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16/12/2005   Ecm snobbata dai sindacati (da dentalweb)

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Medici che non difendono il proprio diritto ad aggiornarsi; regioni che remano contro l'obbligo del medico di "tenersi informato"; governi che prendono provvedimenti affrettati; ordini che organizzano corsi al posto degli enti deputati (i provider); l'educazione continua medica (Ecm) sembra sempre più in alto mare. Insomma, i dubbi e le perplessità sull'Ecm sono tanti. E neppure è servito a far chiarezza il recente Forum sanità futura di Cernobbio, peraltro disertato - stando al programma iniziale della manifestazione - da molti esponenti del ministero della Salute e delle regioni.

Pertanto, approfittando della cerimonia del Premio Galeno (Università di Milano, 18 novembre) abbiamo chiesto al direttore della Commissione nazionale Ecm, Maria Linetti, che fine fa l'istituzione da lei diretta, e se si dovranno attendere le elezioni politiche di primavera per porre fine al silenzio delle istituzioni centrali in materia di aggiornamento degli operatori della sanità. A sorpresa, Linetti esordisce con un atto d'accusa, indirizzato alle associazioni di sanitari che hanno firmato i contratti del comparto e della dirigenza medica.

"Parlo - spiega - di una grande sconfitta dell'Ecm, forse l'unica verificatasi finora. I sindacati, che dovrebbero utilizzare i crediti formativi per favorire un aggiornamento democratico degli operatori della sanità, hanno siglato accordi secondo cui, se un'azienda ospedaliera non è in grado di fornire i crediti, l'operatore sanitario viene di fatto esonerato dalla formazione continua. Faccio un esempio: se per motivi di turnazione potrebbe venire difficile all'infermiere di pronto soccorso assentarsi, che fa?, non si aggiorna? La risposta è sì, perché viene esonerato. A cascata, avremo discriminazioni tra categorie di operatori sanitari e cittadini fruitori delle rispettive prestazioni. Come possiamo rimediare a questa situazione?".

Su questi temi, finché c'era Girolamo Sirchia a Lungotevere Ripa, era il ministero della Salute ad esternare. Ora non più. E i sindacati, i provider, le istituzioni attendono lumi proprio da voi...

"A breve faremo il punto. E ribadiremo, intanto, che nell'arco dell'anno di iniziative la commissione nazionale ne ha intraprese: è partito l'osservatorio sulla qualità in formazione continua promosso dalle regioni. Ordini e collegi hanno diligentemente registrato i crediti degli iscritti e trasmesso i dati del primo trimestre all'anagrafica del consorzio Cogeaps e stanno trasmettendo quelli del secondo. Sono in atto sperimentazioni di formazione aziendale e a distanza (Fad): una con l'ospedale Bambin Gesù di Roma valuta le acquisizioni pratiche degli operatori negli eventi di sviluppo professionale continuo; un'altra con l'università di Napoli è relativa a corsi di emergenza e farmacologia. Per farla breve, la commissione sta testando varie tipologie di formazione e siglando protocolli d'intesa con le regioni".

Appunto, in Lombardia l'Ecm è volontaria; la Toscana invece accredita solo eventi che ritiene utili al suo territorio; i provider accreditati da una regione non sono gli stessi promossi dal ministero. A Roma non vi sentite un po' residuali?
"L'articolazione dei sistemi Ecm regionali è uno dei prodotti della fase sperimentale quinquennale in corso. E' utile anche a noi capire in quali materie le regioni reputino utile scommettere".

L'articolazione in venti sistemi Ecm non rischia di diventare una disarticolazione anche del sapere dei medici, che varierebbe da regione a regione?
"E' un problema sul tappeto, e la devolution appena approvata non aiuta. Ci vuole un tavolo politico stato-regioni per accordarsi su chi fa cosa. Là noi tecnici potremmo far fruttare i nostri sforzi per migliorare la qualità formativa. Altrimenti la forza di questa Ecm starà tutta, per ora, nella portata delle sperimentazioni nazionali e regionali in corso".

Che fine fa la commissione Ecm con l'istituzione, prevista da un atto stato-regioni del marzo scorso, del Centro Ecm che ne erediterebbe rilevanti poteri?
"Il "Centro" è un'iniziativa che non ha avuto seguito, accreditata da interlocutori che non ci sono più. E' cambiato il ministro (Sirchia aveva voluto il patto, ndr) e la devolution ha accresciuto il potere delle regioni. Il patto di marzo 2005 va rivisto. Anche perché aveva un difetto: le modifiche ai poteri della commissione nazionale Ecm, previste dalla legge di riforma-ter, non possono essere rese vigenti da un atto pattizio, che non ha efficacia normativa tale da abrogare la legge 229".
Intanto gli ordini dei medici continuano a organizzare corsi sui temi più disparati anche se la commissione Ecm aveva attribuito loro funzioni molto più limitate...

"Agli ordini la commissione Ecm ha affidato la certificazione dei crediti, che attesta che il medico ha acquisito una conoscenza idonea all'esercizio della professione: saranno, dunque, provider su temi etico-deontologici. Se gli ordini ritengono di collaborare al rogramma di Ecm, svolgendo ruoli che ritengono per la loro realtà significativi, possono rappresentarlo direttamente in Commissione nazionale per la formazione continua per ridiscuterne l'attuazione".
Dunque l'ordine può aggiornare anche su temi scientifici?
"Laddove rilevi la necessità di una formazione per operatori che altrimenti ne sarebbero sprovvisti, e gli restino mezzi, può fare aggiornamento, ma sulle materie "carenti"".

E' irreversibile l'esclusione dei sindacati dai provider, disposta a giugno 2004 dal decreto dell'allora ministro Sirchia?
"Il decreto è un atto amministrativo e può essere oggetto di revisione".

Basta l'autocertificazione del provider ad attestare che un evento sponsorizzato è esente da conflitti d'interesse oppure, come ritiene qualche voce autorevole, il ministero dovrà prevedere modelli contrattuali più complessi?
"Stiamo mettendo a punto regole per rendere i rapporti tra operatori dell'Ecm il più possibile applicabili, ma in questa materia la forma contrattuale è sempre libera. In particolare, le autocertificazioni rilasciate al ministero della Salute da chi organizza eventi sono atti di garanzia per la pubblica amministrazione. Se rilevassimo che quanto autocertificato non è vero, le conseguenze giuridiche per chi abbia rilasciato false dichiarazioni sarebbero altrettanto rilevanti che se ci fosse un contratto scritto tra le parti. Vorrei anche precisare che nessuno nega alle case farmaceutiche di partecipare agli eventi Ecm come sponsor, ma l'interesse commerciale deve manifestarsi al di fuori dell'evento formativo. Le ore di formazione devono essere neutrali".

Corriere Medico

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