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22/09/2005    Bocciata la riforma della scuola per Odontotecnici!

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Con il rinvio ottenuto il 15 settembre dalla Conferenza Stato-Regioni, slitta al 2007/2008 il debutto del nuovo sistema di istruzione secondario. La riforma avrebbe coinvolto anche gli istituti per la formazione di odontotecnici che, non trovando posto tra le tipologie di liceo individuate dal Ministero, sarebbero stati “retrocessi” al ruolo di istituti professionali con un percorso formativo di quattro anni anziché dei cinque attuali richiesti per ottenere il diploma. Così la notizia riportata da un quotidiano nazionale.

 

Hanno vinto le Regioni. La Conferenza unificata Stato-Regioni ha bocciato ieri la riforma Moratti esprimendo parere negativo sul secondo ciclo dell'istruzione e incassando lo slittamento di un anno dell'esordio del nuovo modello (che così partirà dal 2007/08), proprio come chiesto dai governatori. Il ministro dell'Istruzione ha anche accordato lo stop alle sperimentazioni della riforma nei licei, in linea con l'altra richiesta delle Regioni.
«Abbiamo espresso un parere fermamente negativo - ha spiegato Vasco Errani, presidente delle Regioni - i motivi principali sono che non si profila un "sistema" e si esalta il dualismo tra diversi percorsi. C'è incertezza sul canale tecnico professionale e sulle risorse per la transizione; rischiamo di perdere il legame con l'occupazione industriale dei territori». Il parere negativo è stato espresso a maggioranza e le Regioni governate dal centro-destra (Lombardia, Veneto, Sicilia e Molise) hanno votato in favore del decreto e contro lo slittamento della riforma.
Secondo il ministro del l'Istruzione, Letizia Moratti, «si apre una fase di condivisione del percorso su una materia delicata. Noi avevamo fatto un decreto ordinamentale per non invadere le competenze delle Regioni. Ma quando abbiamo avuto, da parte delle Regioni, la richiesta di stabilire insieme anche i percorsi, abbiamo raccolto questa esigenza e abbiamo lavorato insieme per arrivare ad un risultato condiviso».
Di fatto, dopo il parere delle Regioni il ministro ha ottenuto di poter proseguire nella marcia verso l'approvazione definitiva del nuovo secondo ciclo. Il disco verde deve scattare entro il prossimo 17 ottobre, ma lo schema di decreto deve prima ottenere il parere delle commissioni parlamentari, dove forte appare il rischio di una spaccatura nella stessa maggioranza: «Forza Italia non può condividere né il rinvio dell'attuazione della riforma, né la rinuncia alla sperimentazione - ha annunciato il capogruppo di Forza Italia in commissione Cultura alla Camera, Fabio Garagnani - per questo nel prossimo passaggio parlamentare condizionerà il proprio parere favorevole al decreto al ripristino dell'avvio nel 2006/07 e alla sperimentazione immediata nelle scuole che lo vorranno». Sulla stessa linea il responsabile scuola di Forza Italia Mario Mauro e l'assessore regionale all'Istruzione della Lombardia Alberto Guglielmo, che hanno attaccato le Regioni di centro-sinistra: «Hanno espresso un parere totalmente contrario nonostante siano state accolte le loro richieste sulle modalità di attuazione e gestione della riforma. Per questo insisteremo in Parlamento per un'attuazione della fase sperimentale già a partire dal 2006». Prospettiva condivisa anche dal senatore Giuseppe Valditara (An), il quale pur «apprezzando il lavoro svolto dal ministro nel dialogare con le Regioni» precisa che «nel passaggio parlamentare contiamo di rivedere la data d'avvio della riforma».
Ovvia soddisfazione dall'opposizione e dai sindacati soprattutto perché, a questo punto, appare realistica l'ipotesi di impallinare la riforma, in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche. «Questa riforma non s'ha da fare» hanno commentato le senatrici Maria Chiara Acciarini (Ds) e Albertina Soliani (Margherita). E l'assessore regionale all'Istruzione dell'Emilia Romagna, Mariangela Bastico, ha rincarato la dose: «La riforma la rifaranno le Regioni con il nuovo Governo».

Luigi Illiano

Il Sole-24 Ore

16 settembre 2005

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