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Lecco: Sono 16 i dentisti convenzionati con
l’Azienda Ospedaliera di Lecco che prestano i loro servizi secondo il
tariffario stabilito dalla mutua. Un numero che viene ripartito per i tre
presidi e i poliambulatori e che permette di fornire al cittadino prestazioni
a prezzi accessibili e decisamente inferiori a quelli che si troverebbero in
uno studio privato. Come in tutte le cose non mancano i pro e i contro. Le
liste di attesa, infatti, per accedere ai servizi odontoiatrici sono a volte
molto lunghe e, spesso, scoraggiano. Il fattore tuttavia positivo è certamente
il prezzo. Ma veniamo ai dati. Nei primi dieci mesi del 2004 sono state
erogate 19.500 prestazioni contro le 16.200 del 2005. Una differenza notevole
nonostante le disponibilità e i servizi offerti siano sempre gli stessi. Il
calo fra il 2004 e il 2005 ha fatto seguito ad un incremento invece abbastanza
significativo avvenuto nel biennio precedente. Quello che invece si registra
maggiormente è l’assenteismo: la gente prenota e non si presenta alla visita,
contribuendo così ad allungare le liste di attesa. Ma procediamo con ordine.
L’attività ambulatoriale in Lombardia è articolata con diverse istituzioni
accreditate sparse sul territorio, esempi sono l’azienda ospedaliera e lo
studio del dottor Freni di cui trattiamo nell’articolo a parte. Per Lecco
l’Azienda Ospedaliera ha 16 specialisti che distribuiscono le loro prestazioni
in diversi poliambulatori. L’utente paga secondo il tariffario del servizio
sanitario nazionale, soggetto a ticket. I prezzi, chiaramente, sono inferiori
rispetto a quelli di un dentista privato che deve soggiacere ad un’unica
regola: non scendere sotto il minimo stabilito dall’ordine mentre per il
massimo fa da sé, essendo in una situazione di libero mercato. L’utente che si
rivolge alla mutua sa che, nella peggiore delle ipotesi pagherà il massimo del
ticket e poi, a seconda delle prestazioni che gli saranno erogate, una cifra
che potrà essere sottoposta a conguaglio, negativo o positivo. Il servizio
sanitario, per esempio, non comprende però l’implantologia e chi ne avesse
bisogno è costretto a rivolgersi, portafoglio permettendo, al privato. Il
problema delle liste di attesa rimane il vero punto “dolens” di tutte le
prestazioni erogate dal servizio sanitario nazionale. Per la prima visita
specialistica di odontoiatria, ad esempio, nel presidio di Merate bisogna
attendere 168 giorni. Va meglio a Bellano (67) e Lecco (28). “Purtroppo c’è
un numero piuttosto elevato di soggetti che prenotano la visita e non si
presentano e questo contribuisce ad allungare le liste di attesa” ha
spiegato il dottor Giorgio Barbaglio, direttore di presidio di Bellano e
responsabile dei servizi ambulatoriali “Questo rappresenta per noi un
problema molto importante perché si rischia di avere specialisti disoccupati
per diverso tempo nell’arco di una giornata. Sono pochi gli utenti che
avvisano e questo crea l’allungamento delle liste”. Il dato degli
“assenteisti” non è stato rilevato con precisione ma si potrebbe approssimare
intorno al 20%, prendendo come caso emblematico l’esperimento fatto in
collaborazione con l’Asl. “All’inizio dell’anno in funzione di accordi con
l’Asl per contenere i tempi abbiamo organizzato su alcune prestazioni delle
sedute straordinarie con tempi di attesa relativamente brevi, di una settimana
circa. Una mattina su 15, 4 non si sono presentati. Si tratta di una
scorrettezza inaudita ma la situazione è abbastanza frequente”. Il calo
delle prestazioni erogate fra il 2004 e il 2005 non ha ancora una spiegazione
anche perché all’interno di tale dato grezzo potrebbero essere individuate
situazioni differenti a seconda delle diverse sedi. Certo è che se un tempo
l’odontoiatra apparteneva a una classe élitaria ora non è più così. L’offerta
sul mercato è diventata elevata, gli studi non sono più sparsi a macchia di
leopardo ma sono molto più concentrati e la concorrenza si è fatta frenetica.
Non è da escludersi quindi che oltre allo studio del dottor Freni altri si
facciano avanti per accaparrarsi una buona fetta di mercato e di clienti che,
da “mutuati”, per necessità poi passino al privato.
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Dolzago: Ezio Freni convenzionato
Asl oggi conta 30 addetti
Il dottor Ezio Freni di Dolzago è stato il primo a
convenzionarsi con l’Asl. Nel dicembre 2000, ha iniziato il percorso di
convenzione che lo ha portato ad essere il primo in Lombardia ad aderire alla
Legge del 27.11.`98, attuata proprio nella nostra regione dal Presidente
Roberto Formigoni e dall`ex assessore alla Sanità Borsani.
Oltre allo studio di Dolzago, il dottor Freni ha un grande
studio nella provincia di Como che, a sua volta, è convenzionato con l`ASL di
Como. Lo studio nasce a Dolzago nel 1996, come studio medico dentistico
privato, poi la scelta di adeguarsi alla nuova legge , spinto dal mercato che
lo stesso medico definisce un poco “selvaggio”. L’odontoiatra e la sua equipe
che conta di ben 14 medici dentistici e personale paramedico e segreteria per
un totale di 30 dipendenti, ha tutto quello che un paziente può e deve
aspettarsi da chi professionalmente svolge con decoro e serietà il proprio
lavoro. Le prestazioni avvengono in regime di convenzione, quindi con tariffe,
definite.
Per particolari situazioni di basso reddito le cure vengono
erogate gratuitamente. Il meccanismo funziona un po’ come quello del ticket
per i farmaci, con concorso spese ed esenzioni. In un anno i pazienti visitati
sono stati circa 2.500. Solo per l`ortodonzia dei bimbi, lo studio in un anno
ha applicato un migliaio di impianti. Anche per l`ortodonzia il costo è molto
contenuto . In base ad una stima del prezzo medio praticato da uno studio
privato la tariffa in convenzione è pari al 20-25% del totale della spesa.
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