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«L'ortodonzia in Polesine non può essere affidata a degli odontotecnici, ma
deve essere gestita dagli odontoiatri». Bruno Noce, presidente provinciale
dei medici dentisti, replica così alle accuse della Cgil, che contesta
all'Ulss 18 di non avere proseguito il rapporto con il Cov , e difende
l'operato di Adriano Marcolongo: «Questo direttore generale sta lavorando
veramente bene, al contrario di altri».
Noce è convinto della bontà del protocollo siglato l'anno scorso e smentisce
il sindacato su un punto fondamentale: «Le prestazioni non riguardano solo le
protesi, ma anche l'ortodonzia». E prosegue: «Non si può lasciare una
branca della medicina tanto importante in mano a un consorzio di
odontotecnici. I professionisti abilitati a questo tipo di servizio sono gli
odontoiatri. Non a caso adesso l'accordo è stipulato con l'Ordine dei medici,
ente pubblico e struttura qualificata». Per difendere le sue ragioni, il
medico impugna anche la normativa vigente: «Il Cov aveva materialmente
assunto dei medici, generando così una sorta di commistione tra controllore e
controllato. In base alla legge 93/42, infatti, l'efficacia della protesi
prescritta dall'odontotecnico deve essere verificata dal medico, ma se questo
è stipendiato dal primo, viene a crearsi un conflitto».
A spingere l'azienda sanitaria a cambiare registro è anche
la nuova normativa sui livelli essenziali di assistenza, che di fatto
impedirebbe la possibilità di rendere il servizio al di fuori di determinate
condizioni. «Bisogna ricordare che il Cov faceva pagare le proprie
prestazioni. Adesso protesi e interventi ortodontici sono resi gratuitamente a
coloro che denunciano un reddito Isee inferiore agli 8.500 euro».
Un'ulteriore smentita, quindi, secondo Noce, a chi sostiene
che la nuova convenzione abbia lasciato scoperte le fasce cosiddette deboli.
«Il nuovo accordo - sottolinea il professionista - è proprio mirato alla
salvaguardia delle fasce deboli».
La preoccupazione della Cgil deriva anche dalle disposizioni
dell'Ulss 18, secondo cui il Cov dovrebbe smantellare (relativamente alle
proprie attrezzature) i punti sanità entro il prossimo 30 marzo. «Certe
prestazioni specialistiche o conservative - eccepisce il presidente dei medici
dentisti - sono comunque garantite all'interno dell'ospedale o dei punti
sanità».
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