Odontotecnici.net il portale dell'odontotecnicoAssociazione Artigiani della Provincia di Vicenza

 Home   

   

 

Scegli come homepage!

Chi Siamo

Sindacale

Legislazione

Prezzi
   Informativi

Link

Domande

Pag. regionali

 Forum

 Comunicati
    Fenaodi

 GLI SPECIALI:  
    93/42  
    Legge Privacy  
    Sicurezza

    Corsi ECM

  

forum odontotecnico

 
 
 
 
 
 
 
 
 

04/02/2005   Terapia implantare e contenzioso  (da Dentalweb)

I pazienti e i loro rappresentanti legali stanno diventando sempre più aggressivi nel reclamare i loro diritti e questo ha provocato un aumento delle richieste di risarcimento, alcune fondate, altre infondate.

Per cautelarsi contro le richieste fondate non resta che lavorare al meglio. Più difficile è cautelarsi contro le richieste infondate. La maggior parte dei dentisti non adotta nessuna strategia per cautelarsi nei confronti di questo tipo di vicende medicolegali: per questa ragione un protesista e un chirurgo tedeschi si sono posti l’obbiettivo di identificare le contestazioni più frequentemente rivolte ai dentisti nelle azioni legali che riguardano l’implantologia (Figgener & Kleinheinz, 2004).

Questo è il primo passo logico nell'elaborazione di una strategia per prevenire contestazioni e per preparare una difesa efficace in caso di azione legale. L’articolo è particolarmente interessante perché scritto da dentisti, che hanno i nostri problemi, vedono le cose dal nostro punto di vista e parlano il nostro linguaggio. I dati Figgener e Kleinheinz (2004) hanno analizzato una serie di sentenze di tribunali e di rapporti di periti, riguardanti la terapia implantare, a partire dal 1984.

Per questa ricerca gli Autori hanno utilizzato 3 database disponibili on line. L’analisi di 40 sentenze e di 21 giudizi di esperti ha messo in evidenza che le contestazioni più frequenti erano le seguenti: mancata esecuzione di adeguati trattamenti odontoiatrici prima della terapia implantare conservativa, parodontologia, endodonzia, ecc.) (85% dei casi) mancata esecuzione di adeguati trattamenti durante la terapia implantare (70% dei casi)insufficienti informazioni fornite al paziente (55% dei casi) registrazioni cliniche insufficienti o addirittura mancanti (45% dei casi) inadeguata presentazione preoperatoria al paziente dei rischi associati alla terapia (consenso informato) (30% dei casi) Gli Autori concludono che gli insuccessi implantari si associano frequentemente a deficit di programmazione.

In altre parole: i casi che vanno male sono anche quelli che sono stati “pensati” male. Considerazioni conclusive Il fatto inaspettato è che le contestazioni più frequenti riguardano le carenze nella reparazione prechirurgica, nell’informazione al paziente e nella registrazione dei dati clinici. Quindi sembra che non basti essere un buon chirurgo o un buon protesista: occorre anche mettere a punto una routine che ci permetta di identificare istematicamente le necessità del paziente e che ci obblighi a registrare e documentare tutto l’iter diagnostico-terapeutico.

Ovviamente non si insiste mai abbastanza sull’importanza di informare correttamente il paziente. L’unica difesa in caso di accuse infondate consiste nella presentazione di una documentazione adeguata del caso e nella possibilità di giustificare tutte le scelte terapeutiche sulla base della documentazione raccolta e dell’evidenza scientifica. A questo proposito gli Autori ricordano che i trattamenti eseguiti sulla base di case report, di studi pilota, o di risultati preliminari, sono da considerare sperimentali: pertanto questi trattamenti impongono un consenso informato speciale e particolari coperture assicurative.

Chirurgiaoraleonline