Nel suo studio avrebbe permesso a un odontoigienista di effettuare interventi
medici su due pazienti
PESARO - Esercizio abusivo di professione medica e lesioni colpose: il
tribunale ha emesso ieri due condanne contro l’odontoigienista pesarese A.C.,
42 anni, e l’odontoiatra di Senigallia M.R.S., 45 anni. Il giudice
monocratico Giombetti, dopo una lunga istruttoria che ha visto, sul banco dei
testimoni, anche altri pazienti dello studio, ha ricostruito la vicenda che
ieri ha portato alla condanna a tre mesi di reclusione per C. e a un mese per
la dottoressa M.R.S. a cui si aggiunge il pagamento di una provvisionale che
ammonta a 13.000 euro. La vicenda risale al 2001: C. era accusato di aver
esercitato abusivamente la professione di odontoiatra (senza, cioè, la
speciale abilitazione prevista per legge) e di aver eseguito visite e cure su
numerosi pazienti in uno studio medico che, formalmente, era retto soltanto
dalla dottoressa M.R.S.. L’accusa pendente su quest’ultima era quella di
aver agevolato il primo reato consentendo a C. di esercitare nel suo studio.
La M.R.S., secondo l’accusa, avrebbe effettuato anche prescrizioni scritte
su indicazione di C. facendo in modo che l’attività odontoiatrica apparisse
svolta da lei. Ma a margine di tutto questo c’è anche un altro aspetto, e
cioè quello delle lesioni colpose lamentate da due pazienti pesaresi, madre e
figlia, che si sono costituite parte civile e che, in sede di risarcimento
civile, hanno chiesto 60.000 euro a testa. I due sono stati accusati di aver
effettuato una serie di interventi sull’apparato dentario di F. P.,
casalinga pesarese di 58 anni, inserendo un ponte e poi eseguendo degli
interventi correttivi che avrebbero aggravato la situazione. L’accusa di
lesioni comprende anche gli interventi fatti sulla figlia, B. G.i, 34 anni e
titolare di una copisteria, nella cura di due carie e nella sostituzione di
due otturazioni effettuate da un altro medico. “Siamo soddisfatte - ha
commentato F. P. che co la figlia, era rappresentata dall’avvocato Sergio
Gabrielli - dopo quasi quattro anni di sofferenza finalmente è stata fatta un
po’ di giustizia. Da 4 anni passo da un medico all’altro cercando di
risolvere i miei problemi purtroppo con scarsi risultati. La nostra decisione
di voler agire in giudizio è stata di natura strettamente morale: a muoverci
è stato uno spiccato senso civico”.
da Corriere Adriatico
Altri articoli su questo argomento:
abusivismo in
odontoiatria |