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13/10/2004  Gli italiani amano sempre meno la dentiera


Il problema del rapporto con i nostri denti comincia dall'infanzia e prosegue fino alla vecchiaia. È di questi giorni la diffusione di alcuni dati dai quali emerge che già all'asilo due su cinque hanno i denti rovinati. La carie, che a tre anni colpisce 'solo' l'1% dei piccoli, a sei anni minaccia il sorriso del 36%. E le malattie parodontali, pur se in forma lieve, interessano il 70% dei 12enni. Un'epidemia silente, denunciano gli esperti, perche' comporta danni alla salute inaccettabili per un evento facilmente prevenibile. L'Organizzazione mondiale della sanita' sottolinea infatti che molte malattie a carico della bocca si potrebbero evitare con uno stile di vita corretto gia' nei primi anni, a partire dalla nascita''.
L'importanza della prevenzione dentale è sottolineata da iniziative come quella della Regione Lombardia è indubbia. Una campagna di sensibilizzazione rivolta alle scuole. Un programma sperimentale di interventi educativi negli asili coinvolgera' anche gli insegnanti, l'Ufficio scolastico regionale, i pediatri e gli operatori dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl. Sarà distribuito un opuscolo informativo alle famiglie in occasione delle prime vaccinazioni o delle prime visite pediatriche, mentre gli interventi di educazione alla salute riguarderanno nella fase pilota circa 200 classi, con i bambini che vengono coinvolti in un momento della vita, e in un ambito, quello scolastico, molto influenti per la formazione di abitudini e comportamenti.
Preso atto di queste lodevoli iniziative sul tema della prevenzione, rimane il fatto che crescendo la grande maggioranza di questi bambini dovrà varcare la soglia dello studio di un dentista. Quello dei dentisti, si prevede, sarà un ambito che sarà in una condizione di continua fibrillazione, e non solo per la crescente attenzione degli italiani verso l'estetica, ma anche per le conseguenze sulla salute dell'intervento odontoiatrico.
A settembre una sentenza della Corte di Cassazione stabiliva che il chirurgo estetico che sbaglia un, pur delicato, intervento chirurgico non può cavarsela con la restituzione della parcella medica ricevuta, ma è obbligato a risarcire il danno morale e patrimoniale recato con colpa al paziente insoddisfatto.
Nei giorni successivi, il direttore del dipartimento di medicina legale dell'università di Roma La Sapienza, Paolo Arbarello, nel convegno che riuniva a Roma oltre 600 medici legali da tutta Italia precisava che chiedere al proprio odontoiatra i danni morali per una protesi mal riuscita è possibile, proprio come è possibile farlo nei confronti del chirurgo plastico, tanto che di problemi di questo tipo si occupa una nuova specializzazione della medicina legale, l'odontologia forense. "Nell'applicazione di una protesi l'odontoiatra ha l'obbligo del risultato", diceva Albarello. Se in altri settori della medicina c'è soltanto l'obbligo dei mezzi (vale a dire l'obbligo di attenersi ai protocolli e operare diligentemente e prudentemente in base ad essi), aveva detto Arbarello, nell'odontoiatria come nella chirurgia plastica si può essere perseguiti se non si ottiene il risultato. In questo caso, inoltre, il consenso informato viene ad acquistare un'importanza notevole. "Ormai qualunque atto medico o chirurgico, anche se efficace e produttivo di miglioramento, è illecito quando manca il consenso informato".
Non si è ben distinto, però, nel dibattito quali tipi di danno il dentista può provocare. Se il danno estetico-funzionale è di immediata ed evidente osservabilità da parte del paziente, meno riscontrabile, ma non per questo meno pericolosi, sono i danni derivanti dall'utilizzo di materiali non bio-compatibili e dalla mancata effettuazione di analisi che siano in grado di accertare che che l'organismo del paziente non abbia delle reazioni nei confronti dei materiali utilizzati.
I danni potenziali che l'intervento del dentista può provocare, a causa dei materiali utilizzati, non si limitano agli amalgami utilizzati per le ricostruzioni che contengono sostanze potenzialmente tossiche. Il mercurio in particolare è la sostanza forse più tossica in natura e non è vero essere stabile una volta inserita in bocca. Se è vero che gli italiani amano sempre meno la dentiera, anche gli impianti e le protesi fisse dovrebbero essere posti sotto la lente di ingrandimento a maggior ragione se i più noti esperti da tutto il mondo che si riuniranno a Venezia dal 14 al 16 ottobre in occasione del 4th World Congress of Osseointegration per disegnare l'oggi e il domani dell'implantologia annunciando che il sorriso adesso è il primo sogno degli italiani. Batte perfino la dieta, ma è bocciata la dentiera e la richiesta fatta di più ora è:"Dottore, vorrei un impianto. Mi vergogno a stare senza denti".
Se è vero però che gli italiani richiedono e richiederanno sempre di più un impianto e protesi fisse, poco si parla dei materiali con cui sono costruiti impianti e protesi e della loro biocompatibilità.

 

Di Italiasalute.it

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