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29/07/2005  Le cure odontoiatriche sono care (da dentalweb)

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Secondo un’indagine della Cgil molte famiglie monoreddito costrette a rinunciare alle terapie per ragioni economiche. «C’è il medico della mutua, dovrebbe esserci anche il dentista della mutua». Una sorta di provocazione, quella del segretario generale della Cgil di Teramo Giampaolo Di Odoardo, con la quale quest’ultimo vuole sottolineare l’esigenza di riportare all’interno dell’assistenza sanitaria complessiva anche la cura dei denti.

E questo anche in relazione al decreto relativo ai livelli essenziali di assistenza, che comprende tra le prestazioni del servizio sanitario nazionale anche le cure odontoiatriche e protesiche. Un servizio che di fatto oggi, nella nostra realtà, è come se non esistesse. «Quando fa male un dente — sottolinea Di Odoardo — ci si rivolge al dentista. A nessuno viene in mente di recarsi in un ambulatorio odontoiatrico del servizio sanitario nazionale, come invece dovrebbe essere.

Oggi si va in ospedale solo quando ti ci manda il dentista, di fronte ad un problema odontoiatrico tale che richiede un intervento chirurgico. Dopodichè, una volta eseguito l’intervento, si torna dal proprio dentista per farsi continuare a seguire». Una situazione di fronte alla quale molte famiglie monoreddito o famiglie con difficoltà economiche rinunciano alla cura dei denti, recandosi dal dentista solo ed esclusivamente quando non è più possibile rimandare e cioè quando si deve estrarre un dente.

«Questo — continua Di Odoardo — con tutte le conseguenze a livello di masticazione e in generale sulla salute complessiva della persona». A questo proposito, il sindacalista sottolinea come i problemi relativi alla cura dei denti dovrebbero essere considerati alla stregua delle altre patologie del corpo umano e questo anche in considerazione del fatto che certe sintomatologie a livello di denti sono collegate a volte proprio con l’insorgere di determinate patologie, come il diabete giovanile o determinati handicap psico-fisici.

«Per far rientrare la cura dei denti all’interno dell’assistenza sanitaria — aggiunge ancora Di Odoardo — basterebbe mettere in atto alcune politiche sanitarie, come ad esempio quella di garantire le cure odontoiatriche e protesiche per chi ha redditi inferiori agli 8.000 euro e per chi è affetto da particolari patologie che provocano problemi ai denti, e stabilendo per gli altri ticket graduati sempre in base al reddito». Ma non solo.

Bisognerebbe infatti, secondo il sindacalista, dotare gli ambulatori odontoiatrici del servizio nazionale di tutte le apparecchiature necessarie e potenziarne l'attività anche avvalendosi, eventualmente della collaborazione di strutture private, accreditate dalla Regione. «In altre parole il pubblico non dovrebbe rinunciare al servizio — spiega Di Odoardo — ma farsi aiutare laddove non ce la fa. Certo è che c’è la necessità di un intervento coerente, che realizzi politiche di inclusione garantendo a tutti la possibilità della cura dei denti».

Questo, anche attraverso la definizione di un programma specifico di prevenzione gratuita, o compartecipata, per quel che concerne l’infanzia. «Per quel che riguarda le cure odontoiatriche, ad esempio, la Asl potrebbe acquistare gli apparecchi per i denti — ha concluso Di Odoardo — e le famiglie in base al reddito potrebbero pagarli ratealmente. Stesso discorso per le protesi fisse e mobili che potrebbero essere gratuite per i soggetti affetti da patologie con conseguenze sul sistema masticatorio e "scaglionate" in base al reddito per gli altri».

Il Tempo