E' una nuova tecnica indolore e a basso costo. In Italia è già in corso
uno studio multicentrico
di Annamaria Messa
Una spruzzatina di ozono sui denti e addio alla carie che minaccia di
rovinare bocca e sorriso: senza bisogno di anestesia, trapano e
otturazione. Con buona pace di chi ha paura dell'iniezione di anestetico o
è allergico, di chi soffre del rumore del trapano, del tempo necessario
per curare un dente cariato e soprattutto di estrazioni, ponti, protesi e
impianti. La tecnica, studiata dal professor E. Lynch della Queen's
University di Belfast e già in uso in Gran Bretagna e Germania. In Italia
è al centro di uno studio dell'Università La Sapienza di Roma e
dell'università privata "Vita e Salute" del San Raffaele di
Milano (prof. Enrico Gherone, associato titolare della cattedra di
odontoiatria).
L'obiettivo è riuscire a battere sul tempo la formazione del buchino
della carie che mina il dente e alla lunga può portare a estrarlo e
sostituirlo. La soluzione può essere l'ozonoterapia di lesioni cariose
allo stadio iniziale, cioè quando il tessuto comincia a demineralizzarsi
ma non si è ancora formato il buco. "La diagnosi precoce di carie
con rilevatori elettronici ci indica le zone di demineralizzazione, cioè
le lesioni iniziali da trattare con l'ozono per sterilizzare la nicchia in
cui si trovano i batteri cariogeni. Poi, con la saliva, il fluoro del
dentifricio o dei colluttori, la lesione si rimineralizza, cioè si
riforma nuovo tessuto dentale lì dove stava venendo meno" spiega
Livio Gallottini, Cattedra di Odontoiatria conservativa a La Sapienza.
L'apparecchiatura ha un manipolo, una sorta di trapano (che non buca) con
all'estremità una coppetta in silicone che abbraccia il dente e chiude
ermeticamente la zona rispetto al resto della bocca prima di sprigionare
ozono dai 10 ai 30 secondi. E tanto basta. "Il trattamento non è
tossico perché se non c'è chiusura ermetica il gas non viene
sprigionato. Non serve anestesia, non è invasivo né costoso perché,
dopo l'acquisto dello strumento (sui 16 mila euro), non ci sono altri
costi per il dentista che impiega al massimo cinque minuti e quindi
impegna lo studio per un tempo molto minore rispetto alla tradizionale
otturazione" precisa Gallottini.
La cura, indolore e a basso costo, dovrebbe portare sempre più gente a
curare la bocca senza lo spauracchio di dolori e grossi conti da pagare ma
serve un deciso cambio di mentalità dei pazienti e dei dentisti in chiave
di prevenzione e di terapie poco invasive. Secondo Gallottini "la
gente va dal dentista quando c'è il dolore, ma anche il dentista deve
investire in aggiornamento, nuovi strumenti, e deve capire che il dente va
conservato e che meno si tocca meglio è".
da la repubblica.it (salute)
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