata atto diagnostico. Infine il parere negativo del Consiglio di Stato sul regolamento, che ha affermato che da un lato non è con un regolamento ministeriale che si può dettare la disciplina di funzionamento di un profilo professionale, bensì con una legge dello Stato votata dal Parlamento, e dall’altro che la legge nazionale può fissare solamente i principi generali, demandando alle Regioni, in seguito alla modifica in senso federale della Costituzione, la definizione precisa del profilo stesso.

In sostanza, nonostante la speranza di vedere finalmente aggiornato un profilo professionale risalente al 1928, ancora una volta non è accaduto nulla.

Per quanto riguarda l’obbligo di formazione continua, le ECM per capirsi, queste discendono dalla volontà di istituire percorsi formativi per gli operatori della sanità, previsti nei vari decreti di riordino del SSN che negli ultimi anni si sono susseguiti. Il meccanismo prevede l’obbligo di frequentare una serie di giornate di formazione (a titolo oneroso) ogni anno, in modo da accumulare un determinato numero di crediti formativi (150 crediti in tre anni quando la cosa sarà a regime, mentre per il primo periodo i 150 crediti possono essere accumulati in cinque anni). Tuttavia il fatto che quest’obbligo sia previsto per gli operatori della sanità ha provocato un ampio dibattito sulla sua applicabilità o meno alla figura dell’odontotecnico, in quanto, nonostante la definizione che il Regio Decreto del 1928 dà del mestiere di odontotecnico (arte ausiliaria alle professioni sanitarie), la Commissione per le E.C.M. ha deciso di inserirlo tra quelli obbligati alla formazione continua. Il dibattito prosegue anche in seguito alla bocciatura del regolamento ministeriale sul profilo professionale, in quanto era proprio grazie ad una figura professionale non più classificata come "arte ausiliaria alle professioni sanitarie" che si faceva risalire l’obbligo di formazione previsto.

In mezzo a tutte queste discussioni e dichiarazioni la Categoria Arti Sanitarie ed Ausiliarie vicentina ha avviato una serie di azioni specifiche volte a d ottenere il maggior numero di informazioni possibile su questo argomento onde poter informare e tutelare i propri associati nei confronti di tale obbligo. E’ stato richiesto un parere legale sull’interpretazione degli articoli che, nei vari Decreti, introducevano la formazione obbligatoria, e tale pare ha confermato che poiché detti articoli rientrano nell’insieme delle norme di riordino del SSN, è al Sistema Socio-sanitario Nazionale che devono essere considerati riferiti. Pertanto, secondo tale parere, destinatari dell’obbligo sono gli operatori delle strutture sanitarie sia pubbliche che private, e quindi saranno forse gli odontotecnici che lavorano per le USL/ASL a dover sostenere le E.C.M., non anche i titolari di imprese artigiane che operano in questo settore. E’ stata effettuata un’indagine presso le associazioni di odontotecnici di alcuni significativi paesi europei, per comprendere se a livello Comunitario esistessero altri stati che prevedessero tali obblighi. Anche tale indagine ha dato esito negativo, in quanto gli odontotecnici non sono risultati essere soggetti obbligati alla formazione in nessuno dei paesi europei interpellati (Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Olanda e Finlandia). In tutti questi Paesi, come d’altra parte appare logico che sia, gli odontotecnici che desiderano aggiornarsi lo possono naturalmente fare, ma non per questo sono obbligati dal proprio legislatore a frequentare corsi specifici per accumulare punteggi minimi.

E’ stata infine predisposta e successivamente presentata un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute volta a chiedere se l’interpretazione suesposta, nella quale si riferisce l’obbligo di formazione ai soli operatori della sanità (e quindi eventualmente ai soli odontotecnici che sono in rapporto con il SSN), fosse da ritenere corretta. I tempi tecnici di risposta alle interrogazioni parlamentari non ha ancora consentito di ottenere una risposta, però la situazione è costantemente monitorata da parte della Divisione Categorie, che si è già attivata al fine di accelerare l’iter previsto per ottenerla.

Un cenno a parte sull’ultima novità: è stato recentemente acquisito un dominio internet per la realizzazione di un Vortal, un portale verticale della Categoria, onde consentire un’informazione on-line sui principali argomenti di interesse per le imprese associate, con in più un accesso diretto a documenti, leggi, regolamenti ecc. Il portale si sarà composto da differenti sezioni tra le quali ricordiamo quella dedicata alle "news", ossia alle notizie, quella delle leggi, ove si troveranno i testi delle principali norme che regolamentano la vita del mestiere di odontotecnici, quella delle posizioni della Categoria sugli argomenti di interesse principale e quella dei contatti, attraverso la quale si potranno porre quesiti e ricevere le risposte.

Un anno quindi molto vivace ed articolato, che ha posto quesiti e proposto iniziative e soluzioni grazie all’intensa e continua attività dei componenti gli organi di rappresentanza della Categoria. I membri del Consiglio Provinciale hanno infatti dimostrato di saper cogliere l’importanza degli argomenti in discussione ed hanno di conseguenza avviato tutte le azioni necessarie per tutelare, secondo il mandato ricevuto, la Categoria che sono stati chiamati a rappresentare, secondo lo spirito che anima la nostra importante Associazione.

 da   Fareimpresa

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