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Roma - L'opposizione e le assenze nella maggioranza
affossano alla Camera il decreto legge sull'emergenza. E con il decreto si
allontanano non solo i nuovi contratti degli specializzandi, ma anche le
migliorie richieste dai medici di famiglia al codice della privacy, e
approvate dallo stesso garante Stefano Rodotà. Si torna così ai vecchi
obblighi, più vigenti che mai.
La notifica il 30 aprile
Il più fastidioso è la notifica del trattamento-dati al
garante, da inviare entro il prossimo 30 aprile. Tale notifica non riguarda più
soltanto i medici che fanno ricerca, ma tutti quelli che condividono con i
colleghi in rete dedicata i dati dei propri assistiti anche solo per motivi di
diagnosi e cura. Questi medici devono inviare on line al garante l'apposito
modello compilato, versare 150 euro più le spese di spedizione postale con
firma elettronica.
Documento sulla sicurezza
Entro marzo c'è un altro obbligo, sul quale però il
garante starebbe correndo ai ripari. Riguarda l'obbligo di compilare o
adeguare il documento programmatico sulla sicurezza dei dati entro il 31 marzo
di ogni anno. Tale obbligo vige anche quest'anno per tutti i medici che hanno
il collegamento internet (cioé attraverso la rete telefonica) o comunque uno
studio strutturato in modo tale che gli archivi siano accessibili a terzi
(collaboratori, infermieri, etc). A febbraio avevamo spiegato come per i
medici dotati di computer tale obbligo si intrecciasse con quello di adeguare
la propria struttura informatica entro il 30 giugno secondo i dettami
dell'allegato B del codice della privacy.
Il garante ora starebbe pensando di far slittare il termine
per il Dpss dal 31 marzo al 30 giugno.
Ricordiamo che il documento deve prendere in rassegna lo
stato delle misure di sicurezza adottate: vanno elencati i dati personali
gestiti, l'organizzazione del personale che si occupa dei dati con descrizione
di compiti e responsabilità di ciascun addetti, l'analisi dei rischi che
minano l'integrità e la riservatezza delle informazioni.
Torna la chiamata per numero
Tornano anche gli oneri che sarebbero dovuti scattare a
gennaio. Primo: la chiamata per numero negli studi. Il garante non la vuole
per i medici di famiglia, ma intanto vige. Secondo: il divieto-fantasma (la
legge lo pone omettendo date alternative) di intestare le ricette bianche
ripetibili: la liberatoria del paziente a questo punto forse non basta più.
Non è finita: c'è la raccolta del consenso al trattamento
dati dei propri pazienti. Andrebbe di nuovo ultimata entro il 30 settembre; il
garante ammette che si possa chiedere il consenso anche oltre ai pazienti che
in studio non si sono presentati prima. La Federazione degli ordini ha
ottenuto che prima di ottobre 2004 un medico, che tratti un paziente di cui
non ha ancora raccolto il consenso, non sia perseguibile.
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