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Comunicato n° 106 12 novembre 2004
Ministero della Salute
UFFICIO STAMPA
Al via la riorganizzazione del settore delle professioni sanitarie non
mediche
Titolo di studio universitario, iscrizione obbligatoria all'Albo
professionale anche per i pubblici dipendenti, istituzione degli Ordini
professionali, verifica periodica dell'abilitazione all'esercizio della
professione. Queste le nuove disposizioni in materia di professioni
sanitarie non mediche, contenute nel Disegno di legge approvato ieri dal
Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Salute Girolamo
Sirchia, volte all'acquisizione di un elevato standard di formazione
professionale e ad assicurare una maggiore qualificazione degli operatori
italiani in ambito europeo.
Il provvedimento, nel rispetto del nuovo riparto delle competenze tra
Stato e Regioni, si propone lo scopo di consentire una graduale
riorganizzazione del settore delle professioni sanitarie non mediche e
contiene i principi fondamentali di competenza statale per l'istituzione
di nuove professioni, dei loro contenuti e dei titoli richiesti per il
relativo esercizio.
In particolare, esso precisa che sono "professioni sanitarie non
mediche" quelle regolamentate dalla legge 10 agosto 2000 che svolgono
attivitą di prevenzione, assistenza, cura o riabilitazione sulla base di
uno specifico titolo abilitante, ferma restando la competenza delle
Regioni per quanto riguarda l'individuazione e la formazione dei profili
degli operatori di interesse sanitario non riconducibili alle professioni
sanitarie.
Il Disegno di legge, inoltre, prevede una specifica delega al Governo per
l'istituzione degli Ordini professionali per tutte quelle professioni che
attualmente ne sono sprovviste e detta le procedure per l'individuazione
delle nuove professioni sanitarie non mediche.
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