Lo sottolinea l'Autorità garante della concorrenza e del mercato nella
segnalazione inviata a Parlamento e Governo, che accompagna la relazione sul
settore
La riforma delle professioni è "improcrastinabile, anche alla luce delle
sollecitazioni degli organismi internazionali". Lo sottolinea l'Autorità
garante della concorrenza e del mercato nella segnalazione inviata a
Parlamento e Governo, che accompagna la relazione sul settore. Il documento,
che sarà esaminato nell'incontro degli esperti delle autorità di concorrenza
degli Stati membri Ue, in programma per il 22 novembre prossimo.
La relazione, approvata nella riunione del 16 novembre, è frutto di due
anni di lavoro nel corso dei quali l'Autorità ha promosso incontri con i
rappresentanti di alcuni Ordini professionali, per analizzare le restrizioni
della concorrenza che ancora caratterizzano il settore. In assenza di una
riforma, l'Autorità potrà valutare la possibilità di "utilizzare,
nelle ipotesi di lesione della concorrenza, i poteri di intervento istruttori
riconosciuti dalla legge, ricorrendo, grazie al primato del diritto
comunitario, alla disapplicazione delle norme interne".
Nella relazione sugli Ordini professionali, l'Autorità individua
"quattro aree critiche che frenano la concorrenza: ruolo degli ordini,
tariffe inderogabili, limiti alla pubblicità, eccesso di regolazione
normativa". E suggerisce le possibili contro-misure.
ORDINI E CODICI DEONTOLOGICI - L'Antitrust propone un "profondo
ripensamento del ruolo degli Ordini, il cui compito deve essere quello di
promuovere la formazione (per garantire l'aggiornamento dei professionisti a
vantaggio degli utenti) e di vigilare sulla correttezza dei comportamenti
degli iscritti. Bisogna quindi - sottolinea - contrastare la tendenza a far
ricadere nei codici deontologici aspetti spiccatamente regolatori
dell'esercizio delle professioni, che non hanno niente a che vedere con
questioni di ordine etico".
FRENI NORMATIVI - "In Italia - spiega l'Autorita' - esiste una
regolamentazione normativa in molti casi sproporzionata, che attribuisce
ingiustificati privilegi ai professionisti: si limita così l'accesso al
mercato e se ne riduce l'efficienza complessiva a danno dei consumatori. Vanno
perciò eliminate alcune riserve di attività, come le certificazioni di
alcuni atti notarili o la vendita di medicinali da banco e occorre ripensare
il sistema di accesso alle attività professionali riservate. E' necessario
eliminare i vincoli allo svolgimento delle professioni in forma societaria ed
è indispensabile porre un argine alla domanda di regolamentazione espressa
dalle professioni non protette".
TARIFFE - Occorre "eliminare le tariffe predeterminate inderogabili.
Si tratta di un tassello fondamentale nella riforma delle professioni per
consentire lo svolgersi della concorrenza, proprio a beneficio di un continuo
miglioramento dei servizi professionali. I prezzi prefissati non costituiscono
né un parametro di riferimento per gli utenti né un valido incentivo per i
professionisti. Il risultato - secondo l'Autorita' - è che i costi dei
servizi professionali sostenuti dalle imprese italiane sono sensibilmente
superiori a quelli sostenuti per altri fattori della produzione, pur soggetti
a regolamentazione".
PUBBLICITA' - Per l'Antitrust, "occorre introdurre il principio della
libertà di mezzi e contenuti pubblicitari perché la pubblicità rappresenta
uno strumento fondamentale di concorrenza. Le limitazioni sui contenuti
dell'informazione pubblicitaria potrebbero essere giustificate solo in casi
particolari, per esempio per evitare la creazione di bisogni
artificiali".
da Doctornews
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