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22/03/2005 ANDI: Due giorni congressuali per riappropriarsi del governo della professione

COMUNICATO

 

DUE GIORNI CONGRESSUALI PER RIAPPROPRIARSI

DEL GOVERNO DELLA PROFESSIONE

 

Dare un futuro alla professione di odontoiatra rilanciandone l’immagine e ponendolo al centro dell’universo dentale, sarà l’obbiettivo del VII Congresso Nazionale Politico ANDI che si svolgerà a Rimini l’1 e 2 Aprile prossimi.

“Vogliamo in questo importante momento associativo –spiega il dott. Roberto Callioni Presidente Nazionale ANDI- partire dai temi che stanno aggredendo la nostra professione, per elaborare una linea politica non imposta ma voluta e condivisa dalla base associativa. Elaborare un documento non chiuso ma aperto alle evoluzioni e scenari futuri. Come gruppo dirigente, prima di essere eletti, ci eravamo impegnati con gli associati in tal senso ed oggi, a neanche un anno dalla nostra elezione, chiediamo ai soci di scegliere con noi la strada migliore da intraprendere”.

Consapevoli del ruolo centrale ed insostituibile che l’odontoiatra ha nel settore dentale, i delegati della più rappresentativa Associazione dei dentisti italiani, nei due giorni congressuali dibatteranno sui temi che stanno interessando la categoria cercando di dare quell’indicazione politica che influenzerà l’intero settore dentale.

Ed i temi che i rappresentati degli oltre 18mila associati ANDI affronteranno, già dalle riunioni provinciali convocate in preparazione del congresso, saranno molti e delicati.

Innanzitutto dovranno cercare di capire quali sono gli strumenti ed i mezzi necessari per consentire lo svolgimento dell’attività professionale rivendicando la validità dello studio mono-professionale che negli anni ha dimostrato di essere il modello di assistenza vincente per garantire la buona salute orale dei cittadini italiani. Interrogarsi sul futuro e sul ruolo del SSN in odontoiatria e se convenzioni, fondi, terzi paganti, L.E.A. -se mai saranno attivati- potranno essere uno strumento vantaggioso per il dentista oppure una minaccia, una possibile fonte di ricatto.

Ma non solo i fattori che possono incidere sul rapporto con il paziente saranno al centro del dibattito congressuale, anche quelli “interni” verranno considerati, partendo dal ruolo dell’Associazione che dovrà anche saper essere un sindacato forte, che sappia contrastare le minacce alla professione come la pletora odontoiatrica, le proposte che vogliono modificare la formazione universitaria e le specifiche specializzazioni, l’ECM, le nuove figure professionali che cercano di sottrarre ruoli all’odontoiatra.

“Siamo l’associazione di categoria numericamente più rappresentativa - continua il dott. Callioni- e come tale abbiamo il dovere di riappropriarci del governo della nostra professione, dialogando costruttivamente con l’intero comparto dentale e con le Istituzioni, proponendo le soluzioni migliori per la categoria. Un’Associazione seria non vive di slogan, di parole d’ordine e vecchie liturgie ma di azioni concrete che sappiano valorizzare l’immagine e le peculiarità della nostra professione e dei suoi iscritti ma anche gli interessi dell’intera categoria. Per questo dobbiamo instaurare un patto generazionale con i giovani odontoiatri. E poi dovremo rilanciare l’immagine della professione nei confronti del paziente che è il destinatario dei nostri sforzi professionali, colui a cui dedichiamo tutta la nostra considerazione, la nostra professionalità. Un rapporto tra paziente e dentista che può esistere solo se quest’ultimo è il fulcro dell’universo dentale”.

 

Roma, 22 marzo 2005