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22/01/2004
LA BOCCA IN PRIMO PIANO (da Il mattino on line)
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BRUNO BUONANNO
Carie e problemi alle gengive sono le prime cause che avvicinano - secondo
una stima effettuata dal Dipartimento di patologia della testa, del collo
e del cavo orale del Secondo Ateneo, diretto dal professore Sergio Tartaro
- ogni anno e in più riprese circa il 75 per cento dei napoletani agli
odontoiatri. Settecentocinquantamila persone circa, fra adulti e
ragazzini, chiedono aiuto al dentista per i problemi di alitosi ed
estetici.
Tra i clienti degli odontoiatri, nonostante le massicce campagne antifumo,
sono ancora molti i fedelissimi del tabacco. Si accomodano sulla poltrona
dell’odontoiatra con denti ingialliti e quasi sempre con una patina di
tartaro che lo specialista riesce a eliminare.
«Il fumo è tra le cause primarie si molte condizioni patologiche del
cavo orale. Alcune estetiche di lieve entità, altre anche molto gravi
come il cancro del cavo orale. Ciò è dovuto - spiega il professore
Tartaro - alla presenza di numerosissime tossine presenti nel fumo di
sigarette, pipe (secondo molti autori sarebbero addirittura circa
quattromila): tra le più significative riconosciamo il monossido di
carbonio, i radicali liberi, le nitrosammine e la nicotina».
Che reazioni provoca il fumo sui nostri denti? «Tali sostanze - chiarisce
lo specialista - esplicano in svariato modo la loro influenza dannosa sull’organismo:
in senso generale interferendo sul sistema immunitario, deprimendolo, in
senso locale sui denti, sul paradonto, sulla mucosa orale arrivando a
determinare patologie gravissime come il cancro. Sui denti l’azione del
fumo si esplica sia con la determinazione di quelle antiestetiche macchie
di colore giallo-brunastro sulla superficie dello smalto, sia inducendo
alterazioni della saliva, contribuendo così all’insorgenza di fenomeni
cariosi. Sui tessuti di sostegno del dente l’azione tossica agisce sia
sul sistema vascolare sia aumentando la crescita batterica, portando una
notevole diminuzione dell’osso di sostegno alveolare e avendo come
conseguenza quella malattia conosciuta, in senso generico come piorrea».
Ecco la necessità della prevenzione e di una corretta igiene orale che
prevede la pulizia dei denti subito dopo la prima colazione, il pranzo, la
cena e - ovviamente - a tarda sera, prima di andare a dormire. Meglio lo
spazzolino manuale o quello elettrico? «Non esistono sostanziali
differenze tra lo spazzolino di applicazione manuale e quello meccanico,
purché - chiarisce l’odontoiatra - abbiano una testina adatta a
raggiungere facilmente ogni parte della superficie dentale. Lo spazzolino
va cambiato almeno ogni due mesi; i dentrifici in commercio devono essere
scarsamente abrasivi e possibilmente ricchi di fluoro. Importante è l’utilizzo
del filo interdentale utilissimo per la detersione degli spazi fra i
denti».
Come si eliminano le macchie da fumo? «Con le tecniche del white brush da
eseguire ogni tre mesi nello studio odontoiatrico e provvedendo all’eliminazione
periodica e costante degli accumuli di placca batterica che nei fumatori
aumenta rispetto ai non fumatori», chiarisce Tartaro. L’associazione
fumo-alcol è colpevole nel 95 per cento dei pazienti vittime di neoplasia
al cavo orale. E ogni anno si riconosce l’insorgenza di circa tremila
nuovi casi, con un indice di mortalità altissimo.
I denti dei bambini, secondo uno studio realizzato dalla professoressa
Simona Pichini dell’Istituto superiore di Sanità fanno la spia su
quanto fumano mamma e papà durante la gravidanza: la concentrazione di
nicotina contenuta nei denti da latte consente di conoscere l’esposizione
al fumo che i bambini subiscono dalla vita nel grembo della mamma: i
precedenti accertamenti sono stati condotti sui capelli piuttosto che sul
sangue o sulle urine dei bambini consente un check-up sulla concentrazione
di nicotina solo per alcuni mesi. Lo studio sui denti da latte consente
invece di esaminare questo fenomeno fino ai sette-otto anni di vita dei
bambini.
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