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LA STORIA “Tutta colpa di una protesi dentaria: Sandra
Cortesi non tollera sostanze metalliche”
Cieca per un’allergia
Improvvisamente ha cominciato ad accusare debolezza.
Era sempre più
stanca e le bruciavano gli occhi. Poi piano
piano piano la vista è cominciata a calare, fino a non vederci quasi più. Ci
sono voluti dieci anni per arrivare a capo di questa misteriosa malattia, che
poi tale non si è rivelata, perché la causa di tutto era la protesi dentaria
messa appunto dieci anni prima. Anni passati tra dottori e ospedali in cui
tutti si affannavano a trovare il perché senza pensare che potesse derivare
dai denti. Quei denti chiamati in causa tante volte da Sandra Cortesi, la
protagonista di questa storia, che a tutti i medici ripeteva di avere la
sensazione che tutto derivasse da quell’intervento a cui si era sottoposta a
seguito di un granuloma e dei denti in causa e poi l’istallazione di una
protesi.
E intanto la vista continuava a diminuire. Finalmente, dopo
innumerevoli radiografie e analisi da cui non risultava nulla, si è
sottoposta a una prova allergologica ad alcune sostanze metalliche.
Ci sono voluti più di dieci anni per arrivare ad una
diagnosi- Ora è tutto risolto
Il risultato è stato di un’incompatibilità al 100per
cento. Ecco spiegato tutto!
La protesi infatti era in ceramica ma costruita su una
struttura in metallo, più precisamente nichel, a cui Sandra era risultata
allergica. Immediatamente si è tolto la protesi e le otturazioni di altri
denti, che purtroppo contengono leghe metalliche e altre sostanze chimiche,
alcune delle quali anche nocive come il mercurio. Se n’è installata
un’altra, con una struttura in platino, unico materiale che non le da
fastidio.
Da subito è stata molto meglio. Si è sottoposta
all’intervento con il laser e ora è tornata a vedere bene. E’ guarita
anche da quel nervosismo cronico che l’aveva assalita, quell’ansia di non
sapere il perché di ciò che ti sta succedendo. E adesso Sandra pensa agli
altri. <<Ho incontrato tantissime persone nei tanti centri di
allergologia in cui sono stata, che sono lo specchio di una realtà in
aumento>>. Poi aggiunge:<< Purtroppo molte persone ancora sono
all’oscuro dell’aspetto allergologico e si arriva a far luce sulla materia
allergica di certi malesseri solo dopo altre diagnosi errate, con relative
tac, ripetute analisi e farmaci, che si rivelano poi assolutamente inutili e
quindi dannosi perché assunti senza motivo. Un adulto può comunque
descrivere meglio strane sintomatologie e ha più probabilità di essere preso
sul serio. Pensiamo invece ai
bambini quando denunciano malesseri all’apparenza immotivati che spesso
vengono confusi con normali capricci. Quindi dopo dieci anni di ricerca,
vorrei dire di fare attenzione e di non lasciare come ultima ipotesi la
possibilità che certi disturbi provengano da intolleranze o allergie>>.
Di Virginia Zarulli
da (La
Nazione di Montecatini)
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