|
PISA - Materiale medico per odontoiatri prodotto in Cina, senza nessuna
garanzia per la salute dei pazienti, ma accompagnato da false etichette delle
multinazionali del settore stampate in tipografie italiane. L' ultima
falsificazione 'made in China', ma con organizzazione ed addentellati
italiani, è stata scoperta nell' ambito dell' operazione "Golden Dental",
condotta dai carabinieri della compagnia di San Miniato, in provincia di Pisa
e dai Nas di Livorno, che ha coinvolto varie città italiane ed che ha portato
a sei arresti, ad una trentina di perquisizioni ed al sequestro di 120 mila
confezioni di dispositivi medici per un valore commerciale di 3 mln di euro. I
prodotti medici falsificati erano importati e smerciati da una società con
sede in provincia di Pisa, la "Media Dental", che ha venduto la sua
merce ai dentisti di mezza Italia e mezza Europa arrivando in meno di un anno
ad un giro d'affari di cinque milioni di euro.
Le false etichette venivano stampate in tipografie toscane,
sulle quali sono incorso indagini. Proprio da una tipografia, ultimo anello
della catena, sono scattate, sei mesi fa, le indagini: ai carabinieri, entrati
per un controllo, era parso molto strano che una multinazionale si affidasse
ad un piccola impresa per le sue etichette. Nell' operazione fondamentali sono
state le intercettazioni telefoniche.
"Ci fermeremo quanto avremo raggiunto quota sette milioni - avrebbe detto
al telefono uno dei vertici dell' azienda ad un altro membro
dell'organizzazione - e poi spariremo nel nulla". E' stato il testo della
telefonata, assieme ad altre prove, che ha portato all' arresto dei sei membri
dell'organizzazione, quattro uomini e due donne, cinque residenti in Valdera
ed uno a Piombino, tutti fra i 30 ed i 40 anni. Gli uomini sono finiti al
carcere Don Bosco di Pisa , mentre le due donne, cui spettava il compito di
mettere sui prodotti false etichette stampate, sono agli arresti domiciliari.
Per tutti l'accusa del pm Valeria Marino, accolta del gip del tribunale di
Pisa, Pietro Murano, è associazione a delinquere, truffa, alterazione e
contraffazione di marchi o segni distintivi di prodotti industriali.
A subire seri danni da questo grosso giro d' affari sono
state le più grandi multinazionali del settore, una delle quali ha già
presentato denuncia. Il giro rendeva al gruppetto un guadagno del 50% sulla
vendita dei prodotti. Il numero due della società, un piombinese, operava a
Dubai, negli Emirati Arabi, da dove importava i prodotti contraffatti o il
materiale per confezionarli, che poi spediva in Italia, a Pisa. Cinque i
depositi perquisiti e posti sotto sequestro, quattro in Valdera, ed uno a
Pisa, nella zona industriale di Ospedaletto, in via Scornigiana.
I materiali dentistici 'taroccati' erano resine dentarie per
otturazioni, adesivo per compositi, materiali per impronte dentali, ceramiche,
paste. In Italia arrivavano confezioni di questi prodotti già pronte ed altre
da confezionare con tutto l'occorrente per il cosidetto packaging. Gli
investigatori sono al lavoro anche sulle scadenze dei prodotti, alterate o
posposte, e sui problemi igienico-sanitari di materiali che, andando a
contatto con la mucosa dentale, avrebbero avuto bisogno di essere preparati
con i necessari requisiti igienici e che invece venivano confezionati in
magazzini e garage, i cinque locali della società messi sotto sequestro, in
condizioni di pulizia molto lontane dalla norma.
fonte ANSA
|