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 19/05/2004  Trapano addio, per le carie ora c'è l'ozono

E' una nuova tecnica indolore e a basso costo. In Italia è già in corso uno studio multicentrico
di Annamaria Messa

Una spruzzatina di ozono sui denti e addio alla carie che minaccia di rovinare bocca e sorriso: senza bisogno di anestesia, trapano e otturazione. Con buona pace di chi ha paura dell'iniezione di anestetico o è allergico, di chi soffre del rumore del trapano, del tempo necessario per curare un dente cariato e soprattutto di estrazioni, ponti, protesi e impianti. La tecnica, studiata dal professor E. Lynch della Queen's University di Belfast e già in uso in Gran Bretagna e Germania. In Italia è al centro di uno studio dell'Università La Sapienza di Roma e dell'università privata "Vita e Salute" del San Raffaele di Milano (prof. Enrico Gherone, associato titolare della cattedra di odontoiatria).
L'obiettivo è riuscire a battere sul tempo la formazione del buchino della carie che mina il dente e alla lunga può portare a estrarlo e sostituirlo. La soluzione può essere l'ozonoterapia di lesioni cariose allo stadio iniziale, cioè quando il tessuto comincia a demineralizzarsi ma non si è ancora formato il buco. "La diagnosi precoce di carie con rilevatori elettronici ci indica le zone di demineralizzazione, cioè le lesioni iniziali da trattare con l'ozono per sterilizzare la nicchia in cui si trovano i batteri cariogeni. Poi, con la saliva, il fluoro del dentifricio o dei colluttori, la lesione si rimineralizza, cioè si riforma nuovo tessuto dentale lì dove stava venendo meno" spiega Livio Gallottini, Cattedra di Odontoiatria conservativa a La Sapienza.
L'apparecchiatura ha un manipolo, una sorta di trapano (che non buca) con all'estremità una coppetta in silicone che abbraccia il dente e chiude ermeticamente la zona rispetto al resto della bocca prima di sprigionare ozono dai 10 ai 30 secondi. E tanto basta. "Il trattamento non è tossico perché se non c'è chiusura ermetica il gas non viene sprigionato. Non serve anestesia, non è invasivo né costoso perché, dopo l'acquisto dello strumento (sui 16 mila euro), non ci sono altri costi per il dentista che impiega al massimo cinque minuti e quindi impegna lo studio per un tempo molto minore rispetto alla tradizionale otturazione" precisa Gallottini.
La cura, indolore e a basso costo, dovrebbe portare sempre più gente a curare la bocca senza lo spauracchio di dolori e grossi conti da pagare ma serve un deciso cambio di mentalità dei pazienti e dei dentisti in chiave di prevenzione e di terapie poco invasive. Secondo Gallottini "la gente va dal dentista quando c'è il dolore, ma anche il dentista deve investire in aggiornamento, nuovi strumenti, e deve capire che il dente va conservato e che meno si tocca meglio è".

da la repubblica.it (salute)