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COMUNICATO
DUE GIORNI CONGRESSUALI PER
RIAPPROPRIARSI
DEL GOVERNO DELLA PROFESSIONE
Dare un futuro alla professione di odontoiatra
rilanciandone l’immagine e ponendolo al centro dell’universo dentale,
sarà l’obbiettivo del VII Congresso Nazionale Politico ANDI che si
svolgerà a Rimini l’1 e 2 Aprile prossimi.
“Vogliamo in questo importante momento associativo –spiega
il dott. Roberto Callioni Presidente Nazionale ANDI- partire dai temi che
stanno aggredendo la nostra professione, per elaborare una linea politica
non imposta ma voluta e condivisa dalla base associativa. Elaborare un
documento non chiuso ma aperto alle evoluzioni e scenari futuri. Come
gruppo dirigente, prima di essere eletti, ci eravamo impegnati con gli
associati in tal senso ed oggi, a neanche un anno dalla nostra elezione,
chiediamo ai soci di scegliere con noi la strada migliore da intraprendere”.
Consapevoli del ruolo centrale ed insostituibile che l’odontoiatra
ha nel settore dentale, i delegati della più rappresentativa Associazione
dei dentisti italiani, nei due giorni congressuali dibatteranno sui temi
che stanno interessando la categoria cercando di dare quell’indicazione
politica che influenzerà l’intero settore dentale.
Ed i temi che i rappresentati degli oltre 18mila
associati ANDI affronteranno, già dalle riunioni provinciali convocate in
preparazione del congresso, saranno molti e delicati.
Innanzitutto dovranno cercare di capire quali sono gli
strumenti ed i mezzi necessari per consentire lo svolgimento dell’attività
professionale rivendicando la validità dello studio mono-professionale
che negli anni ha dimostrato di essere il modello di assistenza vincente
per garantire la buona salute orale dei cittadini italiani. Interrogarsi
sul futuro e sul ruolo del SSN in odontoiatria e se convenzioni, fondi,
terzi paganti, L.E.A. -se mai saranno attivati- potranno essere uno
strumento vantaggioso per il dentista oppure una minaccia, una possibile
fonte di ricatto.
Ma non solo i fattori che possono incidere sul rapporto
con il paziente saranno al centro del dibattito congressuale, anche quelli
“interni” verranno considerati, partendo dal ruolo dell’Associazione
che dovrà anche saper essere un sindacato forte, che sappia contrastare
le minacce alla professione come la pletora odontoiatrica, le proposte che
vogliono modificare la formazione universitaria e le specifiche
specializzazioni, l’ECM, le nuove figure professionali che cercano di
sottrarre ruoli all’odontoiatra.
“Siamo l’associazione di categoria numericamente
più rappresentativa - continua il dott. Callioni- e come tale abbiamo il
dovere di riappropriarci del governo della nostra professione, dialogando
costruttivamente con l’intero comparto dentale e con le Istituzioni,
proponendo le soluzioni migliori per la categoria. Un’Associazione seria
non vive di slogan, di parole d’ordine e vecchie liturgie ma di azioni
concrete che sappiano valorizzare l’immagine e le peculiarità della
nostra professione e dei suoi iscritti ma anche gli interessi dell’intera
categoria. Per questo dobbiamo instaurare un patto generazionale con i
giovani odontoiatri. E poi dovremo rilanciare l’immagine della
professione nei confronti del paziente che è il destinatario dei nostri
sforzi professionali, colui a cui dedichiamo tutta la nostra
considerazione, la nostra professionalità. Un rapporto tra paziente e
dentista che può esistere solo se quest’ultimo è il fulcro dell’universo
dentale”.
Roma, 22 marzo 2005
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