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16/12/2005   Sanità al collasso già nel 2006 

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Drastica la situazione della sanità del nostro Paese evidenziata dal Rapporto Ceis-università Tor Vergata 2005
Un sistema sanitario nazionale letteralmente 'in rosso', a forte rischio di collasso finanziario già nell'anno che sta per iniziare. E' l'attuale situazione della sanita' del nostro Paese evidenziata dal Rapporto Ceis-università Tor Vergata 2005, la cui terza edizione è stata presentata ieri a Roma. A quanto sostengono gli esperti dell'ateneo romano, dunque, Asl e ospedali italiani si troveranno in difficoltà anche nel 2006, pur considerando l'incremento del Fondo sanitario nazionale (Fsn) previsto dalla legge finanziaria all'esame del Parlamento. Un aumento che porterà le risorse a 91 miliardi di euro per la spesa corrente, più due a copertura dei disavanzi 'pregressi'. Ma nonostante ciò, indica il rapporto, 'mancano all'appello' svariati miliardi: il fabbisogno tendenziale indica infatti una cifra variabile fra i 96,1 e i 97,6 miliardi, cui vanno aggiunti gli oneri dei rinnovi contrattuali, stimati dalle Regioni attorno ai quattro miliardi. Il conseguente 'gap' che si potrebbe venire a formare - suggerisce il documento - potrebbe essere colmato solamente con risparmi di gestione compresi fra il 5% e il 10% della spesa corrente. La valutazione di un sistema sanitario non può prescindere dai suoi risultati in termini clinici e di tutela della salute. "Il ritardo conoscitivo però - ha puntualizzato Federico Spandonaro, coordinatore del Ceis - è ancora grande in Italia e pertanto i dati di mortalità possono costituire una delle poche fonti di informazione utilizzabile. Abbiamo preso in considerazione, quindi, a livello regionale, l'età media in cui muoiono le donne per tumore al seno. Questo perché si tratta di una patologia per le quali nel nostro Paese è attivo un programma di screening obbligatorio: nonostante ciò, sono emerse enormi discrepanze fra regione e regione. In Valle d'Aosta una donna con cancro alla mammella sopravvive in media fino ai 77 anni, mentre in Basilicata non raggiunge i 65. Ciò dimostra una grave inefficienza nell'attuare le politiche di prevenzione - ha concluso Spandonaro - che lancia un allarme davvero forte sulle carenze da colmare nei prossimi anni".

  

da Doctornews

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