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24/02/2004  Cieca per un’allergia (La Nazione di Montecatini)


 

LA STORIA “Tutta colpa di una protesi dentaria: Sandra Cortesi non tollera sostanze metalliche”

    Cieca per un’allergia

  

Improvvisamente ha cominciato ad accusare debolezza.

Era  sempre più stanca e le bruciavano gli occhi. Poi  piano piano piano la vista è cominciata a calare, fino a non vederci quasi più. Ci sono voluti dieci anni per arrivare a capo di questa misteriosa malattia, che poi tale non si è rivelata, perché la causa di tutto era la protesi dentaria messa appunto dieci anni prima. Anni passati tra dottori e ospedali in cui tutti si affannavano a trovare il perché senza pensare che potesse derivare dai denti. Quei denti chiamati in causa tante volte da Sandra Cortesi, la protagonista di questa storia, che a tutti i medici ripeteva di avere la sensazione che tutto derivasse da quell’intervento a cui si era sottoposta a seguito di un granuloma e dei denti in causa e poi l’istallazione di una protesi.

E intanto la vista continuava a diminuire. Finalmente, dopo innumerevoli radiografie e analisi da cui non risultava nulla, si è sottoposta a una prova allergologica ad alcune sostanze metalliche.

Ci sono voluti più di dieci anni per arrivare ad una diagnosi- Ora è tutto risolto

Il risultato è stato di un’incompatibilità al 100per cento. Ecco spiegato tutto!

La protesi infatti era in ceramica ma costruita su una struttura in metallo, più precisamente nichel, a cui Sandra era risultata allergica. Immediatamente si è tolto la protesi e le otturazioni di altri denti, che purtroppo contengono leghe metalliche e altre sostanze chimiche, alcune delle quali anche nocive come il mercurio. Se n’è installata un’altra, con una struttura in platino, unico materiale che non le da fastidio.

Da subito è stata molto meglio. Si è sottoposta all’intervento con il laser e ora è tornata a vedere bene. E’ guarita anche da quel nervosismo cronico che l’aveva assalita, quell’ansia di non sapere il perché di ciò che ti sta succedendo. E adesso Sandra pensa agli altri. <<Ho incontrato tantissime persone nei tanti centri di allergologia in cui sono stata, che sono lo specchio di una realtà in aumento>>. Poi aggiunge:<< Purtroppo molte persone ancora sono all’oscuro dell’aspetto allergologico e si arriva a far luce sulla materia allergica di certi malesseri solo dopo altre diagnosi errate, con relative tac, ripetute analisi e farmaci, che si rivelano poi assolutamente inutili e quindi dannosi perché assunti senza motivo. Un adulto può comunque descrivere meglio strane sintomatologie e ha più probabilità di essere preso sul  serio. Pensiamo invece ai bambini quando denunciano malesseri all’apparenza immotivati che spesso vengono confusi con normali capricci. Quindi dopo dieci anni di ricerca, vorrei dire di fare attenzione e di non lasciare come ultima ipotesi la possibilità che certi disturbi provengano da intolleranze o allergie>>.

Di Virginia Zarulli

da (La Nazione di Montecatini)

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