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26/01/2005  Quanti sono oggi i dentisti nell'Unione Europea?

Con 345.000 dentisti per 455 milioni di abitanti, l'Unione Europea raggruppa ormai 25 Stati membri nei quali l'esercizio dell'odontoiatria è nella maggioranza dei casi in forma autonoma, mentre la formazione iniziale e quella continua presentano forti convergenze, pur rientrando in sistemi sanitari molto differenti.

Negli ultimi 25 anni le direttive CEE 686 e 687 del 1978 hanno imposto prima all'Italia, Paese fondatore dell'UE, e in seguito a tutti i nuovi Stati membri l'istituzione della professione specifica di odontoiatria e di Corsi di laurea specifici.Il riconoscimento dell'autonomia della professione, che si rapporta con il Governo per la tutela della salute pubblica, è raggiunto o quasi, a tutti i livelli, specialmente sul piano dell'organizzazione interna e del controllo sugli iscritti.

Coordinazione accademica
Nel quadro della loro indipendenza, le 117 Facoltà pubbliche di odontoiatria e le 6 facoltà private, ripartite in 23 stati membri, presentano ancora differenze notevoli, nonostante la struttura generale simile di corso di formazione iniziale della durata di 5 anni a tempo pieno, e mantengono contatti con le Facoltà di medicina specialmente per l'insegnamento delle materie di medicina generale e per gli stages clinici nei centri ospedalieri.Il progetto europeo DENTED ed il suo sistema di valutazione (ECTS) finanziato dall'UE permettono di avanzare verso una coordinazione accademica ed un diploma europeo di odontoiatra.

Circa la metà degli Stati membri include nella formazione iniziale un periodo di tirocinio presso ospedali o presso studi privati. Questi stages, la cui durata può variare dall'anno (Danimarca, Finlandia, Inghilterra) ai 3 anni (Cecoslovacchia, Slovenia), sono la condizione per poter esercitare l'odontoiatria, ma non si estendono ai cittadini di Paesi dell'Unione che non hanno questa regolamentazione.

Per quanto riguarda le specializzazioni, la maggioranza dei Paesi riconosce l'ortodonzia e la chirurgia orale.La libera professione prevale abbondantemente (82% degli esercenti europei), tanto da costituire l'unica forma professionale in alcuni Paesi come Belgio, Portogallo e Lussemburgo.

Gli ambulatori pubblici, sovente, si rivolgono a specifiche categorie di pazienti: bambini, anziani e i non collaboranti. Il pagamento all'atto della prestazione costituisce generalmente una regola in campo odontoiatrico. Nonostante ciò il costo delle cure varia significativamente da Stato a Stato in funzione dell'organizzazione del sistema sanitario.Nell'UE il 49% degli esercenti sono di sesso femminile ma questa presenza sale al 60% nelle Facoltà di odontoiatria.Disoccupazione degli esercentiMa se l'esercizio professionale è similare anche i problemi sono paragonabili: nella maggioranza dei casi gli Stati membri hanno una distribuzione geografica non uniforme degli esercenti liberi professionisti e degli ambulatori pubblici.

Gli abitanti delle zone rurali (o delle zone settentrionali per i Paesi del nord) devono spesso spostarsi per poter ricevere le cure necessarie. In alcuni Paesi come la Germania, vige un sistema di convenzionamento chiuso che attua un rigido controllo della spesa sanitaria mediante le Assicurazioni malattia, limitando quindi l'esercizio professionale nelle zone ad alta densità di dentisti.La disoccupazione degli odontoiatri è una realtà. Pur essendoci 345.000 odontoiatri, solamente 314.000 esercitano. In 10 Stati numerosi dentisti sono in cerca di lavoro (Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Italia, repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia).Gli odontoiatri in attività (facendo eccezione per i militari francesi) devono essere registrati e iscritti presso un apposito albo sia da Organismi Istituzionali (il Dental General Council in Irlanda ed in Gran Bretagna, gli Ordini professionali in Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo) sia da Camere che raggruppano gli esercenti sul territorio nazionale (Germania, Lussemburgo), sia da Associazioni professionali nazionali per la libera professione (Danimarca. Finlandia), sia dai Ministeri della Salute.

In 16 Stati sono gli Ordini professionali, le Camere o enti similari e, per la Grecia, le Società nazionali dei dentisti, che si occupano dell'iscrizione all'albo dei professionisti.In linea generale gli Ordini e gli altri enti simili, al fine di salvaguardare la salute pubblica e la dignità della professione, si fanno carico dell'amministrazione, della regolamentazione e della giurisdizione della professione oltre che a difenderne l'immagine. Si occupano a diversi livelli da Stato a Stato della formazione iniziale e di quella continua.Le associazioni professionali sovente si fanno anche carico di difendere gli interessi materiali della professione. Gli esercenti sono tenuti a rispettare i principi etici fondamentali richiesti dalle legislazioni nazionali e dai codici deontologici.

Quattro modelli di gestione delle cure dentarie nell'Europa dei 25Esistono diversi tipi di finanziamento e di gestione delle cure:Il modello di natura pubblica, finanziato da tasse e tributi oltre che da un ticket calmieratore a carico dei pazienti e può svilupparsi in due modi :- PER CATEGORIA : il sistema sanitario si fa carico solo di alcune categorie (bambini, anziani, famiglie con un reddito basso) : Cipro, Danimarca, Spagna, Irlanda, Malta, Norvegia e Svezia;- UNIVERSALE : le cure sono garantite per tutti gli aventi diritto dello Stato, ma per quanto concerne alcune cure, l'offerta può essere limitata in funzione della zona geografica o per la tariffa. Il modello di tipo "assicurativo sociale" garantisce l'assistenza malattia obbligatoria per tutta la popolazione. Può essere completa se il paziente aderisce all'assicurazione complementare. In questo caso il paziente paga le cure ed ottiene il rimborso da parte della cassa malattia.

Vi sono due possibilità:-Con tetto di reddito Criteri sociali hanno stabilito di limitare i rimborsi delle cure a certe categorie. Gli altri pazienti possono stipulare un'assicurazione privata (Germania, Paesi Bassi);-Senza limite di redditoPer gli anziani, per i portatori di handicap, per i bambini e per i disoccupati le prestazioni sono rimborsate totalmente, indipendentemente dal reddito, mentre tutti gli altri cittadini, che dispongono di un reddito superiore a un determinato livello, possono unicamente disporre di accesso limitato alle cure odontoiatriche: Austria, Belgio, Estonia, Francia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia.

Fonte: AIO
Massimo Ferrero