Non erano del tutto inaspettate le reazioni
di soddisfazione tra gli odontotecnici per l’approvazione lo scorso mese del
DDL 6229 che, oltre a regolamentare ben 22 professioni sanitarie, chiarisce
quale deve essere l’iter per la definizione di nuove professioni. Finalmente,
avrà pensato la maggior parte di loro, qualcosa si muove.
Non sono mancate in questo caso nemmeno le
reazioni dei rappresentanti delle associazioni odontoiatriche. Nulla di nuovo
sotto il sole, verrebbe da dire, perché dalle dichiarazioni dei vertici dei
medici traspare la consueta avversione in merito all’ipotesi di rivedere le
competenze attribuite all’odontotecnico dall’attuale normativa, affiancata
però al riconoscimento dell’importanza dell’odontotecnico nella filiera
dentale e del suo alto livello professionale (vedi i commenti del presidente
ANDI, dr. Callioni).
Comunque, per gli odontotecnici, ma non solo
per loro, è chiaro che il profilo professionale che dal 1928 regolamenta il
settore è "datato", per usare le parole della senatrice Boldi riportate
dall’articolo dell’ANDI, come del resto lo è anche il percorso formativo.
L’aspirazione legittima ad un profilo che rappresenti in maniera reale la
figura dell’odontotecnico, dunque, non è il riflesso di una rivendicazione
economica o "sociale", ma un bisogno concreto di ridefinirne gli ambiti di
azione, traducendo in legge quelle qualità che gli vengono attribuite:
serietà, qualificazione, competenza. Per la categoria tutto questo comporta un
passo in avanti che richiede valutazioni obiettive, chiare e univoche. Anche
da parte del mondo sanitario.
Affermiamo, allora, che il DDL 6229 riguarda
anche gli odontotecnici, senza nasconderci dietro a interpretazioni forzate o
evocando i termini "abusivismo" e "prestanomismo", quasi bastasse questo per
bloccare qualsiasi possibilità di confronto. Negare la legittimità di questo
strumento legislativo per poter avviare l’iter per l’emanazione di un nuovo
profilo, significherebbe non essere coerenti con le proprie dichiarazioni,
manifestando la volontà di mantenere una condizione di stagnazione nel
panorama dentale pur affermando allo stesso tempo la necessità di un
aggiornamento normativo.
Invitati all’incontro organizzato in
occasione della manifestazione di Antlo tenutasi a Roma lo scorso 9 febbraio,
il senatore Rocco Salini e l’onorevole Giulio Conti hanno entrambi confermato
che il DDL 6229 costituisce un importante tappa verso un nuovo profilo poiché
conferisce al Ministero della Salute i poteri di identificare nuove figure
professionali e quindi di emanare un Decreto Ministeriale specifico. Inoltre
il governo si è impegnato ad inserire nell’ambito delle professioni sanitarie
non mediche le figure degli odontotecnici e degli ottici, prevedendo
l’istituzione del relativo albo professionale. E questo, come ha affermato il
sen. Salini, è un impegno che chiaramente non decade con la fine della
legislatura.
Il cammino verso un nuovo profilo
professionale per l’odontotecnico, in questo modo, passo dopo passo,
procede...