|
LUIGI FALCONE Angri. «Purtroppo, in Italia c'è una legge
antiquata che non tiene conto dell'evoluzione del nostro lavoro». Pasquale
Iaccarino, quarantacinquenne odontotecnico di Angri (che ha patteggiato la
pena a 570 euro per l'esercizio abusivo della professione di dentista,
scoperto dalla guardia di finanza assieme ad altri cinque suoi colleghi),
lamenta come altri la mancanza di un adeguamento della normativa esistente
alle mutate esigenze della loro attività. «Ho uno studio dentistico
autorizzato, con tanto di professionisti laureati in odontoiatria che ci
lavorano. Ma mi trovo, come tutti noi odontotecnici, nell'impossibilità di
fare giuridicamente il nostro lavoro». E il titolare dello studio rimasto
sequestrato per alcune settimane specifica: «Per legge, noi dovremmo
costruire protesi solo sulle indicazioni dei medici, e non potremmo
avvicinarci al paziente. Ma per fare un lavoro a regola d'arte, considerando
anche la complessità dei nuovi apparecchi e protesi dentarie, dobbiamo
provarlo e riprovarlo sui pazienti, come gli stessi odontoiatri ci chiedono».
In Europa e nella provincia di Bolzano, ricorda Iaccarino, gli odontotecnici
possono verificare la giustezza del loro lavoro sul cliente. Nel resto
d'Italia, invece, una legge di 80 anni fa lo vieta. Ma molti odontotecnici
operano sui pazienti e spesso provocano seri guai: «Nessuno di noi può e
deve operare sui clienti - aggiunge Iaccarino - nel mio studio questo lo fanno
gli odontoiatri, tant'è che non abbiamo mai avuto lamentele dai pazienti».
Il mattino
Altri articoli su questo
argomento: abusivismo in
odontoiatria |