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È l'obiettivo di studi in corso negli Stati Uniti e in Italia
Il futuro dell'implantologia punta anche sui fattori di crescita, sostanze
che stimolano la proliferazione cellulare e quindi la formazione di nuovo
tessuto. L'obiettivo della ricerca è duplice: riuscire ad accelerare la
rigenerazione ossea di un paio di mesi e potenziarla in modo tale da poter
inserire gli impianti anche su un osso insufficiente senza ricorrere a un
innesto autologo.
In questa direzione vanno gli studi in corso negli Usa e in Italia sul Pdgf
(Platelet derived growth factor), un fattore di crescita ricavato dalle
piastrine del sangue. I ricercatori dell'Università di Harvard, a Boston,
hanno già avviato la sperimentazione sull'uomo e verificato la non tossicità
della sostanza, mentre i due centri italiani coinvolti nella ricerca, le
Università di Padova (Gian Antonio Favero) e di Milano (Massimo Simion), sono
in attesa di ricevere l'approvazione dei rispettivi comitati etici per
iniziare gli studi sull'uomo. «I risultati sugli animali condotti in Italia e
in Usa dai tre gruppi hanno dato risultati sovrapponibili» riferiscono Favero
e Simion.
A Harvard stanno lavorando anche su un altro fattore di crescita, la Bmp 2
(Bone morphogenetic protein), una proteina dell'osso. Il suo utilizzo clinico
appare piuttosto lontano a causa dell'elevato costo di produzione.
Panorama
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