Di Il Pensiero Scientifico Editore
Finalmente trovato un accordo che cambia le regole del gioco nell’accesso
alla professione odontoiatrica, dando agli odontoiatri e all’Ordine tutto un
ruolo di primo piano. I commenti. “Ed è stato oltre che uno storico
successo della professione, anche un accordo completamente condiviso” ha
dichiarato Giuseppe Renzo, presidente della Commissione Nazionale Odontoiatri.“
Solo grazie al dialogo tra tutte le parti in causa si è potuto infatti
licenziare un testo che ha trovato tutti concordi”. Dopo che un decreto
firmato dal ministro Moratti alla fine del 2004 nominò una Commissione per la
Riforma degli esami di abilitazione alla professione odontoiatrica, e una
serie di incontri a marce forzate, ora la Commissione Nazionale Odontoiatri
centra il suo obiettivo, raggiungendo un traguardo che è politico e
professionale insieme. Oltre ai rappresentanti ordinistici, ai lavori della
Commissione hanno partecipato esponenti del ministero della Salute, dell’Università,
e professori universitari del Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi
Dentaria.. Il percorso. Com’è noto, medici ed odontoiatri, per accedere
alla professione, dopo gli studi universitari devono superare un esame di
Stato per iscriversi all’Albo, che è l’ultima tappa da raggiungere prima
di poter esercitare a pieno titolo. Ma perché l’esame di Stato non sia più
un mero duplicato della laurea era ed è importante che gli Ordini siano all’interno
del meccanismo dell’accesso, riportando nell’alveo ordinistico un esame
sinora gestito quasi esclusivamente dal mondo universitario. Con l’accordo
appena raggiunto si attua tale equilibrio. E si trova consenso unanime. L'accordo.
“I rappresentanti del mondo universitario", ha infatti detto Renzo a
questo proposito, "e in particolare il professor Dolci, presidente dei
Corsi di Laurea in Odontoiatria, hanno riconosciuto la piena competenza dell’Ordine
a verificare la Qualità dei professionisti, laddove si sono visti giustamente
riconoscere la piena garanzia che sia l’Università, invece, ad assicurare
la Formazione”. Per il raggiungimento dell’accordo, fondamentale è stato
anche il contributo degli altri due poli coinvolti: Miur e ministero della
Salute. “E’ stato grazie al loro indispensabile ausilio, non solo
squisitamente tecnico -ha infatti concluso Renzo- che è stato possibile
raggiungere un testo da tutti condiviso”. Per divenire operante, il nuovo
regolamento dovrà ora passare il vaglio di un lungo iter procedurale. Ma, pur
con qualche “ritocco”, l’accordo raggiunto garantisce che il testo non
subirà sostanziali modifiche. Bibliografia. Ufficio stampa FNOMCeO 2005.
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