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01/12/2005  «Così fan tutti». Questo è più o meno la risposta di uno degli odontotecnici denunciati per abusivismo

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SALVATORE DE NAPOLI «Così fan tutti». Questo è più o meno la risposta che i finanzieri e i giornalisti si sono sentiti dare da alcuni degli odontotecnici che operavano come dentisti, scoperti delle fiamme gialle del capitano Gennaro Garzella, nell'ultimo mese. «Nel mio studio - afferma Giuseppe Abete, titolare di uno studio di dentista in via Nazionale a Sant'Egidio del Monte Albino - hanno operato sempre medici per la parte chirurgica e per quella odontotecnica c'erano gli odontotecnici. E poi, io ero nel mio studio per controllare i miei interessi, se non posso fare nemmeno questo». Abete poi ricorda che nessuno mai dei suoi clienti ha avuto da ridire sulle prestazioni «Qui - continua l'odontotecnico - se sbagli subito ti denunciano. Da noi, i clienti sono andati via sempre soddisfatti per aver avuto un servizio qualitativamente elevato». Lo stesso titolare dello studio di Sant'Egidio ricorda il grave danno subito per la chiusura da oltre un mese e che occorrerà tempo e denaro per recuperare il pieno ritmo in una struttura che sostiene possedere ogni autorizzazione necessaria. Abete, difeso dall'avvocato Vincenzo Bonelli di Angri, ha deciso di patteggiare la pena a tre mesi di reclusione, convertita in una pecuniaria da 3.420 euro. Patteggiamento, che va ricordato, è pur sempre una scelta processuale e non implica automaticamente, in questo come in altri casi, ammissione di colpevolezza. La stessa pena, più o meno è quella minima cui potrebbero essere condannati molti degli altri odontotecnici coinvolti in questi controlli della guardia di finanza di Nocera Superiore che perdurano da un mese e più, che certamente non termineranno qui. Quella degli odontotecnici che lavorano come odontoiatri è una piaga italiana, molto presente anche nell'Agro nocerino. Spesso, infatti, i diplomati odontotecnici aprono studi odontoiatrici dove, fidando sulla compiacenza di un direttore sanitario, operano direttamente sui pazienti, facendosi passare nell'immaginario popolare come dentisti, quando il loro ruolo sarebbe solo quello di dedicarsi alla realizzazione di protesi dentarie e di altri apparecchi simili.

  

 

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