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18/07/2005  Falso dentista? Il teste chiave ribalta l'accusa «Mi ha pagato un medico per metterlo nei guai».

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Colpo di scena al processo a Paolo Tumminello che deve rispondere di esercizio abusivo della professione
«Mi ha pagato per denunciare il dentista»
Testimone ritratta e accusa un medico. La replica: «E' una calunnia»

Colpo di scena ieri mattina in tribunale al processo nei confronti di Paolo Tumminello, accusato di esercizio abusivo della professione di dentista. Il testimone chiave dell'accusa ha ritrattato in aula la denuncia che aveva presentato contro l'imputato nel 2002. Il teste ha poi affermato davanti al giudice Monica Fagnoni di avere ricevuto tremila euro dal dottor Gaetano Noè, presidente dell'albo degli odontoiatri piacentini, perché denunciasse Tumminello. Somma che gli sarebbe stata consegnata durante un incontro in cui il testimone, Antonio Bivona di San Rocco al Porto, firmò quella che ha definito una relazione contro l'imputato. Relazione che è approdata in procura e ha generato il processo. «Tumminello non mi ha mai curato» ha spiegato il giovane ammonito dal giudice sui rischi che corre in merito ad eventuali sanzioni penali per il suo comportamento in aula. E Il dottor Noè, contattato telefonicamente, ha escluso categoricamente ogni tipo di coinvolgimento nelle vicenda: «Non è vero niente. è assurdo. Ho dato mandato ai miei avvocati di denunciare quell'uomo per calunnia».
Questo il racconto del giovane di San Rocco al Porto: «Nel giugno 2002 sono stato curato nella clinica Dental Medical Center dal dottor Giuseppe Catacchio. Dopo l'intervento a un dente ho avuto dei problemi, sono tornato dal medico che mi aveva operato, ma mi sono poi rivolto al pronto soccorso e quindi a un altro dentista: il dottor Paolo Generali che mi ha guarito. È stato lui a dirmi che se avessi voluto avrei potuto ottenere un risarcimento per la situazione che aveva vissuto e mi ha anche indicato il dottor Gaetano Noè come una persona che mi avrebbe potuto aiutare». Antonio Bivona ha quindi spiegato i suoi rapporti con il presidente degli odontoiatri: «È stato Noè a dettarmi una relazione in cui io accusavo Tumminello e per questo mi ha promesso e poi consegnato tremila euro in un incontro che ho avuto con lui all'ordine dei medici in via San Marco. Ma ho scritto il falso, Tumminello non mi ha mai messo le mani in bocca». «Perché ha presentato quella falsa denuncia?» ha incalzato il giudice. «Perché in quel periodo avevo un estremo bisogno di soldi». «E ha impiegato tre anni per pentirsi? Come ha accettato tremila euro allora per dire il falso avrebbe potuto accettarne altri per ridirlo» ha aggiunto la dottoressa Fagnoni. «No - ha sottolineato Bivona - quello che ho detto oggi è la verità come mi hanno esortato a fare mia madre e mia moglie». La parola è quindi passata al dottor Paolo Generali: «Ho curato Antonio Bivona nel luglio del 2002 e quando fu guarito mi chiese un parere sul problema che aveva avuto in precedenza. Io gli consigliai di rivolgersi o ad un medico legale oppure, se aveva dei dubbi sulle persone che lo avevano curato, di parlare con il presidente degli odontoiatri. Lui - ha aggiunto il dentista - mi disse che il suo intervento era stato eseguito da una persona, ma che poi era intervenuta d'autorità un'altra, un certo dottor Paolo, di cui però non mi ha riferito il cognome». Il maresciallo Ercole Dallospedale ha successivamente spiegato di avere eseguito accertamenti con colleghi del Nas sulla clinica e sull'imputato. «Tumminello era il coordinatore del personale medico della clinica - ha detto - ma mentre i dentisti che lavoravano al Dental Medical Center sono risultati tutti laureati, Tumminello non risultava essere iscritto all'albo e al ministero della Salute non risultava una sua richiesta di riconoscimento di eventuali titoli conseguiti in università straniere». La prossima udienza, in cui tra l'altro verrà sentito come testimone il dottor Gianfranco Chiappa, allora presidente dell'ordine dei medici, e l'imputato, è fissata per il 30 settembre.

  
da: Libertà /Piacenza    Fulvio Ferrari