Ho letto l'editoriale di maggio del NLO a firma del signor Carmando, ed
alla fine della lettura mi ritrovo in molte delle analisi e affermazioni
sottoscritte dall'estensore.
Io sono uno dei 20 mila odontotecnici italiani, ( 15 mila ? Ma? In quanti
siamo o saremmo? ).
Facciamo uno dei numerosi fabbricanti di protesi ( dispositivi su misura
), che dopo anni di lavoro si ritrovano in un mare di problematiche, che
per costruire le solite protesi o ha assunto una segretaria per la
burocrazia, o obbliga la gentile consorte a frustrazioni mentali, (
essendo un'esterna ovviamente percepisce l'assurdo dell'inutile), o lavora
di notte, o rischia l'osso del collo pensando che la conformità la potrà
compilare il giorno successivo, sperando che alle otto del mattino non si
ritrovi con i controllori deputati che gli applicano la legge con sanzioni
da 30 a 90 mila € circa.
E' anche vero che lavorando meno abbiamo più tempo libero. Pazienza per
gli utili !!!
Sarcasmo a parte, magari fossero solo battute, mi permetto alcune
riflessioni come contributo al dibattito. Ovviamente dal mio punto di
vista.
Il " Fato" poteva farci nascere in una famiglia appassionata
di calcio e che tifava per i bianco-neri o i nero-azzurri piuttosto che i
rosso-neri.
Ora probabilmente ci ritroveremmo sostenitori dell'Udinese o della Juve,
dell'Atalanta o dell'Inter, del Foggia o del Milan. Chissà quanto frutto
dell'emozione o delle influenze esterne?
Se avessi posto la sede del mio laboratorio a Reggio nell'Emilia
probabilmente potrei essere un associato dello S.N.O.-C.N.A., se a Viterbo
probabilmente lo sarei della C.A.S.A., se la sede fosse in qualsiasi
comune d'Italia potrei essere uno di quel 50% circa che non ha mai avuto
il tempo di pensare e decidere se associarsi è cosa buona e utile o cosa
inutile e dispendiosa.
La sede del mio laboratorio è a Vicenza, ho liberamente scelto di
associarmi all'Associazione Artigiani di Vicenza che aderisce alla
Confartigianato. Ogni anno, a febbraio decido se mi conviene aderire e
versare la quota di adesione e se non lo volessi fare mi è sufficiente
non farlo. Punto.
Lo continuo a fare perché lo ritengo utile alla mia impresa e sono
orgoglioso della mia Associazione
Sono anche un dirigente della mia Associazione. Ho l'onore di
rappresentare le imprese di odontotecnica del nostro territorio ed assieme
al gruppo direttivo, democraticamente assumiamo delle decisioni. Con
principi buoni e con i dubbi dell'umana debolezza.
Probabilmente poco utili, forse non servono a nessuno, ma parliamo di noi,
parliamo per noi.
Capita che del nostro esprimere non se ne senta il suono all'esterno, può
capitare che accendiamo l'amplificatore della nostra Associazione che è
formata da tante imprese, certamente di diversi settori e allora la nostra
voce, amplificata, si ode all'esterno.
Sono egoista ed orgoglioso della mia Associazione.
Credo che possiamo continuare ognuno ad operare sotto la bandiera che
più ritiene utile alla propria azienda e collaborare all'esterno su
progetti che sono condivisi e sui quali le strategie collimano.
Che l'Antlo affermi con forza e chiarezza ed assuma una posizione
definita su temi quali E.C.M., obbligo di certificazione obbligatoria ed
auspichi interventi dello Stato in materia di intervento economico nei
confronti del paziente in odontoiatria o in materia di detrazione fiscale
del costo della protesi, in totale, e non solo con la misera percentuale
attuale, lo apprendo con gioia.
Conferma il nostro agire ed è motivo di fiducia per il prossimo futuro.
Una cosa mi sento di dover sottolineare di quanto ho letto
nell'articolo; sull'obbligatorietà delle E.C.M. non può essere affermato
che si sta cercando che non siano obbligatorie.
L'affermazione da fare è che la Formazione Continua in Medina non è un
obbligo per gli odontotecnici, escluso quelle imprese che lavorano per il
Servizio Sanitario Nazionale.
E come in altre occasioni ho affermato, non ho mai sentito i titolari di
autofficina, di imprese di impianti tecnologici o di programmatori di
software affermare che l'E.C.M. non sono un obbligo, semplicemente non
sono affari loro. Tanto quanto le imprese di odontotecnica che
costruiscono dispositivi medici su misura per il mondo privato. La
maggioranza delle imprese.
Che la commissione nazionale abbia inserito nell'elenco anche gli
odontotecnici è un semplice abuso d'ufficio, non è nei compiti ad essa
assegnati definire verso chi spetta la formazione, ma quello di definire i
parametri della formazione. La legge è prima e sopra alla commissione.
Cambiando argomento, ma restando in tema, in questi giorni leggiamo nei
quotidiani di una nota multinazionale che con le A.S.L ci guadagna qualche
soldino. Certamente è un'azienda che è interessata dall'applicazione del
D.L. 46/97. Siamo convinti che si stiano facendo le "masturbazioni
mentali" che si fanno gli odontotecnici ed i loro rappresentanti
quando si incontrano con il Ministero ? Il suo amministratore delegato ed
i suoi dipendenti saranno in affanno per raggiungere il punteggio delle
tessera fedeltà per l'anno in corso?
Invece gli odontotecnici per tenere alto il loro nome di masochisti si
propongono verso il legislatore per un'applicazione più restrittiva delle
norme, magari delegando gli enti di certificazione a denunciare agli
organi competenti quanti non si fossero adeguati.
E poi ci meravigliamo che i ragazzi non provino più emozione per un
mestiere bello e non scelgono più di seguire i corsi di formazione e le
suole di odontotecnica.
Scusate, i ragazzi di oggi potranno anche essere distratti, certamente non
scemi.
claudio miotto
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