|
Da tempo ormai sentiamo parlare di una volontà a livello
europeo di modificare le direttive europee sui dispositivi medici, in
particolar modo, nell'intenzione di intensificare i controlli sui fabbricanti
di dispositivi di classe I e su misura vi è l'intenzione di imporre per legge
una sorta di certificazione di qualità con visita ispettiva obbligatoria a
carico dell'azienda da parte di organismi notificati.
In quest'ambito è stata presentata la proposta per la
revisione delle direttive sui dispositivi medici alla presenza di UNI,
Normapme ed esponenti autorevoli delle principali Associazioni dei produttori
di dispositivi di classe I e su misura: UNIDI, FIOTO, ANAP, ASSOTTICA,
FEDEROTTICA, AREHA; un messaggio d'appoggio è pervenuto anche da
ASSOBIOMEDICA, assente solo per impegni concomitanti.
La proposta di SNO-CNA e FeNaOdI-Confartigianato, in
antitesi con qualsiasi ipotesi di certificazione obbligatoria del sistema
qualità aziendale, interviene proprio sulle modalità di controllo del
mercato, ipotizzando che, oltre al regime di sorveglianza attuale, che
andrebbe comunque mantenuto e migliorato, il fabbricante di questi dispositivi
su base rigorosamente volontaria, possa optare per un regime di
autoregolamentazione dei controlli che si avvalga delle competenze presenti
negli Organismi Notificati.
Detta proposta, presentata a Bologna l'11 marzo scorso alle
altre Associazioni di Rappresentanza ed agli stessi Organismi Notificati, è
stata accolta con interesse e favore e vedrà successivi momenti di incontro e
di lavoro comune, sia per la presentazione della stessa in chiave di possibile
modifica legislativa, sia per affrontarne, in collaborazione con gli uffici
europei di Normapme, le ricadute sul piano della predisposizione della
necessaria documentazione tecnico-normativa.
Testo della proposta SNO-CNA e FeNaOdI-Confartigianato
SNO-CNA e FeNaOdI-Confartigianato
-
Apprezzano e condividono la sollecitazione della
Commissione per migliorare l’applicazione della Direttiva.
-
Prendono atto che, anche in questa occasione, le
proposte di revisione fin qui avanzate dalla Commissione non
consentirebbero di conseguire risultati apprezzabili per il comparto
dei dispositivi a destinazione individuale e neppure di acquisire il chiarimento
di aspetti normativi che hanno dato luogo a controverse
interpretazioni.
-
Auspicano che il processo di revisione raggiunga l’obiettivo
di accrescere la sicurezza dei dispositivi medici a destinazione
individuale e la trasparenza del settore.
-
Individuano nel controllo del mercato la chiave
di volta per raggiungere gli obiettivi sopra indicati e, a tal proposito,
segnalano che le proposte in discussione non colgono con la necessaria
lucidità l’esigenza di una più puntuale corresponsabilizzazione
degli odontoiatri e, più in generale, dei medici prescrittori di
dispositivi a destinazione individuale.
Per quanto riguarda le implicazioni sui
fabbricanti, SNO-CNA e FeNaOdI-Confartigianato, pur consapevoli della
necessità di non sottrarsi all’esigenza di tutela della sicurezza e della
salute dei pazienti, non ritengono che questi scopi possano essere perseguiti
in spregio al consolidato principio comunitario di proporzionalità
degli oneri per i produttori e, in particolare, per le PMI.
In questo quadro, pur condividendo la necessità di potenziare il controllo
del mercato, non ritengono che questa esigenza debba tradursi in obblighi
di certificazione del sistema qualità aziendale.
In alternativa ad un approccio certificativo, peraltro non
corrispondente all’evoluzione del quadro normativo e delle politiche
internazionali di accreditamento, le due Associazioni sono impegnate, nell’ambito
di Normapme, nell’individuazione delle più appropriate metodologie,
eventualmente assimilabili a standard o a buone pratiche, che siano:
-
appropriate per il settore dei dispositivi a
destinazione individuale e di classe I
-
di sopportabile onerosità economica
-
di carattere volontario e sganciate da qualsiasi opzione
certificativa
-
immediatamente utilizzabili dalle aziende, per
ottemperare all’obbligazione del processo di fabbricazione controllato e
documentato, e dalle Autorità Competenti per l’effettuazione dei
relativi controlli
In estrema sintesi, le due Associazioni
ritengono che, per il settore dei CMMD e dei dispositivi di classe prima, si
possa e si debba adottare una metodologia di controllo basata su due modalità
alternative:
-
di norma , mantenere l'attribuzione della
responsabilità del controllo alle Autorità Nazionali Competenti (per l’Italia,
ad esempio, MinSalute, ISS, etc.) ma sollecitandone un'intensificazione e,
al tempo stesso, un'applicazione più "garantista" ed
appropriata alle specificità merceologiche e dimensionali delle
imprese, essenzialmente attraverso l'esplicita indicazione di vincolare
le modalità d'esecuzione delle visite ispettive a quanto previsto in
apposita metodologia/norma/protocollo/specifica (da definirsi).
-
su opzione del fabbricante , acconsentire alla
possibilità che costui aderisca, su base volontaria, ad una
diversa procedura, tesa all’autoregolamentazione, e basata su:
-
adozione/implementazione della
metodologia/norma/protocollo/specifica di cui sopra;
-
autovalutazione periodica della corretta applicazione
della stessa con generazione di reports;
-
controlli mirati biennali a bassissimo costo a cura di
Organismo Notificato scelto dal fabbricante e limitati alla verifica della
corretta autovalutazione di 4/5 punti cruciali predefiniti della
metodologia/norma/protocollo/specifica di cui sopra;
-
in caso di corretta autovalutazione, rilascio di
attestato biennale;
-
in caso di non corretta/fedele/seria/ autovalutazione,
controllo integrale ed a costo pieno da parte dell'Organismo Notificato e
conseguente rilascio di verbale di visita ispettiva indicante le misure da
adottare per l’adeguamento entro un certo tempo;
-
controllo dell’adozione delle misure correttive da
parte dell'Organismo Notificato con costi a carico del fabbricante;
-
in caso di adempimento, rilascio di attestato annuale
in caso di inadempimento (con casistiche intermedie
negoziabili), immediata segnalazione all’Autorità
|