|
L’anno 2002 per gli odontotecnici è stato
caratterizzato da una serie di eventi, tra cui due particolarmente
significativi: la vicenda legata al profilo professionale e l’introduzione
dell’obbligo di formazione, le cosiddette E.C.M. (educazione continua
in medicina).
Entrambi gli argomenti, che tra l’altro sono
fortemente concatenati, rappresentano passaggi chiave per il mestiere di
odontotecnico, in quanto la ridefinizione del profilo professionale (l’attuale
definizione risale ad un Regio Decreto del 1928) potrebbe, se venisse
accolta una delle tesi in ballo, prevedere poi a cascata l’obbligo di
formazione continua.
Ma andiamo per ordine. Il rinnovo del profilo
professionale è passato attraverso una serie di tappe: la bozza di
regolamento ministeriale proposta dal Ministro della Salute On. Sirchia
prevedeva una serie di novità tra cui la più rilevante è da
considerare senz’altro l’obbligo di frequentare un corso
universitario della durata di tre anni per poter diventare
odontotecnici. Il parere del Consiglio Superiore della Sanità su questa
bozza di regolamento ha introdotto ulteriori modifiche, limitando tra l’altro
notevolmente gli ambiti di discrezionalità dell’odontotecnico con il
divieto, ad esempio, di eseguire interventi che abbiano un contenuto
"terapeutico" indipendentemente da fatto che siano incruenti,
e con il divieto di effettuare la progettazione esecutiva in quanto
considerata atto diagnostico. Infine il parere negativo del Consiglio di
Stato sul regolamento, che ha affermato che da un lato non è con un
regolamento ministeriale che si può dettare la disciplina di
funzionamento di un profilo professionale, bensì con una legge dello
Stato votata dal Parlamento, e dall’altro che la legge nazionale può
fissare solamente i principi generali, demandando alle Regioni, in
seguito alla modifica in senso federale della Costituzione, la
definizione precisa del profilo stesso.
In sostanza, nonostante la speranza di vedere finalmente
aggiornato un profilo professionale risalente al 1928, ancora una volta
non è accaduto nulla.
Per quanto riguarda l’obbligo di formazione continua,
le ECM per capirsi, queste discendono dalla volontà di istituire
percorsi formativi per gli operatori della sanità, previsti nei vari
decreti di riordino del SSN che negli ultimi anni si sono susseguiti. Il
meccanismo prevede l’obbligo di frequentare una serie di giornate di
formazione (a titolo oneroso) ogni anno, in modo da accumulare un
determinato numero di crediti formativi (150 crediti in tre anni quando
la cosa sarà a regime, mentre per il primo periodo i 150 crediti
possono essere accumulati in cinque anni). Tuttavia il fatto che quest’obbligo
sia previsto per gli operatori della sanità ha provocato un ampio
dibattito sulla sua applicabilità o meno alla figura dell’odontotecnico,
in quanto, nonostante la definizione che il Regio Decreto del 1928 dà
del mestiere di odontotecnico (arte ausiliaria alle professioni
sanitarie), la Commissione per le E.C.M. ha deciso di inserirlo tra
quelli obbligati alla formazione continua. Il dibattito prosegue anche
in seguito alla bocciatura del regolamento ministeriale sul profilo
professionale, in quanto era proprio grazie ad una figura professionale
non più classificata come "arte ausiliaria alle professioni
sanitarie" che si faceva risalire l’obbligo di formazione
previsto.
In mezzo a tutte queste discussioni e dichiarazioni la
Categoria Arti Sanitarie ed Ausiliarie vicentina ha avviato una serie di
azioni specifiche volte a d ottenere il maggior numero di informazioni
possibile su questo argomento onde poter informare e tutelare i propri
associati nei confronti di tale obbligo. E’ stato richiesto un parere
legale sull’interpretazione degli articoli che, nei vari Decreti,
introducevano la formazione obbligatoria, e tale pare ha confermato che
poiché detti articoli rientrano nell’insieme delle norme di riordino
del SSN, è al Sistema Socio-sanitario Nazionale che devono essere
considerati riferiti. Pertanto, secondo tale parere, destinatari dell’obbligo
sono gli operatori delle strutture sanitarie sia pubbliche che private,
e quindi saranno forse gli odontotecnici che lavorano per le USL/ASL a
dover sostenere le E.C.M., non anche i titolari di imprese artigiane che
operano in questo settore. E’ stata effettuata un’indagine presso le
associazioni di odontotecnici di alcuni significativi paesi europei, per
comprendere se a livello Comunitario esistessero altri stati che
prevedessero tali obblighi. Anche tale indagine ha dato esito negativo,
in quanto gli odontotecnici non sono risultati essere soggetti obbligati
alla formazione in nessuno dei paesi europei interpellati (Francia,
Germania, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Olanda e Finlandia). In tutti
questi Paesi, come d’altra parte appare logico che sia, gli
odontotecnici che desiderano aggiornarsi lo possono naturalmente fare,
ma non per questo sono obbligati dal proprio legislatore a frequentare
corsi specifici per accumulare punteggi minimi.
E’ stata infine predisposta e successivamente
presentata un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute
volta a chiedere se l’interpretazione suesposta, nella quale si
riferisce l’obbligo di formazione ai soli operatori della sanità (e
quindi eventualmente ai soli odontotecnici che sono in rapporto con il
SSN), fosse da ritenere corretta. I tempi tecnici di risposta alle
interrogazioni parlamentari non ha ancora consentito di ottenere una
risposta, però la situazione è costantemente monitorata da parte della
Divisione Categorie, che si è già attivata al fine di accelerare l’iter
previsto per ottenerla.
Un cenno a parte sull’ultima novità: è stato
recentemente acquisito un dominio internet per la realizzazione di un
Vortal, un portale verticale della Categoria, onde consentire un’informazione
on-line sui principali argomenti di interesse per le imprese associate,
con in più un accesso diretto a documenti, leggi, regolamenti ecc. Il
portale si sarà composto da differenti sezioni tra le quali ricordiamo
quella dedicata alle "news", ossia alle notizie, quella delle
leggi, ove si troveranno i testi delle principali norme che
regolamentano la vita del mestiere di odontotecnici, quella delle
posizioni della Categoria sugli argomenti di interesse principale e
quella dei contatti, attraverso la quale si potranno porre quesiti e
ricevere le risposte.
Un anno quindi molto vivace ed articolato, che ha posto
quesiti e proposto iniziative e soluzioni grazie all’intensa e
continua attività dei componenti gli organi di rappresentanza della
Categoria. I membri del Consiglio Provinciale hanno infatti dimostrato
di saper cogliere l’importanza degli argomenti in discussione ed hanno
di conseguenza avviato tutte le azioni necessarie per tutelare, secondo
il mandato ricevuto, la Categoria che sono stati chiamati a
rappresentare, secondo lo spirito che anima la nostra importante
Associazione.
da Fareimpresa |