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 11/02/2004 «Falsi» dentisti nei guai

SANITA'–Uno operava nella zona di via Langhirano, l'altro a Traversetolo

Smascherati due odontotecnici che si fingevano medici

Non avevano la targa sulla porta ma tutto il resto era come ce lo si aspetta. Poltrona reclinabile, ricca dotazione di attrezzi, camice e trapano in bella vista. E la paura di chi si avvicinava a quei ferri era la solita. Anche se in questo caso timore era davvero molto più che giustificato.

I Nas di Parma hanno infatti scoperto, nel giro di una settimana, due laboratori odontoiatrici attivi da tempo nella nostra città e frequentati da diversi pazienti. Che però, per buona parte, non sapevano di finire sotto le mani di due dentisti che dentisti però non erano.

I carabinieri, infatti, nel corso di una indagine volta a reprimere il sempre diffuso fenomeno dell'abusivismo nel settore della sanità hanno scoperto due palesi casi di esercizio abusivo della professione medica.

A incappare nei controlli messi in atto al Nucleo specializzato dell'Arma è stato un odontecnico di 55 anni, M.G., titolare di un laboratorio della zona di via Langhirano.

L'uomo era abbastanza conosciuto e, secondo quanto emerso dalle prime indagini, erano parecchi i clienti che si avvicinavano alla sempre raggelante poltrona convinti di avere a che fare con un medico abilitato e dotato di regolare titolo per esercitare la professione.

Il secondo studio irregolare è stato invece scoperto a Traversetolo dove lavorava un altro odontecnico di 52 anni che, in questo caso, ripuliva carie e devitalizzava nervi all'interno di uno studio di un «vero» dentista.

Per entrambi, dopo la contestazione, è scattata la denuncia per esercizio abusivo della professione medica mentre un provvedimento potrebbe essere preso anche nei confronti del titolare dello studio della provincia che ospitava il sedicente odontoiatra.

L'inchiesta dei Nas, che si sta allargando e punta ad un capillare controllo delle realtà sanitarie attive sul territorio potrebbe, secondo quanto trapelato, riservare in futuro altre sorprese. I militari infatti non escludono di riuscire ad identificare altri tecnici operanti senza le dovute referenze. Strappando così la maschera ad altri più o meno competenti dentisti per caso. Magari senza targa sulla porta e laurea alla parete ma con il trapano ben stretto in pugno.

 

 

fonte: Gazzetta di Parma

 

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