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18/11/2005   San Siro T. P. non contesta il Nas ma precisa: «Gli odontotecnici non possono fare nulla» Studio dentistico denunciato: il titolare si difende

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San Siro Oltre all'olio extravergine di Lenno, nel mirino del Nas, nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, è finito anche lo studio dentistico «San Siro Med». Una denuncia per esercizio abusivo della professione medica è stato l'esito del controllo effettuato nei confronti del legale rappresentate dello studio con sede a San Siro, T. P., di professione odontotecnico. Ed è lo stesso P., 45 anni di Mezzegra, a spiegare come sono andati i fatti: «In ambulatorio era arrivata una paziente, nostra cliente da diversi anni, con un'urgenza. Aveva molto dolore a un dente ma, siccome la nostra dottoressa in quel momento era impegnata in un altro ambulatorio dello studio, mi sono prestato io a garantirle le prime cure: in quel momento sono entrati i carabinieri del Nas e, quindi, hanno accertato la violazione. Non è successo nulla di grave ma la legge in questi casi parla chiaro e in Italia, a differenza di molti Paesi europei come la Germania, è particolarmente severa». L'accertamento dei carabinieri del Nas è proseguito anche negli altri ambulatori dello studio dentistico e, da quanto si è appreso, niente altro sarebbe stato contestato. «È così - tiene a precisare il titolare - Siamo aperti dal 1985 e in vent'anni di attività non abbiamo mai avuto un problema nel corso di tutti i controlli dell'Asl locale e neppure contestazioni da parte dei nostri pazienti. Oltre ai medicinali, i carabinieri hanno controllato anche la documentazione e hanno verificato che era tutto in ordine e niente era scaduto». T. P., pur non contestando la violazione, conclude con una considerazione: «La nostra cliente era dispiaciuta per quello che era successo dopo il controllo del Nas ma, obiettivamente, lei non c'entrava proprio nulla. Quello che fa pensare è che in Italia un odontotecnico non può nemmeno prendere l'impronta dentaria a un paziente, anche se al suo fianco ha il medico. Siamo costantemente a rischio sul nostro lavoro: deve fare tutto il medico e non è sufficiente che sia fisicamente presente nell'ambulatorio. Ho un collega che lavora in Germania e, quando gli racconto in che condizioni operano gli odontotecnici in Italia, rimane impressionato dalla scarsa considerazione che viene riservata alla nostra professionalità». G. d. V.

da La provincia di Sondrio

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