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 16/02/2004  Si proclama dentista e dà battaglia in Tribunale

 Padova

 

(l.l.) Ha deciso che può fare il dentista perchè è in possesso di un presunto certificato belga di odontotecnico clinico e di una presunta iscrizione all'Ordine dei medici albanesi, senza specificare con quale titolo di studio sia riuscito a ottenerla. E non smette di battersi contro la legge italiana che, invece, lo bolla per un individuo che esercita abusivamente la professione medica. È un tipo singolare Lucio Schiavolin, quarantottenne, veneto di Bojon di Campolongo Maggiore, ma con la residenza a Tirana, in Albania. Adesso il suo campo d'azione è un'aula del Tribunale di Padova, davanti al giudice monocratico, Vincenzo Sgubbi. Ha un avvocato (d'ufficio), ma è deciso a difendersi da solo. E per dar subito da intendere che non si lascerà processare tanto facilmente, come un qualsiasi imputato, ha deciso di sollevare "legittimo sospetto" nei confronti del giudice, perchè a suo avviso il Tribunale di Padova non ha la "serenità" necessaria per giudicarlo. Ma siamo costretti a non elencare tutti i punti sui quali si legge il "legittimo sospetto" perchè altrimenti faremo notte. In fondo, il capo d'imputazione è una delle cose più semplice che si siano mai viste: l'uomo esercitava la professione medica senza la laurea in medicina e l'abilitazione dello Stato. Tutto qui. E non è neppure nuovo a questo tipo di reato, visto il suo certificato penale.

L'atto di accusa si basa sui rilievi fatti dai carabinieri del Nas di Padova, i quali hanno scoperto che il signor Schiavolin aveva aperto due studi in città, uno in via Crescini 86 e l'altro in via Scintilla 12, sui cui ingressi c'era delle targhe con la seguente scritta: "Dentista Schiavolin Dr. Lucio Ord. Min. Sanità 06,08,1997". La stessa targa compariva anche nell'ambulatorio di via Villa 90 a Bojon di Campolongo, dove Schiavolin vive.

I carabinieri del Nas hanno voluto andare un po' a fondo della questione. Hanno scoperto che l'ordinanza ministeriale cui faceva riferimento Schiavolin non è mai stata promulgata. E anche gli accertamenti compiuti a Tirana non hanno dato esito migliore.

 

Il Gazzettino on line

 

 

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