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 20/12/2004  E il «Fermi» pianta un seme di salute in Bolivia

I ragazzi dell’istituto tecnico hanno creato due laboratori odontoiatrici nel villaggio di Gutierrez dov’è arrivato un container di materiale

Un contributo lo ha dato anche l’amministrazione comunale. «Non è stata semplice carità»

Un "seme di salute nel Chaco Boliviano" è quanto hanno piantato i ragazzi e i professori dell'istituto tecnico Enrico Fermi i quali, da oltre un anno, sono impegnati in un progetto di solidarietà nei confronti delle popolazioni guaranì del Sudest boliviano. Nel villaggio di Gutierrez è arrivata una ventata tutta veronese che ha portato alla creazione di due laboratori odontoiatrici, un container pieno di materiale e attrezzature sanitarie utili alla prevenzione dentale, donate da dentisti e odontoiatri della provincia, e anche un manuale tecnico, realizzato dai ragazzi del Fermi, per la creazione delle primarie protesi odontoiatriche.
Tutto ciò è partito dall'amicizia del professor Nicola Caceffo, docente di odontotecnica, con un volontario, Davide Marcolin, che negli anni Novanta operò proprio nella zona boliviana del Chaco, diventandone fine conoscitore di tutte le problematiche e necessità. "Con lui mi avventurai in un viaggio nel villaggio di Gutierrez - spiega il professore - dove incontrai padre Tarcisio che segue la missione. Viste le precarie condizioni in cui versa la popolazione chiesi al sacerdote cosa potessi fare. Ma da lui non mi arrivò alcuna richiesta se non la risposta: "Parla di noi"". E così è stato: Caceffo ha portato a scuola un po' di Bolivia e hanno così realizzato un progetto importante che ha visto anche un forte contributo da parte dell'amministrazione comunale. Non si è trattato però di una semplice carità verso popolazioni disagiate, ma di un aiuto molto più importante che porta un accrescimento da entrambe le parti. Durante l'estate, infatti, una delegazione di studenti e insegnanti è partita alla volta del Chaco per donare un po' di conoscenza in materia odontotecnica ai giovani boliviani che lavorano nelle due strutture attrezzate proprio grazie al progetto. "Un aiuto molto più appropriato del semplice donare il pane" spiega l'assessore "e' appunto quello di insegnare a seminare il grano e a lavorarlo che è in definitiva l'ispirazione del vostro progetto". Un'iniziativa nata quando a capo dell'istituto c'era Giovanni Ronca e portata avanti con entusiasmo dall'odierno preside Antonio Ciampino. Accanto agli insegnanti e i ragazzi anche un'associazione umanitaria famosa: Medici senza frontiere. A rappresentarla c'era Giovanni Di Cera che ha spiegato il compiti di sostegno sanitario e sensibilizzazione che sono propri dell'organizzazione internazionale vincitrice, nel '99, del premio Nobel per la pace.
Il progetto va dunque avanti a gonfie vele e, come spiega il direttore Attilio Orecchio, gli obiettivi per il 2005 sono molti: un nuovo laboratorio nel vicino villaggio di Villa Montes, l'ospitalità a Verona di tre giovani guaranì e una nuova spedizione in Bolivia.
"In virtù di quanto è stato fatto e di quello che ancora intendiamo fare - ha ironizzato Caceffo - ora sono certo che anche loro parlano di noi!".
Giorgia Cozzolino

da L'arena il giornale di Verona

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