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E così, alla fine, con l'ultimo Direttivo Nazionale,
Fe.Na.Od.I. ha dichiarato in modo esplicito la sua posizione in materia di
ECM maturata dopo lungo tempo.
E' a tutti ormai noto come noi Odontotecnici dell'Associazione Artigiani
di Vicenza, insieme ai colleghi di molte altre Organizzazioni
territoriali, abbiamo sempre dimostrato la nostra perplessità su alcuni
aspetti relativi all'applicabilità dell'ECM a tutta la categoria e come
fin dal principio abbiamo cercato di raccogliere conferme alle nostre
opinioni, riuscendo ad ottenere risultati incoraggianti.
Preso atto che il programma ECM avrebbe costituito un onere importante per
la categoria, il primo passo è stato quello di prendere informazioni sul
funzionamento e l'applicazione dell'Educazione Continua in Medicina in
altri Paesi dell'Unione Europea. Grazie inoltre all'interessamento di
Confartigianato Veneto, sono poi arrivati ben tre pareri legali che hanno
confermato i dubbi sulla corretta interpretazione della normativa
italiana. Confortati da questi risultati, si è quindi provveduto a
sensibilizzare la Segreteria Regionale della Sanità, la quale, dopo aver
studiato la situazione, ha condiviso in pieno le nostre obiezioni e ha
richiesto un formale chiarimento alla Commissione Nazionale ECM. A fronte
di due successivi solleciti da parte della Regione Veneto, al momento non
sono però ancora state fornite le motivazioni che dovrebbero spiegare il
perché tutti gli Odontotecnici debbano essere considerati soggetti
coinvolti nel programma.
Nell'ultimo periodo, con la nuova presidenza nazionale e la costituzione
di una specifica commissione di lavoro nata per fare chiarezza in materia
ECM, sembrava che la partita stesse per giungere alle battute finali. Ma
la fase conclusiva, in cui l'avvallo politico doveva sancire il definitivo
accantonamento di quello che potremmo definire un "ulteriore, pesante
onere" per le nostre aziende, ha invece riservato un ribaltone
inaspettato: la maggioranza dei rappresentanti regionali di Fe.Na.Od.I. si
dichiara esplicitamente per il SI' all'ECM.
Difficile capire per noi le motivazioni che hanno portato a questo
risultato. Certo è che coloro che decidono a livello nazionale hanno
ricevuto un mandato di fiducia: le posizioni da loro espresse, pertanto,
sono da considerarsi la voce delle aziende che rappresentano e non possono
essere attaccate. Qui, in Veneto, le aziende che aderiscono a
Confartigianato, sulla base dei documenti che sono stati prodotti, si sono
sempre espresse contro l'obbligatorietà del programma ECM e hanno dato
incarico al loro rappresentante regionale di difendere i loro interessi.
Prendiamo atto che in Lombardia, come in altre regioni italiane, la base
associativa crede invece nella "necessità strategica" del
programma ECM.
Oggi, per noi che ci siamo assunti la responsabilità di rappresentare i
laboratori odontotecnici di Vicenza, nulla è cambiato. Continuiamo a
sostenere le nostre idee di sempre, anche perché le ultime fasi di
cammino ci hanno permesso di acquisire nuovi fondamentali elementi, come
il parere legale dell'ufficio legislativo di Confartigianato: un quarto
giudizio che ribadisce con autorevolezza la nostra estraneità al
programma ECM.
Non possiamo certo dire che tutto il nostro impegno e il tempo speso per
difendere le ragioni dei nostri Soci sia stato inutile. Abbiamo potuto
infatti scoprire che la nostra posizione in questa materia era ed è
tutt'oggi condivisa da colleghi di altre provincie e regioni con le quali
sono stati allacciati o rinforzati rapporti di collaborazione e
condivisione di esperienze ed idee.
In un contesto più ampio, guardiamo con interesse le ultime affermazioni
dell'Antlo ("no ECM, NO adempimenti inutili"), un interesse che
però non cancella l'ambiguità di fondo di chi da una parte si presenta
come uno dei principali proponenti di eventi ECM e dall'altra si fa
promotore del "no ECM." Le dinamiche che inducono alle scelte
rimangono comunque di difficile comprensione, se non altro perché la
posta economica in gioco è grande, sia per chi in questo gioco i soldi li
deve spendere sia per chi li deve prendere.
Vi è poi la questione legata alla definizione di un nuovo profilo
professionale. C'è chi sostiene che l'ECM sia un sacrificio necessario
per raggiungere lo scopo, dimenticando che in realtà tutti gli sforzi per
modificare la normativa finora non hanno condotto a nulla. E, anche
tralasciando il fatto che il discorso sul profilo professionale è ormai
congelato e che nessuno è in grado di prevedere una sua ripresa in tempi
brevi, ci sia consentito fare un'osservazione: chi ha mai conosciuto
qualcuno che comincia a pagare da oggi il bollo auto perché c'è la
possibilità che prima o poi si compri una vettura?
E si potrebbe sorridere anche del fatto che qualcuno pensa che in un
futuro la prova di aver partecipato per anni a corsi di aggiornamento di
odontotecnica possa essere sufficiente per aspirare ad un profilo con
mansioni diverse.
Quello che invece non possiamo escludere è che in futuro si arrivi a
concordare in un'azione comune tra tutte quelle forze che,
indipendentemente dall'appartenenza associativa, oggi pensano che l'ECM
sia solo un onere. La difesa degli interessi delle nostre imprese dovrà
riprendere il ruolo centrale che gli spetta nella vita associativa.
Il direttivo di Confartigianato Odontotecnici Vicenza
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