Odontotecnici.net il portale dell'odontotecnicoAssociazione Artigiani della Provincia di Vicenza

 Home   

   

 

Scegli come homepage!

Chi Siamo

Sindacale

Legislazione

Prezzi
   Informativi

Link

Domande

Pag. regionali

 Forum

 Comunicati
    Fenaodi

 GLI SPECIALI:  
    93/42  
    Legge Privacy  
    Sicurezza

    Corsi ECM

  

forum odontotecnico

 
 
 
 
 
 
 
 

04/11/2004 Quale Formazione di Qualità nella Sanità?

Un modo di pensare che ci sentiamo apprezzare e condividere come possibile strada per valorizzare la formazione e la professionalità. (questo intervento lo abbiamo tratto da Doctornews.it)

 

Giuseppe Remuzzi sottolinea che la formazione medica non si dovrebbe fare soltanto con punti raccolti a convegni e seminari. Andrebbe - va fatta - e premiata con punti - la didattica, e la ricerca, e la lettura e studio della letteratura scientifica, e la impostazione e gestione di una buona organizzazione nel proprio luogo di lavoro. Aggiungo che va dato punteggio a tutto quanto concorre, basandosi sulla evidenza o scientifica o di curriculum, a indicare il professionista sanitario che si muove con profilo di Qualità e che sa andare sempre avanti, per migliorare sé stesso e il delicato mondo della salute in cui e per cui lavora.

Va quindi riconosciuto punteggio a tutta la didattica medica (quanti tutor in medicina di famiglia lavorano in questo e gratis per molte ore al giorno, ad esempio ), va riconosciuto punteggio alle pubblicazioni scientifiche, ancora più se si confrontano su riviste internazionali a revisione critica immediata.

In Medicina di Famiglia si parla da tempo di Accreditamento. Questo, con una valutazione a punteggio, deve basarsi su una documentata attività formativa ed esperienza professionale nell'Area delle Cure Primarie, in particolare deve essere un Medico che :

  • svolga attività esclusiva di Medico di Famiglia;

  • sia ben organizzato;

  • abbia investito strutturalmente e culturalmente nella Medicina Generale;

  • possieda conoscenze pedagogiche;

  • sia in grado di trasferire le sue conoscenze;

  • sappia scrivere articoli, testi, etc.;

  • sappia portare nell'ambito dei consessi scientifici i risultati del proprio lavoro;

  • sappia fare ricerca;

  • sappia aggiornarsi;

  • dedichi parte del suo tempo alla crescita professionale.

Remuzzi, giustamente, si chiede se convegni e seminari servano davvero a migliorare la cura degli ammalati. In effetti, i il medico che lui indica e che, come Medico di Famiglia, io individuo nelle caratteristiche di cui sopra, deve essere incentivato a intraprendere questa strada di sviluppo professionale, a mantenerla e a portarla all'eccellenza. Potrà farlo solo se cambieranno radicalmente i concetti di formazione come finora concepita e accreditata (nel senso di crediti numerici attribuiti ) e di profilo professionale fisso e basso.

Solo uno sviluppo professionale flessibile nel tempo può permettere di uscire dalle pastoie del quotidiano sempre più burocratico e avere contratti a schema flessibile, come in molti Paesi Europei, dove si possa davvero fare didattica e ricerca, trasferire le proprie esperienze ai nuovi medici, rivalutare e riflettere scientificamente sul proprio operato, giungere a elaborare comportamenti condivisi in settori della prevenzione, della diagnosi, della terapia, della metodologia dia approccio, il tutto con ricaduta nel miglioramento delle cure.

Si saprà fare questo salto "politico" di valutazione e puntare in modo premiante e gratificante sulla Qualità?

Scrive Remuzzi che la forza delle buone idee alla fine prevale, e allora mi associo a questa già mia lunga speranza finora frustrata, e mi auguro che davvero la Regione Lombardia (e poi possibilmente gli altri ), in accordo con il mondo professionale sanitario, faccia in modo che medici e infermieri si possano dedicare a quello che serve davvero agli ammalati, con o senza punti.
Francesco Carelli
Rappresentante Nazionale EURACT Council
European Academy of Teachers in General Practice

Per articoli più recenti vai alla home page di odontotecnici.net