|
Con
il rinvio ottenuto il 15 settembre dalla Conferenza Stato-Regioni, slitta al
2007/2008 il debutto del nuovo sistema di istruzione secondario. La riforma
avrebbe coinvolto anche gli istituti per la formazione di odontotecnici che,
non trovando posto tra le tipologie di liceo individuate dal Ministero,
sarebbero stati “retrocessi” al ruolo di istituti professionali con un
percorso formativo di quattro anni anziché dei cinque attuali richiesti per
ottenere il diploma. Così la notizia riportata da un quotidiano nazionale.
Hanno
vinto le Regioni. La Conferenza unificata Stato-Regioni ha bocciato ieri la
riforma Moratti esprimendo parere negativo sul secondo ciclo dell'istruzione e
incassando lo slittamento di un anno dell'esordio del nuovo modello (che così
partirà dal 2007/08), proprio come chiesto dai governatori. Il ministro
dell'Istruzione ha anche accordato lo stop alle sperimentazioni della riforma
nei licei, in linea con l'altra richiesta delle Regioni.
«Abbiamo espresso un parere fermamente negativo - ha spiegato Vasco Errani,
presidente delle Regioni - i motivi principali sono che non si profila un
"sistema" e si esalta il dualismo tra diversi percorsi. C'è
incertezza sul canale tecnico professionale e sulle risorse per la
transizione; rischiamo di perdere il legame con l'occupazione industriale dei
territori». Il parere negativo è stato espresso a maggioranza e le Regioni
governate dal centro-destra (Lombardia, Veneto, Sicilia e Molise) hanno votato
in favore del decreto e contro lo slittamento della riforma.
Secondo il ministro del l'Istruzione, Letizia Moratti, «si apre una fase di
condivisione del percorso su una materia delicata. Noi avevamo fatto un
decreto ordinamentale per non invadere le competenze delle Regioni. Ma quando
abbiamo avuto, da parte delle Regioni, la richiesta di stabilire insieme anche
i percorsi, abbiamo raccolto questa esigenza e abbiamo lavorato insieme per
arrivare ad un risultato condiviso».
Di fatto, dopo il parere delle Regioni il ministro ha ottenuto di poter
proseguire nella marcia verso l'approvazione definitiva del nuovo secondo
ciclo. Il disco verde deve scattare entro il prossimo 17 ottobre, ma lo schema
di decreto deve prima ottenere il parere delle commissioni parlamentari, dove
forte appare il rischio di una spaccatura nella stessa maggioranza: «Forza
Italia non può condividere né il rinvio dell'attuazione della riforma, né
la rinuncia alla sperimentazione - ha annunciato il capogruppo di Forza Italia
in commissione Cultura alla Camera, Fabio Garagnani - per questo nel prossimo
passaggio parlamentare condizionerà il proprio parere favorevole al decreto
al ripristino dell'avvio nel 2006/07 e alla sperimentazione immediata nelle
scuole che lo vorranno». Sulla stessa linea il responsabile scuola di Forza
Italia Mario Mauro e l'assessore regionale all'Istruzione della Lombardia
Alberto Guglielmo, che hanno attaccato le Regioni di centro-sinistra: «Hanno
espresso un parere totalmente contrario nonostante siano state accolte le loro
richieste sulle modalità di attuazione e gestione della riforma. Per questo
insisteremo in Parlamento per un'attuazione della fase sperimentale già a
partire dal 2006». Prospettiva condivisa anche dal senatore Giuseppe
Valditara (An), il quale pur «apprezzando il lavoro svolto dal ministro nel
dialogare con le Regioni» precisa che «nel passaggio parlamentare contiamo
di rivedere la data d'avvio della riforma».
Ovvia soddisfazione dall'opposizione e dai sindacati soprattutto perché, a
questo punto, appare realistica l'ipotesi di impallinare la riforma, in caso
di vittoria alle prossime elezioni politiche. «Questa riforma non s'ha da
fare» hanno commentato le senatrici Maria Chiara Acciarini (Ds) e Albertina
Soliani (Margherita). E l'assessore regionale all'Istruzione dell'Emilia
Romagna, Mariangela Bastico, ha rincarato la dose: «La riforma la rifaranno
le Regioni con il nuovo Governo».
Luigi
Illiano
Il
Sole-24 Ore
16 settembre 2005
|