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Il sindacato propone l’istituzione del dentista della
mutua e agevolazioni finanziarie da parte della Asl
Secondo un’indagine della Cgil molte famiglie monoreddito
costrette a rinunciare alle terapie per ragioni economiche
«C’è il medico della mutua, dovrebbe esserci anche il
dentista della mutua». Una sorta di provocazione, quella del segretario
generale della Cgil di Teramo Giampaolo Di Odoardo, con la quale quest’ultimo
vuole sottolineare l’esigenza di riportare all’interno dell’assistenza
sanitaria complessiva anche la cura dei denti. E questo anche in relazione al
decreto relativo ai livelli essenziali di assistenza, che comprende tra le
prestazioni del servizio sanitario nazionale anche le cure odontoiatriche e
protesiche. Un servizio che di fatto oggi, nella nostra realtà, è come se
non esistesse.
«Quando fa male un dente — sottolinea Di Odoardo — ci
si rivolge al dentista. A nessuno viene in mente di recarsi in un ambulatorio
odontoiatrico del servizio sanitario nazionale, come invece dovrebbe essere.
Oggi si va in ospedale solo quando ti ci manda il dentista, di fronte ad un
problema odontoiatrico tale che richiede un intervento chirurgico. Dopodichè,
una volta eseguito l’intervento, si torna dal proprio dentista per farsi
continuare a seguire». Una situazione di fronte alla quale molte famiglie
monoreddito o famiglie con difficoltà economiche rinunciano alla cura dei
denti, recandosi dal dentista solo ed esclusivamente quando non è più
possibile rimandare e cioè quando si deve estrarre un dente.
«Questo — continua Di Odoardo — con tutte le
conseguenze a livello di masticazione e in generale sulla salute complessiva
della persona». A questo proposito, il sindacalista sottolinea come i
problemi relativi alla cura dei denti dovrebbero essere considerati alla
stregua delle altre patologie del corpo umano e questo anche in considerazione
del fatto che certe sintomatologie a livello di denti sono collegate a volte
proprio con l’insorgere di determinate patologie, come il diabete giovanile
o determinati handicap psico-fisici.
«Per far rientrare la cura dei denti all’interno dell’assistenza
sanitaria — aggiunge ancora Di Odoardo — basterebbe mettere in atto alcune
politiche sanitarie, come ad esempio quella di garantire le cure
odontoiatriche e protesiche per chi ha redditi inferiori agli 8.000 euro e per
chi è affetto da particolari patologie che provocano problemi ai denti, e
stabilendo per gli altri ticket graduati sempre in base al reddito». Ma non
solo. Bisognerebbe infatti, secondo il sindacalista, dotare gli ambulatori
odontoiatrici del servizio nazionale di tutte le apparecchiature necessarie e
potenziarne l'attività anche avvalendosi, eventualmente della collaborazione
di strutture private, accreditate dalla Regione.
«In altre parole il pubblico non dovrebbe rinunciare al
servizio — spiega Di Odoardo — ma farsi aiutare laddove non ce la fa.
Certo è che c’è la necessità di un intervento coerente, che realizzi
politiche di inclusione garantendo a tutti la possibilità della cura dei
denti».
Questo, anche attraverso la definizione di un programma
specifico di prevenzione gratuita, o compartecipata, per quel che concerne l’infanzia.
«Per quel che riguarda le cure odontoiatriche, ad esempio, la Asl potrebbe
acquistare gli apparecchi per i denti — ha concluso Di Odoardo — e le
famiglie in base al reddito potrebbero pagarli ratealmente. Stesso discorso
per le protesi fisse e mobili che potrebbero essere gratuite per i soggetti
affetti da patologie con conseguenze sul sistema masticatorio e
"scaglionate" in base al reddito per gli altri».
Il Tempo
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