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Quando una decina d'anni fa si cominciò ad applicare la
direttiva europea 93/42, ci rendemmo subito conto di quanto l'Unione Europea
poteva incidere nel lavoro quotidiano di noi odontotecnici e di come le
decisioni prese a Bruxelles potessero cambiare il nostro modo di fare impresa.
E' nata da qui l'esigenza di sviluppare la comunicazione con i colleghi degli
altri Paesi europei, in modo da poter intervenire nelle materie di nostro
interesse in maniera più incisiva. Le modifiche previste alla 93/42, per
esempio, o la prospettiva di un profilo professionale europeo, hanno
rafforzato i contatti con alcuni Stati a noi vicini, come la Spagna, in cui la
situazione del settore appare molto vicina alla nostra.
In occasione dell'incontro del direttivo di Confartigianato Odontotecnici,
tenutosi a Trento il 18 e 19 febbraio scorsi, una delegazione proveniente dal
Paese Iberico ha fatto tappa a Vicenza, ospite dell'Associazione Artigiani.
Juan Losilla, presidente nazionale della Federazione delle Associazioni di
Odontotecnici Spagnole, conferma la necessità di fare fronte unito in sede
comunitaria. "Gli interessi degli odontotecnici non possono più essere
lasciati nelle mani di pochi burocrati, ma vanno difesi attraverso la
partecipazione ai tavoli tecnici internazionali". Uno dei motivi della
presa di posizione del signor Losilla risiede nel fatto che con il recente
allargamento dell'Unione ad altri 10 Paesi il peso della rappresentanza di
ogni singolo stato è stata ulteriormente ridimensionato. "Nella
discussione tra i rappresentanti delle imprese odontotecniche di Spagna,
Italia e Francia e quelli di Germania e Regno Unito si inseriscono ora nuovi
attori. E' il momento di agire per evitare che la bilancia possa pendere dalla
parte dei laboratori del nord Europa". Le preoccupazioni, secondo Losilla,
non sono infondate. I laboratori inglesi e tedeschi, storicamente ben
strutturati e con un alto numero di addetti, da tempo stanno puntando ad una
sorta di certificazione di qualità obbligatoria. Se, a livello europeo,
dovesse passare una tale linea, i laboratori dell'area mediterranea potrebbero
soffrirne, dovendo sopportare un ulteriore carico burocratico, e quindi
economico, difficilmente ammortizzabile a causa delle dimensioni ridotte delle
imprese interessate.
Il segnale di una unità di intenti con i colleghi spagnoli riguarda anche
aspetti legati alla nostra situazione nazionale. Il profilo professionale, il
cui iter parlamentare da noi sembra ormai avviato, è un argomento già
affrontato e risolto in Spagna, dove gli odontotecnici oggi sono
professionisti sanitari a tutti gli effetti. Un esempio dunque da studiare,
per capire se e come possa essere attuabile anche in Italia.
L'augurio del presidente spagnolo, al termine della visita alla nostra
Associazione, è quello di una maggior collaborazione che coinvolga non solo
Italia e Spagna ma anche Francia e Portogallo. Per l'odontotecnico, l'Europa
del lavoro si può cominciare a costruire da qui.
Autore: Andrea Schiavo
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