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09/02/2006   La dentiera sbagliata disturba sonno e respiro

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Dormire senza dentiera o con una protesi sbagliata può produrre significativi disturbi respiratori durante il sonno e spesso depressione nelle persone anziane. Lo rivela uno studio nato dalla collaborazione tra le cliniche di Odontoiatria, Neurologia e Otorinolaringoiatria dell'ospedale Molinette di Torino.
La ricerca, che mette in relazione le apnee ostruttive del sonno, la depressione e le protesi dentarie nei soggetti anziani, è stata pubblicata di recente su "International Journal of Prosthodontic", una delle più quotate riviste mondiali del settore, ed è firmata Gianfranco Gassino della clinica odontostomatologica delle Molinette.
L'indagine è stata condotta su 430 anziani residenti in case di riposo del Torinese. Tra chi non usa la protesi di notte, o ne utilizza una di dimensioni sbagliate, sono stati riscontrati numerosi disturbi della respirazione (spesso associati a depressione), che si presentano in proporzioni ridotte tra gli anziani abituati a dormire con una dentiera su misura. "Lo scopo del nostro studio", spiega Gassino, "era proprio indagare se l'uso di protesi con una corretta dimensione verticale di occlusione corrispondesse a una ridotta sintomatologia della sindrome delle apnee ostruttive del sonno". La sindrome delle apnee notturne è il disturbo del sonno più diffuso. Si manifesta con l'interruzione della respirazione regolare più di cinque volte all'ora. Chi ne soffre russa pesantemente, si sveglia spesso, ha la sensazione che gli manchi l'aria, accusa mal di testa la mattina e attacchi di sonnolenza durante il giorno, mostra qualche difficoltà mnemonica e cade spesso in depressione.
Da recenti studi è stato dimostrato che la sindrome delle apnee notturne di frequente è associata a ipertensione, infarto del miocardio e altre complicazioni cardiovascolari, oltre che a riduzione delle funzioni cognitive. Chi ne soffre è anche più a rischio di incidenti automobilistici. Questa patologia ha un'incidenza maggiore tra gli uomini obesi con più di 45 anni.

 

da  La Repubblica

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