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IL DIRETTORE FAVERO
«Con il nuovo servizio le liste d'attesa saranno dimezzate»
«Sono molto meravigliato dalle critiche che in questi giorni stanno piovendo
addosso ad una struttura che non potrà che portare beneficio ai pazienti
grazie a tariffe calmierate, tecnologie moderne e spazi adeguati, praticamente
quello che l'Odontoiatria aspettava da oltre vent'anni. Pertanto invito i
critici e gli scettici a venire a vedere con i propri occhi, a toccare con
mano la differenza tra i 370 metri quadrati della Clinica odontoiatrica del
Policlinico e i 1.800 della nuova struttura in via Venezia: la prima
fatiscente, con il personale costretto a cambiarsi in corridoio per mancanza
di spazi e una privacy inesistente per i pazienti, la seconda ampia, moderna e
attrezzata».
Stupito dalle polemiche il dottor Gian Antonio Favero, direttore del
Dipartimento interaziendale di Odontoiatria che ha da poco inaugurato la nuova
sede di fronte al Centro Giotto, va sul concreto e risponde con forza alle
polemiche che il novello centro (31 poltrone odontoiatriche e una capacità di
300 pazienti al giorno) ha creato ancor prima di diventare operativo.
«Il mio vecchio studio era di 2 metri per 2 e mezzo,
condiviso con altri due operatori, gli ambulatori talmente stretti che era
impossibile offrire prestazioni di qualità nel rispetto della privacy. Da
quando sono direttore, dall'ottobre del 2003, mi sono reso conto di quante
erano le proteste per l'adempimento degli aspetti burocratici, le file, le
liste d'attesa».
Si è dunque provveduto ad una riorganizzazione totale, al
campio di sede (presa in affitto dal privato a 560mila euro all'anno,
compresivi di locali, attrezzature e manutenzione) e al raddoppio della
capacità assistenziale, passando da 17 a 31 poltrone odontoiatriche. «In
questo modo le liste d'attesa si dimezzeranno», chiosa Favero. Circa il
timore dei privati di vedersi limitare l'attività a causa dell'apertura della
struttura pubblica che fornirà una lunga lista di prestazioni con il solo
pagamento del ticket, il direttore ricorda che «tra Padova e provincia il
privato gestisce oltre mille poltrone odontoiatriche. Se paragonate a queste,
le nostre sono lo 0,3\% e quindi potranno incidere in maniera ridottissima nel
mercato libero-professionale».
Un pensiero va anche all'Università. «Gli studenti devono
poter apprendere nozioni pratiche che consentano loro di diventare dentisti
completi. E qui c'è la possibilità di farlo».
F.Capp.
da Il Gazzettino on line
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