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La crisi si fa sentire anche in quello che pareva un settore inaffondabile,
quello dei dentisti. Nei primi sei mesi del 2005 gli odontoiatri italiani
hanno dimezzato il numero di prestazioni, per questo alcuni studi del
Nordovest lombardo si stanno consorziando in modo da "garantire
professionalità odontoiatriche d'eccellenza, mantenendo i costi a livello del
settore pubblico". Lo fa sapere la neonata società di gestione di studi
dentistici Dental Group in una nota.
Un settore la cui crisi potrebbe essere solo all'inizio: "Alla fine
del 2006 - avverte la società - una direttiva europea aprirà le porte
italiane ai dentisti dell'Unione Europea a 25". Per questo dieci studi
dentistici del territorio compreso tra Rho-Pero e Varese rispondono con una
convenzione che intende dissuadere il "turismo da otturazioni". Quel
fenomeno cioè di chi, approfittando dei voli a basso costo, trova più
conveniente sedersi sul lettino di un dentista ungherese, polacco o slovacco
piuttosto che di quello vicino a casa.
Una tendenza evidente anche su internet, dove sono già numerose le pagine
in italiano che pubblicizzano studi dentistici dell'Est. Il progetto del
consorzio, spiega nella nota Katia Cassano, marketing manager del gruppo
Dental, "era in cantiere da circa due anni. La crisi del settore non è
una novità per chi opera nel campo. Già nel 2000, c'erano stati i primi
segnali di livellamento dell'utenza. Nel 2002, il numero di pazienti era
diminuito del 10%. I segnali sono riconducibili alla crisi economica che sta
investendo il nostro Paese e che, per inerzia, ha interessato anche il nostro
settore". Per questo l'idea del consorzio nata "per dare la
possibilità agli utenti di non rinunciare alla qualità professionale dei
dentisti italiani oltre che a consentire loro la possibilità di finanziamenti
agevolati nel caso di interventi particolarmente onerosi".
La convenzione si propone di offrire interventi a prezzi simili a quelli
della sanità pubblica: "Un'otturazione costa, negli studi del gruppo,
dai 40 ai 70 euro. Liste di attesa, naturalmente, azzerate" conclude la
nota. Secondo i dati presentati dall'Associazione nazionale dentisti italiani
durante il convegno di Roma del 6 luglio, dal 1999 al 2002 il calo dei
pazienti che si recano almeno una volta all'anno dal dentista si è aggirato
attorno all'8/10% con una perdita di circa 1,6 milioni di prestazioni. Un
abbattimento del fatturato oscillante tra i 300 milioni e 1,06 miliardi di
euro. Nei primi sei mesi del 2005, inoltre, le prestazioni effettuate sono
calate ulteriormente del 50% rispetto al periodo precedente. Roberto Callioni,
presidente dell'associazione, ha così commentato il trend negativo: "La
coppia di impiegati con due figli, lo zoccolo duro della nostra clientela, a
farsi curare non ci viene più".
Affari italiani
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