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17/10/2005   I dentisti chiedono maggiore detraibilità delle cure dentistiche

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Il caro-parcella rende sopportabile anche il mal di denti

Ma la categoria chiede aiuto al governo

In un convegno organizzato a Roma durante il "Dental day" i dentisti hanno proposto che il governo renda più generosa la percentuale della parcella che il paziente può scaricare dalle tasse. Brutto discorso le tasse (secondo l’Istituto di ricerche economiche e sociali il 27,7 per cento degli appartenenti alla categoria non rilascia ricevute) ma i dentisti lo hanno fatto lo stesso. Delusi dall’arco dentale confidano nell’arco costituzionale. E hanno ragione.

A pochi mesi dalle elezioni, con i Tir elettorali che percorrono la Penisola, perché non aspettarsi un aiutino dalla politica in un Paese in cui i dentisti (ce n’è uno per 1115 bocche, record europeo e forse mondiale) sono più numerosi dei preti cui è già stato concesso di non pagare più l’Ici sugli immobili? D’altra parte, il sillogismo che porta in campo la categoria è ineccepibile: la crisi economica ha colpito il ceto medio; al ceto medio, che è quello che conta il maggior numero di bocche, la crisi ha reso il mal di denti sopportabilissimo e le grandi opere (ponti) non più urgenti; quindi il dentista che fino a qualche tempo fa, si arricchiva, grazie al ceto medio, oggi dice di non farcela più ad arricchirsi come prima.

Ergo il governo deve intervenire, possibilmente (ma al convegno romano, nel timore di malintesi, non lo si è detto esplicitamente), rendendo insopportabile il mal di denti al ceto medio. Di abbassare le tariffe non se ne parla. Questo è un Paese che non transige sui diritti acquisiti e soprattutto sulle parcelle e sulle ricchezze acquiste. Men che meno transige sulle povertà acquisite e vieppiù in acquisizione che però non interessano ai dentisti (ma neanche al governo, a tutti i governi) perché notoriamente i poveri non hanno denti in bocca o ne hanno pochi e quei pochi se li devono far bastare.

I dentisti sostengono che non possono abbassare le tariffe se a monte non fanno altrettanto gli odontotecnici che, con quello che fanno pagare le protesi, si sono fatti quasi tutti lo yacht, mentre loro si devono accontentare del motoscafo. E’ un discorso antipatico. Tantopiù che quasi in ogni condominio c’è un odontotecnico che fa anche il dentista azzerando la filiera e sottraendo bocche a chi, mai come ora, di bocche ha bisogno. Se ha avuto un effetto, il "Dental Day" di ieri è stato quello di fare venire il mal di denti a chi non l’ha mai avuto. Solo chi lo prova per la prima volta corre dal dentista nonostante il collasso del portafoglio. Ed è presumibilmente su questa nuova clientela che cercherà di buttarsi la categoria per sopravvivere alla crisi delle otturazioni.

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