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SANITA'–Uno operava nella zona di via Langhirano, l'altro a Traversetolo
Smascherati due odontotecnici che si fingevano medici
Non avevano la targa sulla porta ma tutto il resto era come ce lo si aspetta.
Poltrona reclinabile, ricca dotazione di attrezzi, camice e trapano in bella
vista. E la paura di chi si avvicinava a quei ferri era la solita. Anche se in
questo caso timore era davvero molto più che giustificato.
I Nas di Parma hanno infatti scoperto, nel giro di una settimana, due
laboratori odontoiatrici attivi da tempo nella nostra città e frequentati
da diversi pazienti. Che però, per buona parte, non sapevano di finire
sotto le mani di due dentisti che dentisti però non erano.
I carabinieri, infatti, nel corso di una indagine volta a reprimere il
sempre diffuso fenomeno dell'abusivismo nel settore della sanità hanno
scoperto due palesi casi di esercizio abusivo della professione medica.
A incappare nei controlli messi in atto al Nucleo specializzato
dell'Arma è stato un odontecnico di 55 anni, M.G., titolare di un
laboratorio della zona di via Langhirano.
L'uomo era abbastanza conosciuto e, secondo quanto emerso dalle prime
indagini, erano parecchi i clienti che si avvicinavano alla sempre
raggelante poltrona convinti di avere a che fare con un medico abilitato e
dotato di regolare titolo per esercitare la professione.
Il secondo studio irregolare è stato invece scoperto a Traversetolo
dove lavorava un altro odontecnico di 52 anni che, in questo caso,
ripuliva carie e devitalizzava nervi all'interno di uno studio di un «vero»
dentista.
Per entrambi, dopo la contestazione, è scattata la denuncia per
esercizio abusivo della professione medica mentre un provvedimento
potrebbe essere preso anche nei confronti del titolare dello studio della
provincia che ospitava il sedicente odontoiatra.
L'inchiesta dei Nas, che si sta allargando e punta ad un capillare
controllo delle realtà sanitarie attive sul territorio potrebbe, secondo
quanto trapelato, riservare in futuro altre sorprese. I militari infatti
non escludono di riuscire ad identificare altri tecnici operanti senza le
dovute referenze. Strappando così la maschera ad altri più o meno
competenti dentisti per caso. Magari senza targa sulla porta e laurea alla
parete ma con il trapano ben stretto in pugno.
fonte: Gazzetta di Parma
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