Odontotecnici.net il portale dell'odontotecnicoAssociazione Artigiani della Provincia di Vicenza

 Home   

   

 

Scegli come homepage!

Chi Siamo

Sindacale

Legislazione

Prezzi
   Informativi

Link

Domande

Pag. regionali

 Forum

 Comunicati
    Fenaodi

 GLI SPECIALI:  
    93/42  
    Legge Privacy  
    Sicurezza

    Corsi ECM

  

forum odontotecnico

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 22/01/2004  LA BOCCA IN PRIMO PIANO (da Il mattino on line)

BRUNO BUONANNO
Carie e problemi alle gengive sono le prime cause che avvicinano - secondo una stima effettuata dal Dipartimento di patologia della testa, del collo e del cavo orale del Secondo Ateneo, diretto dal professore Sergio Tartaro - ogni anno e in più riprese circa il 75 per cento dei napoletani agli odontoiatri. Settecentocinquantamila persone circa, fra adulti e ragazzini, chiedono aiuto al dentista per i problemi di alitosi ed estetici.
Tra i clienti degli odontoiatri, nonostante le massicce campagne antifumo, sono ancora molti i fedelissimi del tabacco. Si accomodano sulla poltrona dell’odontoiatra con denti ingialliti e quasi sempre con una patina di tartaro che lo specialista riesce a eliminare.
«Il fumo è tra le cause primarie si molte condizioni patologiche del cavo orale. Alcune estetiche di lieve entità, altre anche molto gravi come il cancro del cavo orale. Ciò è dovuto - spiega il professore Tartaro - alla presenza di numerosissime tossine presenti nel fumo di sigarette, pipe (secondo molti autori sarebbero addirittura circa quattromila): tra le più significative riconosciamo il monossido di carbonio, i radicali liberi, le nitrosammine e la nicotina».
Che reazioni provoca il fumo sui nostri denti? «Tali sostanze - chiarisce lo specialista - esplicano in svariato modo la loro influenza dannosa sull’organismo: in senso generale interferendo sul sistema immunitario, deprimendolo, in senso locale sui denti, sul paradonto, sulla mucosa orale arrivando a determinare patologie gravissime come il cancro. Sui denti l’azione del fumo si esplica sia con la determinazione di quelle antiestetiche macchie di colore giallo-brunastro sulla superficie dello smalto, sia inducendo alterazioni della saliva, contribuendo così all’insorgenza di fenomeni cariosi. Sui tessuti di sostegno del dente l’azione tossica agisce sia sul sistema vascolare sia aumentando la crescita batterica, portando una notevole diminuzione dell’osso di sostegno alveolare e avendo come conseguenza quella malattia conosciuta, in senso generico come piorrea».
Ecco la necessità della prevenzione e di una corretta igiene orale che prevede la pulizia dei denti subito dopo la prima colazione, il pranzo, la cena e - ovviamente - a tarda sera, prima di andare a dormire. Meglio lo spazzolino manuale o quello elettrico? «Non esistono sostanziali differenze tra lo spazzolino di applicazione manuale e quello meccanico, purché - chiarisce l’odontoiatra - abbiano una testina adatta a raggiungere facilmente ogni parte della superficie dentale. Lo spazzolino va cambiato almeno ogni due mesi; i dentrifici in commercio devono essere scarsamente abrasivi e possibilmente ricchi di fluoro. Importante è l’utilizzo del filo interdentale utilissimo per la detersione degli spazi fra i denti».
Come si eliminano le macchie da fumo? «Con le tecniche del white brush da eseguire ogni tre mesi nello studio odontoiatrico e provvedendo all’eliminazione periodica e costante degli accumuli di placca batterica che nei fumatori aumenta rispetto ai non fumatori», chiarisce Tartaro. L’associazione fumo-alcol è colpevole nel 95 per cento dei pazienti vittime di neoplasia al cavo orale. E ogni anno si riconosce l’insorgenza di circa tremila nuovi casi, con un indice di mortalità altissimo.
I denti dei bambini, secondo uno studio realizzato dalla professoressa Simona Pichini dell’Istituto superiore di Sanità fanno la spia su quanto fumano mamma e papà durante la gravidanza: la concentrazione di nicotina contenuta nei denti da latte consente di conoscere l’esposizione al fumo che i bambini subiscono dalla vita nel grembo della mamma: i precedenti accertamenti sono stati condotti sui capelli piuttosto che sul sangue o sulle urine dei bambini consente un check-up sulla concentrazione di nicotina solo per alcuni mesi. Lo studio sui denti da latte consente invece di esaminare questo fenomeno fino ai sette-otto anni di vita dei bambini.

 

Per articoli più recenti vai alla home page di odontotecnici.net